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SEVEL DI ATESSA, PER MARCHIONNE INVESTIMENTI PER 700 MILIONI
stampa pagina 9 luglio 2013
L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha presentato oggi alle autorita' locali e provinciali le attivita' future dello stabilimento Sevel di Atessa (Chieti) dove viene prodotto il veicolo commerciale leggero Ducato. L'investimento, pari a circa 700 milioni di euro nell'arco di cinque anni, si legge in una nota del Lingotto, permettera' all'impianto di Sevel, organizzato secondo i principi del World Class Manufacturing, di confermarsi sempre di piu' uno stabilimento automobilistico all'avanguardia nel mondo.
Gli investimenti, di cui 550 milioni di euro provenienti da Fiat-Chrysler e 150 milioni di euro da Psa, includeranno l'inserimento di 60 robot di lastratura, il rinnovo di 25 sistemi di spruzzatura in verniciatura, un nuovo impianto di assemblaggio e la riorganizzazione logistica e predisporranno lo stabilimento per la produzione di una piu' ampia gamma di prodotti al fine di soddisfare le diverse e molteplici esigenze dei clienti e del mercato. Lo stabilimento Sevel Val di Sangro, una joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e Psa-Peugeot Citroen, e' stato inaugurato il 28 novembre 1981 dal presidente della Repubblica Sandro Pertini alla presenza del presidente della Fiat, l'avvocato Giovanni Agnelli. Attualmente, nell'impianto vengono prodotti i veicoli commerciali leggeri Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroen Jumper. Ad oggi sono oltre 4,5 milioni i veicoli prodotti nello stabilimento, che occupa oltre 6.000 persone, rappresentando la piu' importante realta' industriale dell'Abruzzo. La capacita' produttiva e' di circa 300 mila veicoli all'anno su tre turni lavorativi per cinque giorni alla settimana.
A margine dell'annuncio, sollecitato sullasentenza della Consulta sulla rappresentanza sindacale nelle aziende, l'ad del Lingotto ha dichiarato che "la pronuncia della Corte costituzionale, arrivata la scorsa settimana, aggiunge elementi di incertezza".
"Con questa decisione - secondo Marchionne - la Consulta ha ribaltato l'indirizzo che aveva espresso in numerose altre occasioni, sullo stesso tema, durante gli ultimi 17 anni nei quali e' in vigore la presente forma dell'articolo 19 dello statuto dei lavoratori".
"La Fiom - ha aggiunto - e' stata esclusa dalla possibilita' di nominare rappresentanti sindacali in base a quella legge. Una legge che dice chiaramente che i rappresentanti sindacali possono essere nominati solo dalle organizzazioni firmatarie del contratto e da quelle organizzazioni che ne accettano le condizioni. Per altro, si tratta di un principio giuridico che viene riconosciuto in tutti i paesi civili del mondo; puoi beneficiare di un contratto se ti assumi le responsabilita' presenti in quel contratto".
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