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ARRESTI RICOSTRUZIONE, LA CRONACA E LE DICHIARAZIONI DELLA POLITICA
stampa pagina 8 gennaio 2014
Il pm: indagati cedevoli a "tangenti"
"Gli indagati hanno dimostrato di non essere soltanto cedevoli a 'tangenti' per bramosia di denaro 'una tantum'. Essi hanno rilevato una dedizione costante ad attivita' predatorire in danno della collettivita', arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costruire societa' ad hoc, a rappresentare realta' fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onesta' e trasparenza". E' quanto scrivono i pm nell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta denominata 'do ut des' che ha portato alla luce un giro di dazioni in cambio di appalti per il post terremoto. In particolare le persone finite agli arresti domiciliari (Pierluigi Tancredi, Daniela Sibilla, Vladimiro Placidi e Pasqualino Macera) e gli altri indagati avrebbero favorito con una serie di atti illeciti la Steda Spa, di cui e' amministratore unico e legale rappresentante Daniele Lago, di Bassano del Grappa, anch'egli indagato. L'ordinanza ricostruisce minuziosamente come avveniva il passaggio di denaro per ottenere gli appalti, le percentuali percepite per ogni lavoro preso, come venivano contraffate le carte. Tancredi sarebbe stato il 'deus ex machina', insieme a Daniela Sibilla, sua stretta collaboratrice da anni. Macera, stando sempre all'accusa, sarebbe riuscito a farsi consegnare dall'imprenditore 60 mila euro "con il pretesto di dover comprare il favore del prof. Bernardo De Bernardinis, all'epoca dei fatti vice capo del Dipartimento della protezione civile e vice commissario delegato per l'emergenza sismica del 6 aprile 2009". Ovviamente era millantato credito. Il denaro sarebbe servito "al fine di risolvere positivamente la sospensione con riserve tecniche dell'offerta di gara della Steda Spa nell'ambito della procedura di gara per l'aggiudicazione di fornitura, trasporto e posa in opera di moduli abitativi provvisori in legno, gara a cui la Steda partecipava in Ati con altre imprese, tra cui la Mercatone Uno Service Spa di cui Macera era rappresentante per l'Abruzzo. In particolare, su indicazione e consiglio di Tancredi, costantemente coadiuvato da Sibilla, Lago prometteva a Tancredi, Sibilla e Macera il pagamento di somme di denaro indicate nel contratto stipulato in data 18 dicembre 2009 tra la Steda Spa e la DA.MA Consulting srl, societa' creata appositamente il 22 ottobre 2009 al fine di giustificare formalmente i versamenti di denaro dalla Steda Spa". Le somme promesse erano pari a 7.200 euro mensili per una durata di 12 mesi, oltre a percentuali su ogni singolo lavoro procurato, variabili in relazione all'importo dei lavori.
"Di tali some venivano effettivamente erogate sei mensilita' per un totale di 43.200 euro". Inoltre, a saldo della pattuizione originaria, Lago consegnava a Tancredi cinque moduli abitativi provvisori del valore economico di mercato variabile di 40 mila euro ciascuno; in almeno un'occasione 10 mila euro contanti". Lo stesso imprenditore "consegnava individualmente a Sibilla 12 mila euro a mezzo di assegni bancari". In particolare - si legge ancora nell'ordinanza - "Tancredi, coadiuvato da Sibilla e Macera, in corrispettivo della illecita promessa e delle dazioni compiva atti contrari al proprio ufficio, consistenti nel garantire a Lago l'indicazione della Steda Spa quale impresa da inserire nei lavori di puntellamento e messa in sicurezza di edifici danneggiati, abusando della propria qualifica e in interferenza rispetto alle valutazioni e determinazioni del responsabile dell'ufficio ricostruzione del Comune dell'Aquila". Stando sempre ai capi di imputazione il vice sindaco Roberto Riga avrebbe accettato 30 mila euro, sempre per il tramite di Tancredi, affinche' interferisse per garantire all'imprenditore l'acquisizione dei lavori di messa in sicurezza dell'immobile facente parte del consorzio Alto.Ma.C. Dell'Aquila. "Nell'ambito di tale promessa Lago consegnava a Riga, per il tramite di Tancredi, la somma anticipata di 10 mila euro. In seguito, comunque, i lavori