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PRATI PER IL PASCOLO, FEBBO RASSICURA SULLA CORRETTA GESTIONE
stampa pagina 24 ottobre 2013
"Le Organizzazioni professionali abruzzesi possono stare tranquille e serene; la Regione Abruzzo difendera' il traguardo raggiunto e ratificato con la risoluzione positiva da parte del Ministero delle Politiche Agricole circa l'annosa problematica dei prati pascolo. Rispetto ad essa, la circolare Agea dispone che, a partire dalla campagna 2014, ai fini dell'ammissibilita' delle superfici dichiarate a pascolo magro, non e' possibile considerare il pascolamento da parte di terzi''. Cosi' l'assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, riguardo le preoccupazioni sollevate in una nota diffusa dalla Coldiretti Abruzzo.
''Sicuramente - sottolinea Febbo - tutte le Organizzazioni, ivi compresa la Confagricoltura, ricordano come questo traguardo sia stato affrontato e condiviso da diversi mesi e in piu' occasioni, tra cui anche il Tavolo Verde, al fine di addivenire ad una posizione unica. Tant'e' che la nostra stessa posizione e' stata supportata anche da altre Regioni vicine quali Marche, Lazio e Umbria allarmate dalla stessa problematica''. ''Per dovere di cronaca - continua Febbo - mi preme specificare che la nota diffusa riguarda, nello specifico, una presa di posizione di Confagri Veneto che, diversamente da quella abruzzese, porta avanti una politica specifica per i pastori di quel territorio e per le problematiche a loro connesse''. ''Tutte le Organizzazioni sindacali - sempre l'Assessore - sono a conoscenza del proficuo lavoro svolto, avendo ribadito piu' volte come le nostre risorse naturali debbano essere destinate prioritariamente agli allevatori abruzzesi, gli unici che possono garantire un utilizzo rispettoso dell'ambiente e della biodiversita' con bestiame di proprieta' regolarmente registrato nella Banca dati nazionale e correttamente gestito''. Febbo assicura, infine, che verra' ''scongiurata definitivamente la lottizzazione dei pascoli che sta mettendo in ginocchio una delle piu' antiche pratiche economiche d'Abruzzo come la pastorizia''. ''Da qui la necessita' - conclude - di difendere la circolare Agea dello scorso 11 ottobre in cui, a partire dal 2014, si specifica che non e' piu' possibile considerare il pascolamento da parte di terzi''.
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