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ASSUNZIONI, RICOSTRUZIONE E DEBITI…CHI SA COME ANDRA’ A FINIRE
stampa pagina 30 agosto 2012
La Giunta Cialente ha votato l’atto d’indirizzo con cui conferma che l’assunzione dei 128 dipendenti al Comune dell’Aquila, sarà gestita per concorso dal ministero. 128, di cui la metà dei posti, riservati a chi ha già lavorato nella ricostruzione, non solo aquilana. I precari hanno cercato ancora una volta di strappare qualche garanzia per loro, nel corso della seduta del Consiglio comunale, ma non la potranno avere, devono fare il concorso, e se dovesse saltare, non avranno neanche questa chance di stabilizzazione. Glielo ha chiarito l’assessora al personale Leone, per la quale non è detto che potranno contare sulle proroghe, a breve si andrà a infatti a tagliare anche sugli enti locali, mentre una gran parte dei parlamentari, soprattutto della Lega, non vede di buon occhio neanche il concorso.
L’Italia sta subendo e continuerà ad avere dei tagli feroci sul personale del pubblico impiego, i parlamentari hanno quindi chiesto che gli esuberi, avrebbero potuto occuparsi di ricostruzione, invece di andare a casa, ingoiando a fatica, un concorsone anche per quanti sono stati presi, perché raccomandati. Parola del ministro Barca, riferendo le chiacchiere romane.
Il concorso, così com’è stato pensato, già rischia di essere impugnato perché non prevede riserve per gli interni, e non attiverà procedure di mobilità, obbligatorie per legge prima di avviare selezioni pubbliche, per cui spingere per avere punteggi blindati, oltre la riserva del 50% dei posti, già tiratissima per dettato costituzionale, significherebbe a questo punto, solo un suicidio lavorativo certo. Dunque il concorso si farà così come ci si è ragionato su, Barca ha detto che per i primi di settembre sarà pubblicato il bando. I capigruppo hanno ascoltato questi ragazzi, parecchi dei quali andranno a casa, e la città non se ne avvantaggerà di certo.
D’altra parte un giorno di questi, ci piacerebbe raccontare della stessa grinta che denunci non solo le cose dell’orticello proprio ma anche una ricostruzione lenta, poco strategica, per niente pianificata, che chieda conto dei ritardi nelle decisioni e sui conflitti tra competenze, che di certo non stanno dando ragione a Chiodi, ormai completamente estraneo a quanto accade.
E chi sa quale atteggiamento avrà come presidente della Regione, dal momento in cui l’ente, nella gestione ordinaria, comincerà a fare leggi, come quella urbanistica, che potrebbe superare quanto ha stabilito Barca ed il Governo. Vedremo come andrà a finire, un ampio confronto consiliare sulla ricostruzione, parte della minoranza l’avrebbe voluto con l’istituzione di una nuova commissione, ma la proposta è stata bocciata. Secondo la maggioranza, c’è già la seconda, ad occuparsi di pianificazione, e la quinta, che garantirà il controllo e la legittimità degli atti, per il resto ogni competenza, resta nelle mani della Giunta. Consiglieri e commissari, se vogliono momenti partecipativi diversi e più ampi possono provarci modificando Statuto e Regolamenti, tutto sta ad avviare la discussione. Nel frattempo a valle, bisogna ancora fare i conti con problematiche decennali, come la responsabilità dei dirigenti nello scrivere pareri chiari e confortanti per un consigliere ignaro, che deve votare, alcuni per legge, debiti fuori bilancio da pagare.
Una cattiva educazione amministrativa, ha portato la dirigenza, a scrivere negli anni solo lo stretto indispensabile, e sempre sul generico. L’auspicio è che cambi la rotta, l’ha chiesto d’Eramo, s’è detto d’accordo Masciocco, presidente della commissione bilancio che dovrà votare a breve debiti riguardanti la gestione Perdonanza o ancora quelli per la metropolitana di superficie. Anche i revisori dei conti dovranno metterci la faccia, nelle sedute consiliari come nelle commissioni, ecco già se riuscissero a fare questo minimo sindacale, ci potremmo quasi sentire di poter salire sul cavallo. Anche se non ancora a cavallo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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