non venivano affidati alla Steda ma ad altra impresa". Per quanto riguarda i puntellamenti di palazzo Carli, sede del rettorato, ad adoperarsi nei confronti della Steda sarebbe stato Vladimiro Placidi, all'epoca assessore alla ricostruzione dei beni culturali del Comune. "Lago prometteva a Placidi la somma di complessiva di 87.600 euro iva compresa mediante la stipula di un contratto con la Pro.ges, srl", dello stesso Placidi, "avente per oggetto fittizie prestazioni di consulenza e servizi, appositamente stipulato per giustificare il passaggio di denaro. Nell'ambito di tale accordo il 15 febbraio 2010 Lago versava la somma di 24 mila euro quale compenso, con la fittizia giustificazione del pagamento di un progetto di ingegneria apparentemente realizzato dalla Pro.ges. Srl ma in realta' realizzato da dipendenti della stessa Steda. I rimanenti 53 mila euro piu' iva costituivano la promessa di pagamento per ulteriori acquisizioni di lavori di messa in sicurezza che Placidi accettava di procurare alla Steda successivamente, come da contratto con Pro.ges.". Secondo quanto accertato dagli inquirenti per i "favori" resi all'imprenditore c'era un tariffario. Nata la DA.MA. Consulting, come riferito da Daniele Lago, il tariffario prevedeva un fisso mensile di 7.200 euro, un compenso del 7% per lavori fino a mezzo milione di euro, un compenso del 3% per lavori ricompresi fra cinque e dieci milioni di euro.
Cialente: "mi sento fortemente tradito"
"E' stato un fulmine a ciel sereno, mi sento fortemente tradito". Queste le prime dichiarazioni del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, a commento dell'operazione 'Do ut Des' su presunte tangenti in alcuni appalti del post terremoto. "Sono un garantista pero' l'unica cosa che mi sento di dire - ha aggiunto - chiedo veramente, disperatamente, alla magistratura e all'autorita' giudiziaria, piena luce, comunque e dovunque illuminando qualsiasi angolo, qualsiasi luogo di questa amministrazione comunale. Cio' perche' la cosa drammatica e' che qualsiasi ombra sul processo che va dalla prima emergenza fino ad oggi per quanto riguarda il processo della ricostruzione getta un discredito terribile, danneggia gravissimamente l'immagine di una citta' che deve convincere non solo l'Italia ma il mondo che deve essere ricostruita. Dalle pochissime notizie che ho in questo momento - ha proseguito Cialente - si tratterebbe di un fenomeno molto limitato, in particolare di una societa' che ha utilizzato il puntellamento a palazzo Carli, sede del nostro rettorato. Ma questo non vuol dire. Ripeto, qualsiasi ombra, qualsiasi pelo nell'uovo rovina l'intera immagine della citta'. Dopo di che spero che tutti gli indagati possano dimostrare la loro innocenza. Ho sempre raccomandato la massima trasparenza, ecco perche' mio sento fortemente tradito. Abbiamo i riflettori del mondo puntati addosso". Il sindaco ha quindi parlato, in particolare, di due degli indagati finiti ai domiciliari: Vladimiro Placidi e Pierluigi Tancredi. "Placidi - ha ricordato il primo cittadino - fu nominato assessore il 15 dicembre 2009 quando dopo mesi terribili in cui andavamo avanti con 4/5 assessori rafforzammo la Giunta. Quella di Placidi fu una nomina di un assessore tecnico perche' fu nominato responsabile della ricostruzione dei beni culturali in quanto direttore del Consorzio dei beni culturali dell'Aquila del quale il Comune era maggiore azionista, diciamo cosi'. Per quanto riguarda Pierluigi Tancredi, invece, era consigliere di opposizione (Fi, ndr) nei primissimi giorni successivi al sisma. Mi disse che era disponibile a dare una mano. Dopo una settimana gli firmai una delega affinche' seguisse la ricostruzione degli edifici storici. Ma la notte stessa, io dormivo in camper, fui raggiunto da circa un migliaio di sms di cittadini arrabbiatissimi su questa cosa. Cosi' il giorno dopo lo chiamai dicendogli guarda la citta' non capisce questa cosa, per cui la delega gli rimase per 24 massimo 48 ore". Pierluigi Tancredi era stato precedentemente assessore al Bilancio e alla Cultura quando l'Amministrazione era guidata dal sindaco di centrodestra Biagio Tempesta.
