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CENTRALE A BIOMASSE, A CHI ANDRA' L'ENERGIA PRODOTTA?
stampa pagina 10 ottobre 2013
Riceviamo e pubblichiamo: "Nel Consiglio Comunale di giovedi 3 ottobre ultimo scorso è intervenuto un esponente della Società Futuris che dovrà realizzare la struttura per la Centrale Biomasse e dare inizio all’attività.
Ha sostenuto che la Centrale suddetta darà lavoro a 14 persone, che la domanda di insediamento è munita di tutte le autorizzazioni necessarie previste dalla legge, che la percentuale di inquinamento è entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente in materia e che ha il sostegno della CIA confederazione italiana agricoltori-allevatori.
Quindi sulla carta risulta tutto a posto ed è da compiacersi sotto questo aspetto. E’ doveroso a questo punto dare uno sguardo indietro nel tempo e ricordarsi che quando venne costruita la ex Ravit, tutta la documentazione era a posto. Oggi, a distanza di tanti anni, è cambiata la proprieta’ e si è deciso di affittare la struttura predisponendo i locali in varie metrature , su ordinazione. Sono trascorsi anni, ma sono ancora esposti i cartelli "affittsi" ed i locali ancora vuoti. Questo perché artigiani e commercianti locali, nonostante avessero necessità di ricollocare le proprie attività dopo il sisma 2009, hanno preferito posti più decentralizzati piuttosto che scegliere una struttura comoda ma che per anni ha visto produrre antiparassitari per l’agricoltura.
A questo punto è opportuno pertanto fare delle considerazioni sulle attività simili già funzionanti in altre località. Una di queste si trova nelle Marche, ad Apiro, in provincia di Macerata. Sono venuto a conoscenza delle seguenti notizie:
1) lamentele da parte della popolazione al punto da denunciare penalmente il Sindaco; 2) molte persone hanno messo in vendita la propria casa ma non trovano acquirenti anche se la somma richiesta è inferiore a quella di mercato; 3) Spesso a causa di lamentele da parte della popolazione intervengono le autorita’ e dispongono la chiusura. Si cambiano i filtri, qualche pezzo di macchinario, si riapre, e dopo un mese circa si chiude di nuovo per le stesse motivazioni.
Altre informazioni le ho avute tramite conoscenze riguardo tre centrali a Biomasse gia’ operanti in provincia di Foggia. Qui addirittura si stanno creando nuovi disoccupati in quanto dette Centrali acquistano il trinciato di mais al prezzo di euro 7,50/quintale. Gli allevatori, produttori di carne e latte che utilizzano lo stesso prodotto, lo pagano euro 3,20/quintale. I produttori di mais logicamente vendono al migliore offerente, ovvero la centrale a biomasse. Per questo motivo gli allevamenti sono costretti ad adeguarsi al prezzo che fa la centrale, e sono spesso destinati al fallimento o alla chiusura. E’ impossibile per gli allevatori sostenere questo prezzo di costo del mais mantenendo il prezzo di vendita del latte a Euro O.39 al litro.
In queste condizioni molti allevatori, sono costretti a chiudere prima di arrivare al fallimento. Che mestiere si metteranno a fare dato che non sono più giovani al punto da poter imparare un altro mestiere e non sono abbastanza vecchi da aver maturato gli anni per andare in pensione?
La soluzione piu’ semplice è quella di accodarsi alla fila dei disoccupati .
Per il Comune che ha espresso il parere favorevole alla realizzazione dell’opera, allo scopo di aumentare gli occupati nel territorio, non è ne’ gratificante ne’ degno di lode il fatto che i disoccupati aumentino per la chiusura delle aziende zootecniche.
Tornando invece ai fatti di casa nostra, è opportuno fare una riflessione sul ruolo della CIA aquilana, ovvero Confederazione Italiana Agricoltori che, anziché appoggiare gli allevatori in questa vicenda( azione questa che rientrerebbe nella sua missione e competenza), appoggia invece l’attivita’ industriale che, una volta entrata in funzione, operera’ a discapito degli allevatori. Come già avvenuto nella provincia di Foggia.
Voi che ne pensate ?
Nel consiglio comunale in argomento si è discusso anche di una promessa di acqua calda per gli abitanti di Onna già nell’anno duemilanove appena dopo il terremoto quando si era ancora nelle tende.
In una successiva riunione fatta a Paganica nella sala civica, un esponente della societa’ FUTURIS chiari’ che la Società, una volta realizzata, avrebbe fornito al comune 12OO kw di energia e che il Comune avrebbe deciso chi ne fosse l’utilizzatore. Quest’ultimo, è cosa certa che non sara’ un soggetto privato bensi’ un organismo con funzioni sociali, quali una scuola, un asilo gestito dal comune etc.
Fatta questa premessa viene spontaneo fare una considerazione: ma se la Società non aveva titolo di fare promesse di questo genere, è logico pensare che questa promessa l’abbia fatta il comune quando ancora tutto era prematuro? Ma a che scopo se comunque ai privati non poteva essere concesso nulla?
Rappresentanti di Onlus e Pro-loco di Onna presenti alla riunione svoltasi a Paganica per organizzare i ricorsi, si impegnarono a parole a presentarlo insieme a quello di Paganica. Successivamente invece comunicarono che avrebbero provveduto direttamente. Questo non è avvenuto.
Conclusione: Paganica ha presentato ricorso contro la realizzazione della centrale a Biomasse. Monticchio ha presentato due ricorsi. Onna nessuno. Perché?
E se il ricorso non fosse stato presentato proprio perché è stato fatto affidamento alla promessa di fornitura di acqua calda? Sarebbe opportuno avere una risposta a questo "perché". Che ne pensate voi?
La scadenza del termine per la presentazione dei ricorsi era ottobre 2012, e gli stessi verranno esaminati a novembre 2013. E’ vero che negli ultimi mesi a Onna sono state tenute varie riunioni contro la Centrale a Biomasse e sono state raccolte anche le firme, ma quello che viene fatto dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge lascia il tempo che trova. E’ come lasciare la porta della stalla aperta e poi inseguire i buoi per riportarveli dentro."
Il pungiglione
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