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RAPAGNA', REGIONE ABDICA A RICOSTRUZIONE DEL PROPRIO PATRIMONIO
stampa pagina 25 luglio 2013
Il Consiglio regionale dell'Abruzzo, in questi 4 anni e 4 mesi ormai trascorsi dal 6 aprile 2009, non ha mai creduto, e a maggior ragione non crede oggi, alla ricostruzione del proprio patrimonio abitativo e, di conseguenza, “è rimasto sordo a guardare” gli effetti sociali e psicologici della “non ricostruzione” che si sono abbattuti sulle migliaia di famiglie ancora sfollate che rischiano “per davvero” di non ritornare mai più a casa.
Un simile comportamento “assente e indifferente” nei confronti della ricostruzione e messa in sicurezza “antisismica” della Edilizia Residenziale Pubblica non è più giustificabile per le vie “ordinarie”.
A 52 mesi dal terremoto, la massima Istituzione rappresentativa e legislativa della Regione Abruzzo non è nemmeno in grado di “chiedersi” a che punto sia effettivamente e concretamente la riparazione “leggera” degli alloggi classificati A, B e C e la ricostruzione “pesante” degli edifici classificati E, mentre l'intero patrimonio abitativo pubblico presenta oggi una situazione “drammatica”, di rischio, di abbandono e di degrado.
Il Mia Casa denuncia il rischio di una vera e propria “abdicazione” da parte della Regione Abruzzo nei confronti dei doveri della “ricostruzione” del suo proprio patrimonio abitativo pubblico affidato alla gestione delle ATER e dei Comuni del cratere, sebbene siano stati indicati quali “soggetti attuatori” pubblici, rispettivamente, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la ricostruzione pesante degli edifici E, l'ATER dell'Aquila per la riparazione leggera degli alloggi A, B e C ed il Comune di L'Aquila.
Il Mia Casa chiede, con ancora più forza e determinazione, al Presidente Nazario Pagano ed a tutti i Gruppi consiliari la approvazione urgente di una “Legge regionale ad hoc” su “ricostruzione” e “messa in sicurezza” della Edilizia Residenziale Pubblica, inserendo tale provvedimento al primo punto all'ordine del giorno della seduta di martedì prossimo 30 luglio o, in ogni caso, in una apposita seduta da tenersi prima della pausa per le estive.
Nel frattempo, il Presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi, già Commissario alla ricostruzione pubblica, è “invitato” a convocare un incontro istituzionale di verifica e di lavoro tra tutti coloro che della ricostruzione e dei ritardi sono direttamente responsabili, per avviarla senza ulteriori perdite di risorse umane, materiali ed economiche.
Il Presidente Pagano ed il Presidente Chiodi dicano con chiarezza, attraverso una dichiarazione “pubblica” e un atto formale e senza reticenze, che cosa intendono fare e “dimostrare” al riguardo e prima della fine della attuale legislatura, perchè ormai troppo è stato il tempo che è trascorso inutilmente, e perciò il giudizio è che tutte le loro “chiacchiere” e le promesse da navigati politicanti, stanno a zero!
Pio Rapagnà
Il pungiglione
Taccuino
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