Appello per L'Aquila: "tramonto politico del Sindaco Cialente"
L'inchiesta e gli arresti sui puntellamenti sono solo l'ultimo episodio che segna definitivamente il tramonto politico del Sindaco Cialente e della maggioranza che lo sostiene. Solo venti giorni fa ponemmo con forza e quasi da soli il tema della legalità e della trasparenza a fronte della pubblicazione di alcune intercettazioni.
Facemmo delle richieste al Sindaco che non rispose se non con i soliti insulti nel tentativo di minimizzare la voragine della questione morale che ha sotto i piedi. Lo stesso inaccettabile atteggiamento lo assume anche oggi: sono singoli episodi, le indagini sono circoscritte, mi sento tradito. Non scherziamo, la responsabilità politica del Sindaco è gigantesca, gli indagati sono uomini da lui scelti prima e dopo in Giunta e ai vertici dell'amministrazione. Il Sindaco stesso mesi fa denunciò, con una clamorosa chiamata in correo, gli appetiti spartitori della sua maggioranza.
Il minimizzare, il non prevenire possibili conflitti di interesse, affidare ruoli delicati a chi ha già avuto a che fare con la giustizia, difendere l'indifendibile, sono il terreno di coltura in cui attecchisce il malaffare, per questo la reazione del Sindaco è pericolosa e irresponsabile.
Lo abbiamo sempre detto e oggi lo ripetiamo: quando le coalizioni vengono formate unicamente sulle spartizioni di potere il risultato non potrà che essere il saccheggio.
Per questo ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni: il Sindaco si dimetta per consentire alla città una nuova stagione politica legittimata da un rinnovato mandato popolare. Al di la delle inchieste abbiamo assolutamente bisogno di un cambio di passo per ricostruirci, cosi invece ogni giorno si inciampa. E non potrà che andare peggio.
Questa è l'ultima chiamata anche per i partiti e i consiglieri di maggioranza: avete ancora la possibilità di uno scatto di dignità, di capire che è necessario un cambiamento radicale. Non avete più scusanti ormai, siete fuori tempo massimo, se non vi dissociate da questa Giunta siete e sarete complici di portare il nostro territorio alla rovina.
E' giunto il momento di ricostruire la politica per rifondare la nostra città. E' il mandato che abbiamo ricevuto, è' quello che stiamo tenacemente tentando di fare con coraggio, passione e senza compromessi insieme a tanti uomini e donne. Gli ultimi accadimenti impongono non solo a noi ma a tutta la parte sana della società un'ulteriore assunzione di responsabilità per riprendere in mano il nostro destino e vincere la sfida che la storia ci ha posto davanti. Ora, non domani. Per queste ragioni, per queste urgenze richiediamo la convocazione immediata di un Consiglio comunale straordinario.
Sel L'Aquila: "Chiarezza in tempi rapidi sul post-terremoto"
E' quanto chiedono Pina Leone, Coordinatrice Comunale SEL L’Aquila, Umberto Innocente, Coordinatore Provinciale SEL L’Aquila, Giustino Masciocco, Consigliere Comunale SEL: "Ancora una volta la magistratura è dovuta intervenire in merito alle questioni della ricostruzione della nostra città indagando politici e imprenditori. Nel rispetto dei diversi ruoli che la Costituzione italiana affida alla politica e alla magistratura, chiediamo che su tutte le vicende legate alla ricostruzione si faccia chiarezza in tempi rapidi individuando le reali responsabilità e ripulendo le discussioni dalle false indiscrezioni.
