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VA DEMOLITO (parola dei VV.FF.)
stampa pagina 5 novembre 2012
L'affaire macerie, sulle quali nessuno (compresa la Procura della Repubblica dell'Aquila) ha voluto mai fare chiarezza, continua a fare gola un po' a tutti, anche se ormai siamo agli sgoccioli, almeno nella rimozione di quelle degli edifici pubblici. C'è poi la grande torta delle demolizioni che ha fatto nascere più di un appetito. Esse fanno parte delle emergenze e quindi sono affidate senza gara ad evidenza pubblica, ma con il sistema della procedura negoziata, usata in emergenza con l'invito di poche ditte.
Privati, Vigili del Fuoco ed Asm, si stanno litigando la demolizione ed il relativo trasporto in discarica, e uno degli ossi più polposi che resta è il Palazzo dell'Anas in Via XX settembre. Ma il tutto è tutelato da un gran mistero, anche perché in esso c'è l'osso, con attaccata ancora molta polpa.
Voi vi chiederete: ma come, anche l'ex sede dell'Anas è da demolire?
Guardandola da fuori, sembra in ottime condizioni. Eppure i Vigili del Fuoco, ritengono che il palazzo sia da abbattere con urgenza, pena l'incolumità pubblica. Questo starebbe a significare che il sindaco Cialente sarebbe un irresponsabile, avendo autorizzato la circolazione (nei due sensi) degli autoveicoli su una strada, una delle arterie più importanti della città, con un rischio urgente di crollo, mettendo a repentaglio la vita dei suoi concittadini, compresi quelli che lo hanno nuovamente votato.
Caso curioso è che a richiederne l'abbattimento, non è stata l'Anas che ne è proprietaria, ma i Vigili Del Fuoco, con il chiaro intento di vedersene affidato l'appalto, senza gara, ma con affidamento diretto. Uguale richiesta, sembrerebbe, sia stata avanzata dall'Asm che, vedendo esaurito il suo compito “in esclusiva” vorrebbe affiancare i vigili, in un compito così ben retribuito.
A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai, nel 2009, i tecnici della Protezione Civile che compilarono le schede AeDES, dichiararono che non erano stati rilevati danni strutturali ed oggi il comandante provinciale dei VV.FF, Vincenzo Ciani, dichiara che la struttura del palazzo è a rischio crollo, per cui ne chiede l'abbattimento con la procedura dell'urgenza?
Come mai non è stato minimamente interpellato il GTA (Gruppo Tecnico di sostegno Allargato) per un sopralluogo?
A scanso di equivoci, sono uno che ha sempre lodato il comportamento dei Vigili del fuoco all'Aquila, in particolar modo nei primi soccorsi e nei primi puntellamenti per la messa in sicurezza, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica; e di questo la città, dovrà essere sempre riconoscente. Ora però, dopo 3 anni e mezzo, l'emergenza è finita ed i Vigili del fuoco dovrebbero tornare a svolgere quei compiti istituzionali cui “il corpo” è chiamato.
Stesso discorso vale per le Forze Armate. Il Ministero della Difesa ed il Ministero degli Interni, sono costati ai terremotati circa 700milioni di euro; tutti fondi tolti alla ricostruzione dell'Aquila.
É come se “lo Stato”, con la mano destra avesse dato i finanziamenti e con la mano sinistra, se li riprendesse.
Dei fondi stanziati per le macerie, restano ancora da spendere circa 15milioni di euro: 10 andranno al soggetto attuatore che andrà a sostituire il commissario Romano e 4milioni, saranno girati al comune di Barisciano, per il non meglio identificato Polo Tecnologico; sul quale torneremo a parlare, specificatamente, nei prossimi giorni.
Come torneremo ad interrogarci sul perché, ancora non arrivino in città gli automezzi donati dalla Fiat e sollecitati dai sindacati di base dei Vigili del Fuoco che ne hanno denunciato il blocco, in qualche deposito pubblico a Roma.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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