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“De minimis” o “Zona Franca L'Aquila”?

SE NON É ZUPPA.... É PAN BAGNATO!


stampa pagina 2 agosto 2012

Cialente, Chiodi, De Matteis Cialente, Chiodi, De Matteis

Giorgio e Massimo o, se preferite, Massimo e Giorgio hanno entrambi la colpa del ritardo dell'attuazione del famoso “de minimis”. Entrambi hanno giocato sulla pelle della gente, per calcolo personale, al solo fine di avere risultato elettorale per l'elezione a Sindaco dell'Aquila.
Perché tutti possano capire, è d'obbligo partire dal vero significato del termine. “De minimis non curat praetor”, sta a significare in lingua latina: il pretore non si occupa di cose di poca importanza, anche se “il minimo” non è indicato in nessuna norma di legge.
L'Unione Europea ha utilizzato il termine (de minimis) per indicare gli aiuti di Stato di piccola entità che non devono essere sottoposti all'approvazione comunitaria.
Bene. Anzi male....malissimo. Perché i due volponi pensarono che la cosa fosse troppo semplice e si dettero da fare affinché diventasse complicata.
A dire il vero all'inizio, Cialente, in tutt'altre faccende affaccendato, non si interessò della cosa, a lui non conveniva che “gli aventi diritto” si agevolassero di provvidenze che aiutassero a risolvere i problemi dei terremotati; meglio invece che avessero problemi che, successivamente sarebbero stati risolti da lui stesso medesimo...ottenendo così, voti di riconoscenza.
Di tutt'altro pensiero fu Giorgio: mi batto (a chiacchiere) per una cosa che “già so che non ci spetta”, che sicuramente è più grande del “de minimis”, incolpando Cialente di non averla ottenuta.
Ecco qui, che il prode Giorgio parte per la crociata e, in compagnia della Zarina, dell'inchiesta denominata Caligola, si reca più volte a Bruxelles per ottenere la “zona franca”.
Giorgio e Massimo o se preferite, Massimo e Giorgio, l'un contro l'altro armati, sbraitano per ottenere la “zona franca”, pur sapendo, entrambi, che la provvidenza non ci spettava in quanto tutti gli indicatori ci socio-economici, erano contrari. Ideatore e punto di riferimento della cosa è stato quel Gianni Chiodi, che, sponsorizzando l'elezione di Giorgio a sindaco dell'Aquila, ha dovuto costruire un meccanismo (in parte ci è riuscito. Ma di questo parleremo in altra occasione) per attrarre fondi e farli gestire al suo compare.
Si arrampica sugli specchi, Giorgio, tanto da esporsi anche troppo. Alla fine fa la furbata di “ottenere” “il de minimis”. Ecco, in poche parole di cosa si sta parlando. Per colpa di De Matteis e Cialente gli imprenditori aquilani hanno perso oltre tre anni e gli imprenditori del cratere sono rimasti esclusi dalla provvidenza. Per non perdere del tutto la faccia si è deciso di notificare, in data 23 novembre 2011, alla Commissione Europea, l'impegno a dare attuazione al “de minimis” conservando però la denominazione di “Zona Franca L'Aquila”, che avrebbe potuto chiamarsi anche “Zona Pippo”. (o Pluto). Perché poi, sempre di “de minimis” si tratta. Per dirla alla maniera di mio nonno: “Se non è zuppa...è pan bagnato”.
A questo punto sorge un problema: se è vero che il “de minimis” è ormai una realtà, ancora non sono stati emanati i decreti attuativi che stabiliranno i termini della defiscalizzazione e degli sgravi contributivi per le imprese. Se invece di perdere tempo “nel beccarsi”, come i famosi polli di Renzo, avessimo iniziato l'iter burocratico immediatamente dopo il 5 aprile 2009, il problema sarebbe stato già risolto. Essendo la data di scadenza della provvidenza fissata al 31.12.2013 (Entrata in vigore 1.1.2007- data di scadenza 31.12.2013), non vorremmo che si perdesse anche questo treno.
Sino a quando gli aquilani si faranno prendere in giro da Massimo e da Giorgio?

 

Peppe Vespa


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