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RAPPORTO CARITAS: I NUOVI POVERI SONO GLI AQUILANI
stampa pagina 5 novembre 2013
Sono le famiglie aquilane il "sommerso" della povertà per mancanza di reddito, aumentata in modo incontrollato nel nostro territorio. Sono gli aquilani doc che si presentano alla Caritas fuori dagli orari di ricevimento, perché si vergognano di essere riconosciuti.
E' quella classe media di una volta, che oggi insieme agli stranieri, fa la spola con la sede di Coppito, dove si bussa ogni giorno per soldi, cibo e vestiti. La Caritas nel 2012 ha distribuito 2114 pacchi alimentari alle famiglie aquilane, ha ricevuto nel suo centro di ascolto 316 persone e ha distribuito 760 buoni vestiario (moltiplicati tutti per quattro, che è la media delle famiglie assistite) con il 55% di donne, principali portatrici delle difficoltà economiche della famiglia.
Con la disoccupazione a macchia d'olio, la cassa integrazione ferma ad aprile, l'età delle persone che si rivolgono per bisogno è arrivata ad abbracciare la fascia che va dai 25 ai 54 anni. Con questa fotografia, la Caritas Abruzzo-Molise ha presentato il rapporto sulla povertà nel corso di una conferenza stampa che ha visto la presenza anche del Vescovo ausiliare Mons.Giovanni D'Ercole. L'Aquila non solo ha fatto i conti col post-sisma, ma ha dovuto affrontare la crisi economica e le chiacchiere dei vari governi che hanno messo in campo solo politiche inefficaci. In città, in poche parole, sono arrivati interi nuclei familiari "poveri" ,che si sono sommati alla precarietà delle famiglie "autoctone" aquilane. "Rispetto all'andamento regionale, chi si rivolge ai nostri centri è per due terzi straniero – ha detto Angelo Bianchi vice direttore della Caritas aquilana – in molti casi c'è un ricongiungimento familiare, senza che il migrante domiciliato abbia una stabilità abitativa in città".
Il Comune dell'Aquila non avendo ancora una banca dati per censire la popolazione assistita dopo il terremoto, figuriamoci come potrebbe mai dialogare in maniera "informatica" con la Caritas, per definire procedure comuni e dare risposte efficaci a quelli che ne hanno bisogno.
Queste intese avvengono in molti comuni italiani, da noi, invece, i servizi sociali non hanno mai dialogato per strategie comuni, almeno i frutti ancora non li abbiamo visti. La Caritas, come ci raccontano i volontari del centro di Coppito, non ce la fa più a fronteggiare le esigenze di tutti, tanto che sono spuntati gli "avvisi" dove si ricorda che le bollette non possono essere più pagate come una volta.
“Con l'aumento delle richieste di pacchi viveri e la difficoltà in cui versa l'Agenzia ministeriale che approvvigiona i centri diocesani - ha detto il delegato regionale Marco Pagnello - siamo in seria difficoltà, anche perché in questa emergenza non possiamo sostituirci allo Stato”. Vediamo il servizio..
Servizio e testo Matilde Albani, riprese Elisabetta Di Giorgio.
Nella sezione video del sito la seconda parte del servizio.
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