Le inchieste giudiziarie e gli arresti di oggi sulla ricostruzione che toccano la Curia e il Comune e settori dell'imprenditoria e della pubblica amministrazione, destano indignazione e ribrezzo e Sinistra Ecologia e Libertà manifesta la sua grande preoccupazione rispetto alla gestione della cosa pubblica che si e’ avuta nel post terremoto.
Riteniamo, infatti, che chi si propone a gestire la cosa pubblica deve avere comportamenti trasparenti e consoni a ricoprire ruoli chiave nelle pubbliche amministrazioni. Per le inchieste già in atto e su tutto il passato chiediamo di fare immediatamente chiarezza rispetto a cosa e’ successo e all’individuazione delle responsabilità individuali.
Per il futuro c’e’ bisogno di attuare strategie politiche per aumentare il controllo e la trasparenza dell’azione amministrativa. Bisogna continuare, forse con maggiore celerità, lungo la strada che questa amministrazione, anche grazie all’azione politica di SEL, ha già intrapreso: sono stati emanati due provvedimenti molto importanti per cercare di arginare il fenomeno di possibili malversazioni nella gestione delle cosa pubblica:
• il primo riguarda regolamento anti – corruzione che è stato recepito e adeguato alla struttura organizzativa dell’Amministrazione per renderlo più efficace.
• il secondo è l’istituzione della centrale unica di committenza, già deliberata dalla giunta comunale, che prevede un solo ufficio che si occupi di appalti, gare, consulenze acquisti.
Questi due provvedimenti permetteranno maggiore controllo da parte dei cittadini e maggiore tracciabilità dei processi amministrativi. La chiarezza e la trasparenza degli atti amministrativi e la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche per il governo della città è secondo noi la strada principale per evitare il ripetersi di episodi come quelli che sono oggi sotto indagine."
Liris (Forza Italia): "Sinistra politicamente responsabile!"
"Il garantismo che da sempre appartiene alla nostra cultura non ci consente di parlare di responsabilità penali: sono altri gli organi deputati a questo. L'attuale amministrazione comunale, alla guida della città ormai da sette anni, ha grosse responsabilità politiche delle quali non si può far finta di niente!" questo il giudizio del capogruppo comunale di Forza Italia Guido Quintino Liris.
"E' messa in discussione l'organizzazione politica, la trasparenza amministrativa e la certezza delle regole nel processo di ricostruzione: le responsabilità sono in capo al Sindaco e alla sua maggioranza di oggi e di ieri. Proprio per questo non è credibile la Sinistra di oggi e di ieri (anche di chi è seduto sugli scranni del Parlamento) che si dichiara indignata, addolorata e tradita. L'indignazione, il dolore e il senso di tradimento sono, infatti, gli stati d'animo della città dell'Aquila e di tutto il territorio aquilano che, sempre più deluso e disilluso, vede il processo di ricostruzione come una macchina sempre più lenta, senza capacità programmatica nè prospettive concrete e credibili." continua Liris "Aspettiamo l'evolversi degli eventi confidando nel lavoro della magistratura e delle forze di Polizia" conclude Liris.
"Qualcuno sostiene che trovare fondi a Roma sarà ora più difficile? Pretestuoso! Invito coloro che si riconoscono nell'attuale Governo Nazionale a non accampare scuse sul reperimento delle risorse finanziarie e a lavorare con maggiore efficacia e dedizione per il bene di questo territorio".
Assemblea Cittadina: "Il sindaco si dimetta"
Alla luce dei recenti arresti e dell’apertura delle indagini nei confronti dei funzionari ed ex assessori dell’amministrazione comunale, l’Assemblea cittadina dell’Aquila chiede le immediate dimissioni del Sindaco Massimo Cialente e dell’intera giunta. È inaccettabile che la città debba vivere l’ennesima ignominia arrecata da famelici sciacalli che hanno lucrato vantaggi personali dal disastroso, insanguinato terremoto del 6 aprile 2009.
