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RIPRESA E RICOSTRUZIONE, SIAMO ANCORA NELLA FASE DELLE IDEE
stampa pagina 15 gennaio 2013
Negli strumenti di ripianificazione a disposizione del Comune dell’Aquila, non c’è una sola riga a parlare concretamente di azioni per rinascere dopo il sisma. Eppure Cialente nell’incontro organizzato dalla Cgil, ha detto che gli strumenti sono l’uno diverso dall’altro, ognuno col proprio contributo dunque sovrapponibili ed utilizzabili tutti. Sono carte che abbiamo letto e riletto, spulciato fino alla fine ma non c’è nulla che dica, fattivamente, con quali fatti andremo a rinascere. Capitoli interi del Piano di ricostruzione sono stati copiati di sana pianta e riportati nel Piano strategico, ci ricordano che la crisi aquilana c’era prima del sisma, ma oltre non vanno. L’unico progetto operativo per ridare forza e slancio all’Università, descritto nel Piano Strategico, rimarca come unico punto di debolezza il fatto che non c’è ancora l’intesa con l’ateneo aquilano: ma allora di cosa parliamo?
Gianni Chiodi pure, ha portato il suo contributo alla ripresa economica del cratere, un piano rivisitato per le prossime elezioni regionali, perché nel rilancio post sisma del cratere c’è spazio anche per l’istituto zooprofilattico di Teramo, d’eccellenza, per carità, eppure mai citato dall’ex commissario né menzionato dai suoi superconsulenti, tra economisti, urbanisti e sociologi, pagati profumatamente perché facessero il quadro della situazione dal 2010, mettendo nero su bianco, spunti per la ripresa.
Neanche questi specialisti sono serviti, le loro carte sono state pubblicate con la ripianificazione prodotta da Fontana e Nigris un paio d’anni fa, in cambio di compensi favolosi che a nulla hanno portato, perché stiamo ricominciando da capo, e a quattro anni dal terremoto del 6 aprile, nell’incontro voluto dal più grande sindacato italiano, siamo ancora nella fase delle proposte, i miliardi delle vecchie lire già spesi, sono stati buttati al vento, mentre si parla di altri soldi per studi di fattibilità, altre fasi del Piano di ricostruzione, del capoluogo e delle frazioni, altri progetti immateriali, è scritto così, in pratica 17milioni di euro, ma 15 li ha già previsti Barca in uno degli ultimi decreti, da sommare ai milioni già spesi per Fontana e Nigris, per i superconsulenti e per la struttura interna al Comune dell’Aquila, quella con Iacovone e 13 consulenti, per scrivere le stesse cose nel Piano di ricostruzione e in quello Strategico, senza dare un contributo operativo da mettere in pratica da domani.
Volevamo imitare il Friuli, prima il lavoro, poi le case, quindi le chiese, da quattro anni facciamo solo case, case su case, temporanee e provvisorie, da abbattere e ricostruire per farne lievitare il valore, da aumentare nelle cubature e ognuno a spendere le proprie conoscenze per spingere quella
variante al Piano regolatore e mandare avanti quel lotto.
Il cerchio si sta però stringendo intorno ai lavori del centro storico, per il quale le attuali Norme tecniche d’attuazione consentono solo il restauro oppure il ripristino conservativo, cioè un rifacimento tale e quale a com’era la costruzione prima.
Pensavano di potercela fare con una circolare dirigenziale di un anno fa, che oltre a consentire il ripristino con tecniche moderne, aveva introdotto il premio di cubatura del Piano casa, anche nel centro storico. Ma non è così semplice come credevano, tant’è che il settore ripianificazione sta mettendo giù dei criteri interpretativi delle Norme tecniche del Prg, che dovranno passare in Consiglio, chi sa tra quanto, e poi ancora in Provincia e in Regione prima di essere operative, e senza di queste non andrà avanti un solo progetto. Il superconsulente Gaetano Fontana lo aveva previsto mesi fa, quando vide il Piano di ricostruzione disse al Comune che avrebbe dovuto avere altra valenza pianificatoria, quello strumento, anche perché quelle stesse norme, per il centro storico, vietavano ripristini computando anche superfetazioni e aggiunte varie. Lo stanno facendo in questi giorni perdendo altro tempo prezioso rubato alla ricostruzione reale, da iniziare non prima di aver fatto un altro giro di superconsulenze.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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