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MOLINARI CACCIA IL CIRCOLO!
stampa pagina 28 luglio 2009
Ieri mattina, in un terreno adiacente la chiesa di San Sisto (sul quale insistono due capannoni costruiti dal locale Circolo Bocciofilo), avrebbe dovuto esserci l'inaugurazione di un cantiere, per la costruzione di una nuova chiesa (ci dobbiamo credere?) per gli abitanti del quartiere, essendo la vecchia chiesa, momentaneamente inagibile a causa dei danni provocati, dal sisma del 6 aprile scorso.
Ed eccoli puntuali, con i loro mantelli bianchi e la grande croce sul petto, i maestosi Cavalieri di Malta, senza macchia e senza paura, presentarsi sui loro focosi destrieri, per combattere quei miscredenti del Circolo Bocciofilo di San Sisto, e scacciarli dalle proprietà appartenenti alla Curia arcivescovile dell'Aquila.
Nemmeno l'Arcivescovo Peressin che come tutti ricordiamo era, lui sì, un attento amministratore dei beni della Curia, ebbe il coraggio e l'ardire di cacciare "dai campi di gioco" quei poveri vecchietti, che pure, per la gran parte, sono "i clienti" delle funzioni religiose della vicina chiesa di San Sisto.
Cosa c'entrano i Cavalieri di Malta con la chiesa di San Sisto?, direte voi? C'entrano...c'entrano, perché con la scusa che saranno loro a finanziare l'opera, vogliono riappropriarsi di un immobile (ripetiamo: costruito con il denaro dei soci del Circolo Bocciofilo), per realizzare l'ennesima "bella" (per loro) speculazione edilizia.
Perché come ricorderete, cari lettori, il nostro caro arcivescovo, tramite i finanziamenti della Regione Lombardia (attualmente in mano a "Comunione e Liberazione") e con l'interessato benestare del sindaco Cialente, non è nuovo ad iniziative speculative del genere. Andrà a costruire infatti, un campus universitario che sarà gestito sin dall'apertura dalla curia, che ne diverrà proprietaria dopo trent'anni.
Un finanziamento di appena 80mila euro, quello dei Cavalieri di Malta, del tutto strumentale, che non giustifica affatto la "cattiva azione" della curia, che avrebbe potuto destinare questa somma (quella "si" sarebbe stata "una buona azione") al restauro della vecchia chiesa di San Sisto che, per fortuna, non ci sembra molto danneggiata.
Il Circolo Bocciofilo è un Ente di Assistenza "aderente alle Acli" (associazione cattolica lavoratori italiani), legalmente riconosciuto dallo Stato, che svolge la propria attività di aggregazione sociale, e nel quale sono iscritti 500 soci attivi e tesserati, ma è frequentato da almeno 1500 appassionati.
In particolar modo in questo periodo, del dopo sisma, è spazio aggregativo fondamentale, essendo l'unica struttura agibile, dunque unico punto di riferimento non solo per gli appassionati, ma anche per coloro che svolgono attività sportiva. Non si dimentichi che L'Aquila, ha una squadra di bocce che milita in serie A. Ed è da tener presente che i circoli bocciofili di Bazzano e Poggio Picenze sono occupati dalla Protezione Civile, nel mentre quelli di Paganica, di Santa Maria di Roio e di Lucoli, sono inagibili, a causa dei danni provocati da terremoto.
Il Circolo di San Sisto è una struttura socializzata fondata nel gennaio del '69, e viene cacciato da questo vescovo senza il minimo di preavviso, ma con un semplice foglietto (consegnato a mano, e che giuridicamente, non ha alcun effetto legale) contenente poche righe, senza firma e senza motivazioni plausibili, con modalità che non tengono minimamente conto del rispetto dello stato giuridico, al di là dei diritti della curia, che pure, nessuno vuole disconoscere. Si contesta da parte degli associati, il modo umiliante con il quale sono state trattate le persone. E dire che i responsabili del Circolo, erano stati già consenzienti alla "restituzione" di un capannone, in modo che i fedeli potessero assistere alle funzioni religiose.
Tornando ai nostri Cavalieri (senza macchia e senza paura?), ieri, sono stati costretti a sgombrare il campo dalla massiccia presenza di soci che hanno contestato (ma non troppo) con la loro presenza, il vescovo ed i tanti cavalieri e dame, che avrebbero dovuto presenziare al rito dell'inaugurazione del fantomatico cantiere con la posa della prima pietra, cioè di un cartello.
Che la cosa non si sarebbe risolta benevolmente, lo sapeva evidentemente anche l'arcivescovo Molinari, tanto che era stata avvisata la questura, presente con alcuni agenti in borghese.
Anche i Vigili del Fuoco erano ai capannoni, per documentare "l'inizio dei lavori di demolizione", ma vista la mala parata, hanno dovuto abbandonare le loro postazioni. Il cartello di inizio lavori è stato messo e subito tolto, rimandando l'installazione a...tempi migliori, che vogliamo sperare non arrivino mai.
Sicuramente non sono stati momenti edificanti, per l'arcivescovo e per i poveri Cavalieri, che sono ripartiti con la coda fra le gambe. Almeno questa volta. Con l'auspicio che non debba essercene una seconda!
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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