Gli approfittatori, questa volta, sono di casa : ex assessori e funzionari scelti personalmente dal Sindaco, collocati in alcuni nodi strategici della ricostruzione, i quali hanno colto, già alcuni mesi dopo il terremoto, le ghiotte possibilità loro offerte di illeciti arricchimenti personali. Tutto ciò, mentre 35.0000 concittadini erano ricoverati nelle tendopoli ed altrettanti esiliati nella costa.
Anche se quella del Sindaco dovesse essere considerata semplicemente come una scelta infelice, il primo cittadino deve rispondere personalmente, innanzitutto per ragioni etiche, davanti alla comunità amministrata, di tanta sprovvedutezza e leggerezza.
Il danno arrecato alla città ed all'intero cratere sismico è diventato irreparabile. Come si può pretendere di reclamare dal Governo centrale quanto è legittimamente dovuto ai terremotati, per ricostruire il devastato territorio, se la sfregiata immagine offerta è quella del malaffare, insediatosi così prepotentemente all’interno delle stesse Amministrazioni? A queste autentiche nefandezze, come reagiranno i cittadini dell'intero Paese e della stessa Europa che sono stati così vicini e solidali sin dall'indomani della tragedia?
"Gli indagati hanno rivelato una dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività, arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costituire società ad hoc, a rappresentare realtà fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onestà e trasparenza. Da ciò si ricava la certezza della reiterazione di reati della stessa specie”, scrive il gip Romano Gargarella nell’ordinanza d’arresto, motivando le esigenze cautelari.
In attesa che la magistratura faccia il suo corso, le conseguenze politiche generate dal malaffare devono percorrere la via obbligata di una sola "scelta di responsabilità": DIMISSIONI!
Scelta che restituisca in tal modo dignità all'intera città martoriata ed ai suoi cittadini e che, a distanza di cinque anni dal sisma, non consenta di rubare loro un futuro fattosi sempre più incerto e compromesso.Una sola e convergente parola d'ordine: DIMISSIONI SUBITO!"
Mantini: "Dopo gli arresti impegno serio, per gare e trasparenza"
"A prescindere dal merito, che non commento, i provvedimenti giudiziari confermano le preoccupazioni che abbiamo più volte espresso, nella ricostruzione dell’Aquila c’è poca trasparenza, poca concorrenza, con un forte rischio di mercati illegali e di favoritismi. Occorre rafforzare la cultura e la prassi delle gare pubbliche e gli uffici a ciò dedicati, come il Provveditorato alle Opere Pubbliche, ed in tal senso vigileremo per il rispetto della legalità ad ogni livello". E' quanto dichiara Pierluigi Mantini, del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.
Stefania Pezzopane: "Fatti gravissimi. Ci sentiamo traditi"
"La vicenda venuta allo scoperto dall'operazione di Polizia 'Do ut des', che oggi ha portato a 4 arresti per tangenti legate ai fondi post terremoto, è un brutto colpo alla ricostruzione, provo amarezza e delusione. Magistratura e forze di polizia stanno facendo il loro dovere e mi auguro si faccia piena luce sull'intera vicenda e che si individuino tutti i responsabili.
Oltre allo scandalo per il fatto in sé, avverto purtroppo la spiacevole impressione che tutto questo avrà ulteriori conseguenze negative sul processo di ricostruzione". Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, eletta in Abruzzo. "Questa mattina, anche qui in Senato - prosegue Pezzopane - tra le persone che mi chiedevano spiegazioni, serpeggiava la delusione per quello che viene percepito come una sorta di senso di tradimento nazionale. Mi chiedono 'ma davvero con i soldi della ricostruzione si fanno queste cose? Anche in Abruzzo? A L'Aquila?'. Mi rammarica inoltre che questa ennesima vicenda appanni l'enorme lavoro, onesto e rigoroso, di centinaia di ottimi amministratori e imprenditori. Temo che sarà sempre più difficile ottenere consenso alle nostre richieste di risorse e di attenzione nazionale, se si dà spazio a vicende e comportamenti illegali. Speculare su una tragedia e' inaccettabile, tanto più che la ricostruzione dell'Aquila e del cratere è appena cominciata e serviranno sicuramente tanti altri fondi per completarla. Per ora quello emerso dalle indagini sembra un fatto isolato, che però coinvolge figure con importanti ruoli istituzionali. Spero possano dimostrare la loro innocenza - conclude Pezzopane - ma rimane un peso grande come un macigno e l'amarezza é enorme".
