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UNA VOLTA QUARTIERE SANTANZA, ORA UNA DISCARICA DEPREDATA.....
stampa pagina 20 febbraio 2013
C'era una volta Santanza, uno dei primi quartieroni di edilizia popolare aquilana, patrimonio dell'Ater per la maggior parte delle abitazioni, riscattate nel corso degli anni dagli inquilini.
Un rione abitato da famiglie molto numerose, che spesso e volentieri organizzavano feste tra una palazzina e l'altra, come ci racconta Luciano Lucente che è tornato a vivere insieme ad altre 6 famiglie, nell'unica palazzina che ha retto al terremoto. Lontani ricordi di quello che era il quartiere una volta.
In quasi 40mq. di superficie, oggi ci sono solo due stabili abitati.
Il resto è da abbattere, ma non si sa quando, visto che i lavori sono in contemporanea con gli interventi su viale Corrado IV, e quindi i tempi si allungano.
Impossibile pensare ad una prossima riqualificazione dei palazzi perchè qui è ancora tutto in alto mare, e il degrado regna ovunque.
A farla da padroni sono cumuli e cumuli di immondizia datata e stratificata, sparsa dapertutto.
Materassi, coperte, bottiglie, pannolini, scatolame di chi, qua dentro, ci vive e ci ha vissuto tranquillamente.
Tutti lo sanno, che una serie di extracomunitari continua ad occupare quel che resta degli appartamenti.
Più volte segnalato, il mucchio enorme che il freddo ancora non riesce ad imputridire, non è stato ancora rimosso dall'Asm che proprio da queste parti sta iniziando la raccolta differenziata.
Ci avviciniamo alla ricerca dei topi che gli operai di un vicino cantiere ci hanno segnalato. E poi proviamo ad entrare in questo che è diventato un lager, ma che una volta era la casa di tante famiglie, deturpate dagli sciacalli, dove sulle porte degli appartamenti appaiono scritte come questa "APPARTAMENTO VISITATO PIU' VOLTE DAI LADRI, NON C'E PIU' NIENTE DA RUBARE".
Hanno fatto fuori tutto in quattro anni, non ci sono nenche più i sanitari, e per smontare gli ultimi rubinetti rimasti, hanno provocato recentemente un allagamento. Non ci sono più termosifoni nè traccie di rame, ci sono portoni sfondati tra i rifiuti e l'abbandono.......vediamo
Servizio e testo di Matilde Albani, riprese Elisabetta Di Giorgio
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