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NELL’EMERGENZA CRONICA SI STA DA DIO… A STUDIARE TRUFFE E FRODI


stampa pagina 19 novembre 2013

Massimo Cialente e gli assessori Lelio De Santis e Alfredo Moroni

In queste ore drammatiche e d’emergenza per la Sardegna e per la Gallura, dove tornerà a piovere di brutto e la gente tra vittime e dispersi non sa ancora dove andare a dormire, ci fa ancora più rabbia vedere come invece L’Aquila, abbia deciso di starci a vita, nell’assistenza.
Chi non ha presentato i propri dati sul censimento del Progetto case e Map sarà perseguito, gli amministratori hanno in mano un contratto di comodato, nel quale l’assegnatario s’è obbligato a comunicare ogni cambiamento del suo stato di famiglia, da quando ha avuto l’alloggio, ma al pubblico non importa, d’altra parte l’unico motivo per cui l’informatizzazione in Italia non va è dovuta proprio al fatto di non far vedere come vanno a rotoli le cose, e neanche un terremoto, nonostante i milioni di euro investiti sulle Banche dati dell’emergenza, è riuscito a far cambiare atteggiamento.
L’Aquila, nell’emergenza ci vive da dio, chi vive in un manufatto temporaneo in zone a rischio dissesto idrogeologico sarà sgomberato, le famose casette di legno nate cinque anni fa, e potrà andare all’assistenza alla popolazione comunale per chiedere un alloggio nel Progetto case o Map, ma quegli alloggi, secondo i dati diffusi dal settore sarebbero solo una manciata, continuano ad essere assegnati senza ragione a chi ha bisogno, senza pensare prima a risparmiare i milioni mensili spesi ancora sul contributo di autonoma sistemazione, con cui la gente ormai campa, è solo un grande caos di sprechi e sperperi, ma non importa a nessuno.
Grazie all’Aquila, gli assicuratori di Cineas, hanno studiato il sistema di assicurare anche le abitazioni, perché l’Abruzzo stava consumando troppi soldi pubblici, sulla ricostruzione, la Sardegna è oggi in emergenza, noi lo siamo cronicamente, erodendo ormai da anni, le uniche risorse disponibili per la rinascita.
Nessun controllo sulle autonome sistemazioni, contributi di milioni di euro erogati anche a chi non ha più la residenza qui o di cui non s’è mai conosciuta, la residenza, e parliamo di almeno un migliaio di beneficiari, che potrebbero essere dei furbi ma non c’è fretta di scoprirlo.
Chi ha beneficiato del contributo senza averne diritto, può restituirlo a rate, la Giunta Cialente lo ha disposto con una propria delibera ritenendo che la gente ha bisogno, dunque va compresa, sta quindi passando il brutto messaggio per cui se rubi in nome del terremoto o perché in stato di necessità, non sei un ladro. Lo Stato ha battuto un colpo solo con le ultime denunce, pesantissime, della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza depositate alla Procura della Repubblica contro il Comune dell’Aquila con cui si certifica una gestione pessima del Progetto case e Map, la gravissima circostanza di aver avuto per troppo tempo alloggi vuoti ed ancora, il non aver riscosso i canoni di compartecipazione per le spese di manutenzione.
La gatta da pelare se l’è presa con orgoglio l’assessore De Santis, togliendola al collega Moroni che ora, avrà tutta la tranquillità di spendersi in comunicati stampa comodi, dimenticando, la pessima gestione portata aventi finora che ha indebitato il Comune per decine di milioni di euro.
Chi pagherà?
Dall’altro lato della barricata c’è poi la gente, buona parte dei cittadini, che ormai s’impegna a capire solo come prendere di più per i lavori sulla casa, per l’autonoma sistemazione, per i traslochi e per l’indennizzo dei beni mobili danneggiati dal sisma, sarà proprio questo, uno degli ultimi bubboni ad esplodere sui milioni sperperati, 15 già percepiti dai traslocatori, ed ancora sei in sospeso e 4 in previsione fino al 2014 e 20milioni già spesi sui beni mobili distrutti più undici da trovare, che Aielli cercherà di recuperare da altre risorse non spese. Dietro queste decine di milioni di euro, c’è tutto un mondo di frodi tentate e forse riuscite, di cui bisognerà cominciare a parlare, perché le autorità competenti se ne occupino, e noi lo faremo.


Alessandra Cococcetta




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