Rifondazione Comunista: "Gravissimo punto di svolta"
"Gli arresti per corruzione di Tancredi e Placidi segnano un gravissimo punto di svolta: per la prima volta vengono accertate responsabilità di ex esponenti dell'amministrazione all'interno di quell'intreccio perverso tra singoli politici e imprenditori nella speculazione sui puntellamenti che il PRC fu tra i primi a denunciare anche a livello nazionale, chiedendo chiarezza sulle procedure di affidamento.
In questo contesto, in cui probabilmente emergeranno altre responsabilità, anche gli avvisi di garanzia rischiano di intaccare la fiducia dei cittadini nei confronti nella giunta. C'è bisogno di un segnale inequivocabile, pertanto il Partito della Rifondazione Comunista ritiene necessarie le dimissioni immediate del vicesindaco Riga e il ritiro degli incarichi conferiti a Di Gregorio, ormai pluri-indagato, come condizione per continuare la propria esperienza nella giunta Cialente.
Inoltre anticipare l'attuazione del piano anti-corruzione, con la rotazione periodica dei dirigenti, è una questione non più rinviabile. Ciò permetterebbe di sottrarre la gestione della cosa pubblica a queste possibili degenerazioni, restituendo la priorità alla politica rispetto allo sviluppo di poteri personali.
Da tempo stiamo denunciando l'esistenza di una questione morale, a partire dalla vicenda emblematica delle convenzioni urbanistiche, in cui il consolidarsi di zone d'ombra trasversali alle varie amministrazioni ha consentito il verificarsi di situazioni illegittime. Anche su questa vicenda auspichiamo l'azione pronta della magistratura."
Queste le dichiarazioni del Prc, in un comunicato congiunto di Francesco Marola, segretario provinciale PRC L'Aquila, Goffredo Juchich, Segretario circolo PRC A. Casamobile, Enrico Perilli, capogruppo PRC Comune dell'Aquila
Ricostruzione post sisma e presunte mazzette. L’indignazione di Confindustria L’Aquila.
Alla luce degli ultimi eclatanti fatti di cronaca, Confindustria L’Aquila non cede alle tentazioni giustizialiste oggi in voga, ma ribadisce la linea garantista fino al terzo grado di giudizio. Gli imprenditori confermano, pertanto, fiducia piena e totale nei confronti della Magistratura e delle Forze di Polizia. Ma se le prove sono certe e i dubbi dissipati, allora “tolleranza zero”!
Esperienze recenti ci insegnano che basta un solo caso, dopo arresti clamorosi e conseguenti dimissioni da organi amministrativi, che si trasforma in assoluzione piena o, peggio, in un non luogo a procedere, per gettare fango non solo sugli organi di giustizia, ma financo su coloro che invocano tolleranza zero, sul primato della legalità e sul rispetto delle regole.
In un momento estremamente delicato come quello che stiamo vivendo caratterizzato da tante imprese e famiglie ridotte allo stremo, da alti livelli di tassazione, dai mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione, da una burocrazia asfissiante e dalla mancanza del credito che quasi istigano a delinquere, fortissima sarebbe la tentazione di auspicare alla fine del terzo grado di giudizio, anche per alcuni delitti che offendono la concorrenza e impoveriscono l’economia, di iniziare a pensare di "buttare le chiavi"...
Gli ulteriori provvedimenti di restrizione della libertà che minano l'immagine già compromessa di una intera comunità e che vanno a discapito di un sano e virtuoso processo di ricostruzione morale e fisica del comprensorio aquilano, mai potranno però offuscare la grande dedizione al lavoro, alla legalità e al rispetto delle regole di imprese, cittadini ed istituzioni che nella quasi totalità rappresentano una comunità sana e fondata sulla grande abnegazione al lavoro ed al rispetto delle regole della concorrenza.
