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Primo piano
Pierpaolo Pietrucci è stato sfiduciato dal Sindaco.

AVEVA ALZATO TROPPO LA TESTA E… BISOGNAVA TAGLIARGLI LE GAMBE


stampa pagina 3 luglio 2013

Pierpaolo Pietrucci, Massimo Cialente e Alfredo Moroni

Pierpaolo Pietrucci, capo gabinetto del Sindaco Cialente è stato sfiduciato. Resterebbe dentro l’amministrazione come funzionario, forse alle politiche comunitarie, ma nell’ombra, non sarà facile da burocrate correre per le regionali e l’apparato lo sa.
Da mesi gli avrebbero fatto capire di stare al suo posto, ha già avuto l’incarico prestigioso a fianco del Sindaco per ben due mandati, poi l’elezione in Provincia quindi al Comune di Montereale, questo giro, dovrebbe segnare il passo e portare l’acqua ai designati dal partito.
Per esempio ad Alfredo Moroni, pezzo grosso della Regione e del Pd, ma sempre a galla tra i socialisti, la sua gente; 60 anni e passa, sarebbe l’uomo giusto per Cialente, nonostante le incompatibilità da affrontare, un’elezione senza sorprese, gestibilissima e a misura d’apparato.
Tocca quindi trovare la scusa per far saltare la testa di Pietrucci, una scusa che regga, e così Cialente punta al colpo da maestro buttandola da un giorno all’altro sulla sfiducia, Pietrucci ha parlato con chi non avrebbe dovuto parlare, ci dicono si riferisse ancora una volta ai giornalisti di questa testata, ai quali avrebbe detto delle cose, sull’aeroporto su cui è competente Moroni e che avrà finanziamenti pubblici, nonostante la gestione sia privata, ignorando che c’è una delibera di Giunta e un bilancio di previsione con tutte le cifre ufficiali, non capiamo quindi cosa possa temere Cialente e cosa ci sia dietro, visto che di segreto, in quelle carte, c’è ben poco.
E poi quell’imprenditoria che il capo gabinetto avrebbe sostenuto, con la quale evidentemente solo Massimo Cialente può avere contatti, visto che la sede elettorale privilegiata dal Pd, e in particolar modo dal Sindaco, è proprio quella di Del Tosto, che continua a far andare su tutte le furie il primo cittadino, visto che nessun atto ufficiale contro l’impresa, per convenzioni urbanistiche, sembra bastare mai a saziare la sua rabbia.
I vecchi del partito si dicono dispiaciuti per Pietrucci, ma l’epurazione andava fatta, all’apparato s’obbedisce sempre. E Cialente se non righi dritto prima o poi te la fa pagare, spesso, a suon di colpi bassi. Ha chiamato la stampa prima ancora dell’interessato, suo uomo di fiducia per anni, ha fatto passare la notizia prima ancora di confrontarsi col partito, ricordando a tutti chi comanda, e che alle ultime elezioni, chiunque avrebbe voluto Lolli al suo posto, non l’ha spuntata, per questo la farà pagare anche a Pietrucci, un piccolo passaggio in Giunta, tutti o quasi pienamente d’accordo sulla sfiducia come sempre, quindi partenza per Roma, per la presentazione dell’Aeroporto dei Parchi, certo che nessuno oserà ostacolarlo.
Massimo Cialente, come altri esponenti della sua Giunta non riesce proprio, a fare nomi e cognomi pubblicamente, preferiscono cincischiare o far capire a chi gli sta intorno quando si deve, o non si deve parlare con chicchessia. Sembra assurdo ma è la verità, Cialente dice ai suoi collaboratori con chi devono rapportarsi, e chi sa cosa starà architettando, mentre annusa gli umori e registra l’estrema solidarietà a Pietrucci, e per lui, neanche una riga.
Questa volta il colpo da maestro potrebbe non andare a segno e il suo capogabinetto potrebbe uscirne da eroe o da vittima, dove lui sarà solo un carnefice sulla sessantina e passa, sull’orlo di una crisi di nervi contro un giovane che poco poco riuscirà a giocarsi con astuzia la carta, potrebbe azzerare ogni strategia d’apparato, che mira ormai solo alla rendita, piazzando le pedine giuste anche in Regione. Per poi andare in discesa libera verso la fine del secondo mandato di Cialente che a quel punto potrebbe fare della città ciò che vuole, nessuna elezione lo giudicherebbe più.

 

Alessandra Cococcetta


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