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Confindustria, l'Abruzzo è in forte affanno. In un anno, cos'è cambiato?

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9 novembre 2012

Il presidente di Confindustria, Angelucci Il presidente di Confindustria, Angelucci

"L'Abruzzo attraversa ancora una fase congiunturale che continua a essere lontana da una vera ripartenza. Occorre senza piu' ritardi e scusanti uno scatto di responsabilita' di tutte le forze politiche".
Lo ha detto all'Aquila il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, relazionando l'indagine semestrale sull'Industria abruzzese relativa al primo semestre 2011, giunta alla 29ma edizione e realizzata dal Centro studi di Confindustria Abruzzo.
Presenti all'incontro, tra gli altri, il presidente di Confindustria L'Aquila, Fabio Spinosa Pingue, l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Alfredo Castiglione, il capogruppo Pd al Consiglio regionale Camillo D'Alessandro, il professor Luciano Fratocchi dell'Universita' dell'Aquila, l'economista Pino Mauro, e il direttore di Confindustria Abruzzo, Giuseppe D'Amico, curatore dell'Indagine insieme al professor Fratocchi e Massimo Parisse, il consigliere incaricato del Centro studi di Confindustria Silvano Pagliuca, il presidente Ance Abruzzo, Giuseppe Girolimetti e il direttore generale della Carispaq, Vittorio Iannucci.
La ricerca di Confindustria evidenzia un sistema economico regionale ancora in forte affanno, che risente dell'andamento non positivo dell'economia nazionale e di quelle dei principali paesi industrializzati.
"In questi giorni - ha sottolineato Angelucci - stiamo vivendo a livello nazionale un rinnovamento, speriamo sia il cammino giusto. Ci auguriamo che questo nuovo governo possa avere effetti positivi anche sull'economia abruzzese" per l'economista Pino Mauro "dobbiamo innescare un percorso di sviluppo immettendo tutte le risorse che abbiamo a disposizione sul mercato, ed evitare che non ci sia piu' liquidita'".
Meno del 25 per cento delle aziende, nei primi sei mesi del 2011, ha fatto investimenti, le previsioni sono altrettanto nere tanto che gli imprenditori non ne prevedono.
L'unico settore trainante sembra essere quello farmaceutico, nel quale aumentano l'utilizzo della capacita' produttiva, il fatturato e l'export, e dove a effettuare investimenti e' la maggioranza delle imprese.
Drammatica la mortalita' nel settore manufatturiero con 251 aziende chiuse.
Aumentano le esportazioni del 20 per cento circa rispetto al secondo semestre del 2010.
Con riferimento agli ammortizzatori sociali, si evidenzia un contrazione significativa della Cassa integrazione ordinaria ed ancor superiore di quella straordinaria, ma un'esplosione di quella in deroga. Particolarmente drammatica appare, infine, la contrazione di oltre il 35% delle domande di brevetto, il che denota un ulteriore riduzione della propensione all'innovazione degli attori economici residenti nella regione. Particolarmente grave, la situazione del settore legno e mobili mentre qualche elemento di positivita' c'e' nel tessile, abbigliamento, calzature e pelle.
Con riferimento alle previsioni sull'andamento dei principali indicatori produttivi e commerciali nel primo semestre 2011, si evidenzia una sostanziale tendenza alla stabilita' con oltre il 50% delle imprese intervistate che non ipotizzano variazione tra il piu' 0,5% e il meno 0,5% nei primi sei mesi dell'anno. Sul fronte del mercato del lavoro si registra un incremento del tasso di occupazione nel secondo trimestre dell'anno, mentre i primi tre mesi avevano evidenziato una contrazione.
La disoccupazione scende di oltre un punto percentuale rispetto al picco di dicembre 2010.



ANGELUCCI: "NON C'E' RIPARTENZA, SIAMO AI LIMITI DEL SOSTENIBILE"
"Nell'attuale contesto, caratterizzato da violente perturbazioni dei mercati finanziari e delle finanze pubbliche, oltre che della politica, l'Abruzzo attraversa una fase congiunturale che continua ad essere lontana da una vera ripartenza", ha commentato il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, illustrando i contenuti dell'indagine semestrale sull'industria abruzzese relativa al primo semestre 2011.
"La situazione che oggi stiamo vivendo a livello nazionale ed europeo - ha sottolineato - e' quanto mai critica ed instabile, e rende difficile a tutti i livelli, qualsiasi previsione, programmazione e pianificazione.
E' una situazione veramente grave, ormai ai limiti del sostenibile. Quella dell'Abruzzo e' una situazione veramente particolare, accentuata da problemi di assoluta difficolta' quali quelli legati al sistema sanitario e al devastante evento tellurico dell'aprile 2009. La consapevolezza della situazione abruzzese, come noto, per fortuna da noi ha determinato in tutte le espressioni politiche e sociali responsabili, la volonta' di sottoscrivere un Patto per lo Sviluppo.
Decisivi per il futuro economico e sociale - ha detto ancora - i temi relativi ad una rapida individuazione o all'attuazione di riforme strutturali, come la semplificazione della Pubblica amministrazione, la legge Industria e la riforma dei Consorzi Industriali, che possano contribuire a migliorare il contesto di vantaggio per le imprese".
Ed ancora l'ottenimento per l'Abruzzo, del nuovo obiettivo dei fondi strutturali Ue per la programmazione 2014-2020, l'apertura di altri tavoli tecnici con il Governo per sbloccare le altre risorse finanziarie come quelle relative al Masterplan, un confronto con il Governo per reinserire la regione nel Piano infrastrutturale nazionale di opere che possano fare aumentare la capacita' competitiva/attrattiva del territorio e portarvi risorse e lavoro. Gli altri punti sono le priorita' infrastrutturale, tra cui quelle relative all'energia, lo smaltimento dei rifiuti e la banda larga, e poi la zona franca urbana e l'accelerazione della ricostruzione nel cratere sismico. (14 novembre 2011)

 

 

 

 

 

 

 

 

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