Partito Democratico: "Bene ha fatto il sindaco a sospendere Di Gregorio, bene ha fatto Riga a dimettersi."
Stefano Albano, segretario cittadino del Pd: "L'inchiesta giudiziaria che coinvolge soggetti con decisive responsabilità nella ricostruzione della nostra città è un fatto delicato che non intendiamo sottovalutare, in nessun modo. La trasparenza è una categoria imprescindibile in politica e nell'amministrazione pubblica, e questo vale ancora di più all'Aquila, dove sono in gioco la vita e la sofferenza delle persone. La trasparenza da noi assume una connotazione ulteriore, che ha a che fare con il rispetto dovuto a tutti gli aquilani e ai terremotati. Bene ha fatto il sindaco a sospendere Di Gregorio, bene ha fatto Riga a dimettersi. La ricostruzione dell'Aquila, che è un processo che va avanti e andrà ancora avanti, deve concretizzarsi senza ombre e sospetti. Nemmeno minimi. La battaglia continua e pretende trasparenza, noi continueremo a chiederla, ne va della credibilità di questa lotta, che non può farne a meno."
L'Aquila che Vogliamo: "Commissariare il Comune"
"Alla luce della rilevanza politica dei gravi fatti di cronaca giudiziaria che coinvolgono il Comune dell'Aquila con ipotesi di reato gravissime che manifesterebbero consistenti elementi di continuità con l'attuale amministrazione cittadina, L'Aquila che vogliamo, da tempo impegnata nella lotta a corruzione e concussione con il proprio Punto di Ascolto (PAC) e i vari (e anche recenti) interventi pubblici, auspica e chiederà il tempestivo commissariamento del Comune dell'Aquila per il ripristino di condizioni normali per la vita dei cittadini e la ricostruzione post-sisma."
Blundo: "Non si può governare la città e essere all'oscuro di tutto"
“Le indagini che vedono coinvolti ex ed attuali assessori nonchè funzionari pubblici del Comune di L'Aquila, ritenuti responsabili a diverso titolo assieme ad imprenditori, tecnici e faccendieri, di corruzione, falsità materiale e ideologica ed appropriazione indebita su appalti legati alla ricostruzione, lascia esterrefatti per la gravità delle accuse.” A dichiararlo è la cittadina al Senato del Movimento 5 Stelle. “Da quanto emerge sembrerebbe che ingenti somme di denaro siano state elargite a funzionari pubblici in cambio dell’aggiudicazione di alcuni appalti relativi alla messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma del 2009. Un’operazione di Polizia – prosegue la Blundo - che segue di poche settimane un'altra inchiesta, quella sull'affidamento di appalti pubblici per la ristrutturazione e i puntellamenti delle chiese e palazzi storici aquilani, che vede tra gli indagati per corruzione, turbativa d'asta e violazione delle norme del Codice degli Appalti, anche una funzionaria della Direzione Regionale dei Beni Culturali e il braccio destro dell'ex Vice Commissario per la Ricostruzione dei Beni Culturali Luciano Marchetti. La vicenda forse riguarderà tutti i palazzi storici i cui lavori di messa in sicurezza spesso venivano affidati dal Comune dell'Aquila anche senza le prescritte autorizzazioni della struttura commissariale dei beni culturali. In merito a tale vicenda, lasciano nello sconcerto le dichiarazioni del Sindaco. Non si può governare una città ed essere all'oscuro di tutto. Un quadro agghiacciante, un intreccio perverso di interessi tra politici, funzionari ed imprenditori, che noi del Movimento Cinque Stelle denunciamo ormai da molto tempo con un Disegno di Legge presentato a mia prima firma, per l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta. Sosteniamo incondizionatamente il prezioso ed efficace lavoro che la Magistratura sta facendo e farà in futuro per l'accertamento della verità sulla modalità di gestione dei fondi per la ricostruzione post-sisma" conclude la Blundo.
Il pungiglione
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