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CIALENTE&LA CORTIGIANA PARAPONZI-PONZI-PO'
stampa pagina 15 ottobre 2013
É diventata ormai voce comune in città, che Cialente porti sfiga. Personalmente non lo credo e non credo all'esistenza dei iettatori. Comunque, come diceva mio nonno: “Non credo ai iettatori, ma un bel corno rosso lo porto sempre con me. Non si sa mai”.
Certamente, questa città, sotto Cialente di disgrazie ne ha viste tante; iniziò il suo mandato con l'incendio del Bosco di San Giuliano, continuò con il terribile terremoto dell'aprile 2009, seguì l'alluvione del Fiume Aterno del 2010, quindi un'invasione di cavallette, sino ad arrivare alle nevicate tra il 2012/13 ed al caldo torrido dell'estate appena passata.
Per non parlare dei numerosi guai combinati nel suo passaggio amministrativo. Ci manca solo una pestilenza ed il gioco sarebbe fatto. Di questo passo e sotto la sua influenza, questa città è destinata a una morte sicura. Fateci caso, chiunque lo avvicina viene risucchiato nel suo alone malefico. Intorno a lui c'è “una moria di matrimoni”, tanto che gli è stato affibbiato il titolo di sfascia-famiglie. Molte persone del suo entourage hanno guai in famiglia: divorziati o separati; dal suo vice sindaco Riga, al suo braccio destro Moroni, dal suo braccio sinistro Di Stefano al suo ex capo gabinetto Pietrucci, da De Matteis alla Pezzopane...sino ad arrivare alle sue segretarie.
Non ultima la gran maestra cortigiana.
Sulla stessa gira una leggenda metropolitana; che tanto leggenda non è, perché è la pura realtà diventata poi leggenda.
Fu assunta come donna delle pulizie (quindi per scopare e spolverare) ma non ha preso mai una scopa in mano....nemmeno uno scopone. Da allora, di carriera ne ha fatta proprio tanta. Tutta meritata però, anche con prestazioni di grande rilievo. A chi frequentemente la accuserebbe di aver fatto carriera sotto la protezione dei vari politici che si sono susseguiti, lei ironicamente avrebbe risposto: “Che c'è di strano? Sono stata assunta per scopare...ed io scopo”.
Iniziò la sua carriera con un grande sindaco, passò poi sotto il vice-sindaco; non scopò né spolverò con un successivo sindaco. Dopo i politici passò sotto la protezione di tecnici comunali. Dopo un folle interludio con un promettente giovane politico (ma gli poteva essere madre), la nostra cortigiana ripassò alla politica sotto un vice-sindaco. Sospesa la sua attività in Comune, passò in Provincia sotto la protezione di un assessore quindi sotto la protezione di un sindaco di un comune del circondario, per ripassare al comune dell'Aquila, in stretta collaborazione con Cialente. Mai, un netturbino!
Insomma, assunta come donna di pulizia, non ha mai toccato una scopa né uno struscione. Ma ne ha fatta di carriera! Attualmente “la nostra” (anzi...la loro) ha un preciso compito di fiducia: raccogliere e distruggere i nostri giornali, in modo che non siano letti dagli avventori del palazzo comunale. Non sa, questa “scopatora”, che distruggere i giornali in circolazione è un reato punibile dalla legge, perché reato contro la libera circolazione delle idee e contro la libertà di stampa.
Tutte cose che a lei non interessano, anche se è grande sostenitrice “dell'amore libero”.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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