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Regione

UIL, BOOM CASSA INTEGRAZIONE IN ABRUZZO


stampa pagina 22 luglio 2013

Roberto Campo

Giugno 2013 su Maggio 2013: Italia +1,6; Abruzzo +137,4. Province in cui la cassa sale di più: Chieti e Pescara. Sale soprattutto la straordinaria. Ma il confronto più interessante è quello più ampio tra il I semestre 2013 e il I semestre dell’anno scorso, 2012. Italia: + 4,6; Abruzzo + 29,7. Con mediamente 10.000 lavoratori effettivamente in cassa. La cassa ordinaria rimane sui 6 milioni di ore di richiesta, ma la straordinaria quasi raddoppia, da 5 a 9 milioni di ore richieste. Cresce anche la cassa in deroga, e va sopra i 4 milioni di ore richieste. A livello nazionale, la deroga scende, ma questo dipende dalle incertezze che si sono create nell’ultimo anno sul suo finanziamento. Anche in Abruzzo, recentemente la cassa in deroga è scesa (mentre abbiamo visto che su base semestrale è cresciuta), ma anche da noi la discesa della cassa in deroga non è un segno di salute: non si sta uscendo dalla cassa in deroga per tornare al lavoro, ma visti i ritardi nei pagamenti e la mancata copertura per i prossimi mesi, lo strumento sta perdendo credibilità. Si ricordi che mediamente il tiraggio effettivo della cassa (cioè, quante ore vengono poi effettivamente fatte di cassa rispetto a quelle richieste) è del 50%. Su base semestrale, le province guida della crescita della richiesta di cassa sono L’Aquila e Chieti.  
Si conferma un grave stato di disagio occupazionale. In Abruzzo, reggono gli occupati oltre quota 500.000, ma almeno 10.000 lavoratori sono in cassa integrazione, i disoccupati sono quasi triplicati (65.000) e crescono gli inattivi, che nemmeno provano a cercare lavoro, per cui non risultano disoccupati. Ulteriori elementi di preoccupazione vengono dal monitoraggio aggiornato a luglio 2013 condotto dalla Uil Abruzzo sulle crisi aziendali. Oltre 90 casi ci crisi aziendale oggetto del censimento. Oltre 13.300 lavoratori lavorano nelle 90 aziende. Più di 5.500 posti di lavoro sono a rischio (o già perduti): 1/3, almeno 1.800, già perduti; 2/3 a rischio (circa 3.700).
Il Governo sembra aver rinunciato a un tentativo serio di provocare uno shock economico positivo che faccia ripartire i consumi. La riduzione delle tasse ai lavoratori (IRPEF) non è, evidentemente, la priorità del Governo, che parla solo di IMU e IVA. Le tasse locali continuano a crescere: andrebbe radicalmente rivisto il federalismo fiscale. Gravissimo errore aspettare qualche refolo di ripresa senza fare nell’attesa nulla di davvero significativo. Sbagliatissimo alimentare incertezza sulla cassa in deroga.  
In Abruzzo, bisogna sfruttare al massimo le leve che altre regioni non hanno: l’investimento Sevel (700 milioni); il 5% dei fondi per la ricostruzione dedicato allo sviluppo, che significa 100 milioni per il 2012-13 (ma il meccanismo si ripeterà per un decennio); la ricostruzione dell’Aquila. Inoltre, le vertenze industriali maggiori vanno affrontate insieme al Governo con adeguate politiche industriali, non solo sulla difensiva: Honda Italia Atessa e indotto; L-Foundry Avezzano (ex-Micron); ATR Colonnella; Technolabs L’Aquila; Kimberly Clark Alanno; Merker Tocco Casauria.

 

Per la Uil Abruzzo
Roberto Campo




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