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LA DIREZIONE REGIONALE POTREBBE SCOMPARIRE
stampa pagina 12 dicembre 2013
L’Aquila, rischia di non avere più la Direzione regionale per i Beni culturali, cioè una sede ministeriale distaccata in loco, a seguire la ricostruzione del patrimonio architettonico e culturale.
Se il direttore Magani andasse davvero a Pompei, come commissario straordinario, al suo posto potrebbe essere nominato ad interim il collega del Molise, il quale, potrebbe tranquillamente restare in quella Regione per seguirne due, abbandonando l’ultimo presidio in cui credere, perché l’Abruzzo terremotato rinasca davvero.
Il pericolo è concreto, perché è in atto una riforma che dovrà tagliare almeno cinque Direzioni regionali, il 20% delle cariche dirigenziali da togliere al Ministero per ridurre la spesa pubblica, e così in Friuli potrebbe scomparire ed andare in capo al Veneto, in Basilicata stessa fine per seguire la Puglia, quindi l’Abruzzo, che conta talmente poco a Roma nonostante il sisma, da poter approfittare del prossimo interim, se appunto il direttore Magani andasse a Pompei, per fare la sveltina ed eliminare la Direzione abruzzese.
Manca la presa di posizione del presidente Gianni Chiodi, il quale comunque dovrà dare il proprio parere, anche se consultivo, ma forse la sta vivendo come una “semplice” pratica burocratica di tagli e di routine, non avrebbe quindi grandi spinte, per cercare di mantenere un presidio ministeriale in loco, che alla ricostruzione urge disperatamente.
E’ intervenuta oggi la Pezzopane, a dire che Magani ha lavorato bene, s’è appellata al ministro Bray perché torni sui suoi passi riguardo il trasferimento in Campania, ma nessuna posizione forte.
La politica locale posizioni forti non ne prende, non le ha prese con la denuncia fatta sulla gestione della Curia, che ha preferito lasciare le chiese “scoperchiate” per quasi cinque anni, pur di forzarne la ricostruzione con tecnici propri e senza gara pubblica, non le sta prendendo sulle intercettazioni pubblicate in questi giorni, sui presunti intrecci locali, tra tecnici e politica, non lo farà per il resto, Cialente, oggi, ha ritenuto d’intervenire sul divieto di sparare i botti a Capodanno.
E’ una città, L’Aquila, che preferisce non vedere, all’Aquila, non arriva neanche il movimento dei forconi, ad Avezzano sì, all’Aquila no, adesso è a serio rischio anche la ricostruzione dei beni culturali, ma la cosa sfugge alla classe dirigente, ai cittadini e a chiunque altro, a meno che non lo possa minimamente riguardare da vicino e toccarlo nei propri interessi personali. Magani ha programmato lavori e risorse, è un architetto, sta seguendo davvero la rinascita dei beni culturali, tagliare di netto una Direzione regionale, dopo aver avuto almeno quattro ministri dal sisma, con cui abbiamo parlato spesso malamente, significa che il quinto centro storico d’Italia farà una brutta fine.
Politicamente contiamo zero, la classe dirigente locale, per lo più non sa neanche di cosa parliamo, visto che gli interessi sono tutti concentrati su case, appalti, lavori, incarichi e rendita, i beni culturali, questa città, se l’è sempre ritrovati, li ha dati sempre per scontati non ha mai riflettuto su questa ricchezza, ed è palesemente poco interessata a spingere perché non restino abbandonati, e forse negli ambienti romani lo hanno capito, sarebbe quindi più facile, toglierci la Direzione.
L’Aquila era la città delle 99 chiese, piazze, cortili e palazzi, guardando in faccia la realtà, dobbiamo renderci conto che la città non rinascerà completamente, tornerà qualcosa dei nostri beni, sicuramente a macchia di leopardo, di certo restaurati in parte, forse qualcosa non proprio bene, e se perdessimo anche l’ultimo presidio ministeriale, sarebbe di certo una catastrofe senza precedenti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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