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ITALIA TURISMO SUL GRAN SASSO: DEBITI, CONTENZIOSI E PERDITE COME BIGLIETTO DA VISITA


stampa pagina 16 luglio 2013

Cialente, ha spiegato in prima commissione i buoni motivi per cui bisogna scegliere di non far fallire il Centro turistico del Gran Sasso, ma non sono bastati per far passare la storia per cui con il fitto d’azienda ad Italia Turismo, partecipata di Invitalia, per 600mila euro l’anno più le perdite, entro un paio d’anni riusciranno a trovare un gestore privato capace di rilanciare il Gran Sasso.
C’è però un ricatto. Solo con l’ingresso di Invitalia infatti, il Comune potrà avere i 15milioni di euro del Cipe per infrastrutture e alberghi così da rendere la ricettività più appetibile, non prima però, di aver coperto la perdita d’esercizio di un milione e mezzo di euro che appunto ha votato la commissione bilancio questa mattina. Oltre al nuovo Regolamento che stabilisce per le spa, una gestione guidata da un presidente e due dipendenti comunali, il cui compenso confluirà nel salario accessorio da dividere per tutti.
La scelta di Invitalia, è sembrata a tutti la solita scelta obbligata: ma cosa può fare un consigliere, alla presenza fissa di dipendenti e sindacati, se non votare a favore? La strada per salvare il Centro turistico non ha convinto nessuno, nemmeno il partito del sindaco Cialente, il Pd, il quale vorrà un monitoraggio continuo sul rilancio, scelto dal primo cittadino senza consultare nessuno, i commissari hanno storto il muso e la Cgil ha chiesto un nuovo passaggio con i capigruppo per avere la certezza che il personale sarà salvo. La prospettiva non è né chiara né sicura.
Il presidente Masciocco s’è speso per mostrare tecnicamente che quel milione e mezzo non è un debito fuori bilancio e non è illegittimo, detto ciò, il resto l’ha fatto Cialente sfruttando la norma per una scelta politica imposta, sulla quale ha chiesto solo il suggello. Come al solito in tempi stretti, senza ragionarci su e con la certezza, l’ha detto pure Aielli, che Invitalia è “poco credibile”.
Il sindaco convinto di parlare con un Consiglio poco informato, ha alluso ai successi di Italia Turismo in ogni dove, anche col Club Med in Puglia. In realtà il Club Med ha lasciato Otranto a primavera, all’apertura della stagione estiva generando l’allarme delle istituzioni. Ha abbandonato un immobile di proprietà di Italia Turismo, “la quale”, spiegò l’assessore per lo sviluppo economico e vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone “ha usufruito di un contratto di programma regionale da dieci milioni di euro.
Non è ammissibile che nonostante l’utilizzo di risorse pubbliche si lascino in mezzo ad una strada i lavoratori”. 120 lavoratori, per la precisione. Club Med ha comunque mollato Italia Turismo, nonostante il contratto fino a fine 2013, dopo decenni di gestione, lasciando alla Bestar srl la stagione estiva, poi chi lo sa, ci sarà un bando per reperire un privato per la gestione. Come da noi.
L’assessore pugliese si chiedeva come mai il Club Med abbandonasse la gestione pur sapendo di dover ancora corrispondere un canone di fitto di oltre due milioni di euro, preferendo ugualmente, di abbandonare il territorio.
Non c’è un solo successo, che Italia Turismo abbia registrato nel mezzogiorno, e Cialente ancora non spiega alla città i motivi per cui all’Aquila, città difficile e con una montagna impegnativa, dovrebbe invece filare tutto liscio come l’olio. Italia Turismo, come riporta linkiesta.it, “ha ingenti perdite, debiti, progetti al palo e contenziosi giudiziari” a fine 2011, risultava esposta con le banche per di 54 milioni e mezzo di euro, cosa possa essere migliorato a distanza di due soli anni resta solo nella testa di un Sindaco che ha trattato con Roma, con i ministeri e le loro partecipate fallimentari la pelle di questa disgraziata città, senza sentire la necessità di dover spiegare altro.


Alessandra Cococcetta




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