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Scandalo Accademia dell'Immagine

CONDANNATE CIALENTE!


stampa pagina 18 luglio 2013

Massimo Cialente

Nei giorni scorsi, le testate giornalistiche ed i siti web (noi compresi), evidentemente male informati (ad arte?), avevano dato notizia “dello scagionamento” di Cialente circa l'accusa che lo stesso, nella sua veste di Presidente e responsabile legale dell'Accademia dell'Immagine, avesse “omesso di versare nei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale del modulo 770, ritenute alla fonte relative a emolumenti erogati nell'anno di imposta 2007 per un ammontare complessivo di 111mila euro”. 
Secondo la difesa del sindaco, l'omesso pagamento sarebbe da addebitare al fatto che un sostanzioso contributo regionale che era atteso per l'istituzione culturale non fu mai erogato e, pertanto, non sarebbe stato possibile mettersi in regola sotto il profilo fiscale. Sempre secondo il legale di Cialente, nelle casse dell'ente, non vi sarebbe stato “il becco” di un quattrino, ma.... soltanto 4mila euro.
L'evidenza è ben altra. Nelle casse dell'Accademia dell'Immagine sono state versate dalla Regione Abruzzo, nell'anno 2006 euro 1.060.000,oo (di cui 560.000,oo per contributo annuale + 500.000,oo per  contributo straordinario per L.R. 29/2006 art. 13); nell'anno 2007 euro 530.000,oo; nell'anno 2008 euro 520.000,oo e nell'anno 2009 euro 223.000,oo.
Ai contributi di cui sopra, sono poi da aggiungere altri contributi del Comune, Provincia e di vari altri enti oltre a banche....ed altro. Non è vero quindi che nell'anno di riferimento la Regione, non avesse versato contributi e che nelle casse non fosse transitato il becco di un quattrino. Ma c'è di più (ammesso che ciò fosse possibile), negli anni menzionati non è stato accantonato il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) né non sono stati “presentati” i bilanci, per cui eventuali altri versamenti potrebbero essere del tutto sconosciuti. Come il contributo milionario post sisma, predisposto con delibera Cipe, di cui non se ne conosce la fine, e le varie “raccolta fondi”, di cui non si conosce né l'entità né come siano stati spesi.
Ma i debiti fatti sotto la gestione Cialente, sono di gran lunga superiori. I sindacati parlano di oltre 2milioni di euro, oltre all'ipoteca accesa sull'immobile, che avrebbe dovuto essere bene indisponibile poiché acquistato con fondi pubblici.
Ed è a questo punto, che emergono in pieno le gravissime responsabilità di Massimo Cialente, come legale rappresentante, sostituto d'imposta e quindi personali, morali, civili e penali. Secondo “lor signori”, l'Accademia dell'Immagine sarebbe un Ente Morale.
Ditemi voi, cari lettori, cosa ci sia di morale in questo sperpero di denaro pubblico, nel non pagare stipendi e versamenti previdenziali, nell'ipotecare un bene pagato interamente dalla collettività. Di Ente Morale c'è ben poco e la Magistratura e la Corte dei Conti hanno il dovere di prenderne atto, non consentendo facili scappatoie. Quello dell'Accademia dell'Immagine, non è un caso a se stante. La gran parte degli Enti ed  Associazioni culturali, si trovano nelle stesse condizioni.
Di furbacchioni della cul-tura, che vivono di contributi pubblici ce ne sono tanti; quasi tutti. Questi signori, ogni anno, si dividono una torta di svariati milioni di euro elargiti dallo Stato, Regione, Provincia, Comune ed enti vari, istituti bancari ed industrie. Assunti a livello clientelare, senza concorsi, spesso senza competenza e senza studi professionali specifici.
Un continuo voto di scambio per compensi favolosi sui quali manca poi, ogni controllo e verifica pubblica. Tanto c'è sempre il solito Pantalone che paga!

 

Peppe Vespa

 




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