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“IL CLAN DEGLI USSORIO”
stampa pagina 9 gennaio 2014
Scandalo a corte!!! Che Cialente non sia mai stato trasparente sull’intera gestione del post sisma, penso sia un fatto acclarato e le varie inchieste della magistratura, le famose intercettazioni telefoniche e l’inchiesta sulla ricostruzione delle chiese e degli immobili della Curia, lo dimostrano senza tema di smentita, indipendentemente dalle ipotetiche colpevolezze dei vari personaggi, arrestati o indagati. Fatti, tutti ancora da dimostrare.
Quello che è invece dimostrato e dimostrabile è la mancanza di trasparenza di Cialente, convinto di poter gestire “la cosa pubblica” come se fosse cosa di famiglia. Perché poi, a ben vedere, cose di famiglia sono. Avevamo chiesto al Comune l’elenco dei beneficiari degli indennizzi di Fintecna Immobiliare, che ha rilevato case distrutte e relativi mutui, estinguendoli, senza dover verificare l’importo del pagamento delle rate, per poi liquidare anche, i proprietari che hanno acquistato altrove, ma non ci è stato dato, evidentemente perché in quell’elenco figuravano nomi eccellenti. L’accesso agli atti ci è stato negato.
Ora siamo in grado di dimostrarlo e di provare che “il trasparente Cialente”, aveva la coda di paglia ed aveva vietato ai suoi di darcene notizia. Era evidentemente un fatto di famiglia; un fatto privato del Clan Cialente-Ussorio, che il sindaco voleva far restare segreto. Il clan Ussorio, capeggiato dalla signora Donatella, moglie di Cialente, ha ricevuto benefici a non finire per il loro “status” di parenti del “regnante”.
Ad iniziare dalla famosa permanenza dell’intero clan in alberghi di lusso sulla costa immediatamente dopo il sisma del 6 aprile 2009, sino ad arrivare alle assunzioni delle “cognate”: Abruzzo Engineering, Dompè, casa di riposo Hotel Duca degli Abruzzi; l’ultima all’ex Onpi, dal 1° gennaio 2014. In un momento in cui la disoccupazione dei giovani è una piaga senza via d’uscita, la parentopoli di Cialente riesce ad “occuparsi” scegliendo i posti migliori.
Senza voler dimenticare la vicenda della signora Donatella, che è stata convenzionata fra l’Università e la Asl, in un posto dirigenziale per il quale non aveva titoli.
Ma c’è di più. Come dicevamo sopra, la signora Tiziana Ussorio con provvedimento prot. n. 28768 del 13/10/2011 emesso dal servizio Emergenza sisma e ricostruzione privata del Comune dell’Aquila, veniva ammessa a contributo definitivo, per l’acquisto di immobile sostitutivo di quello andato distrutto dal sisma, per la somma di 385mila euro. L’immobile di cui trattasi, fu acquistato in data 25.09.2004 al prezzo di 180mila euro di cui 130mila euro con mutuo bancario. La Ussorio chiedeva il subentro dello Stato che, sulla scorta della relazione di stima da parte dell’Agenzia del Territorio (che stabiliva il valore dell’immobile in 163mila euro), vendeva l’unità immobiliare alla Fintecna Immobiliare per il valore dichiarato, per cui veniva versata dalla società la somma di 126mila euro alla Banca ad estinzione totale del mutuo, e i restanti 37mila euro alla signora Ussorio.
A seguito della cessione dei diritti di proprietà sul suo “vecchio immobile”, la Ussorio (cognata di Cialente), chiedeva il contributo per l’acquisto di un immobile sostitutivo di quello distrutto, per cui l’Amministrazione Comunale di Cialente versava “alla cognata” ben 385mila euro. Facendo i conti della serva, la signora Ussorio Tiziana (cognata di Cialente), per un immobile del valore di 180mila euro, ha incassato ben 422mila euro (385mila+37mila).
Ma l’ingordigia della signora Ussorio (sempre cognata di Cialente), non ha limiti e ricorre al Tar al fine di ottenere dal Comune (di Cialente) la somma di 616mila euro.
Non sappiamo come la cosa sia finita, ma comunque vadano le cose, la signora Tiziana ha fatto Bingo.
Alla faccia degli aquilani terremotati che ancora non riescono a rientrare nelle loro case.
Ma del “clan Ussorio” (tutti cognati del potentissimo sindaco Cialente) fa parte anche un Ussorio di sesso maschile che da fruttarolo, immediatamente dopo il terremoto, è passato a fare il tirapiede del senatore celanese Piccone, improvvisandosi venditore di infissi prodotti da un’azienda del senatore ai vari imprenditori della ricostruzione. Sembrerebbe che gli affari siano andati a gonfie vele; con un biglietto da visita come il suo, non poteva che sbancare la concorrenza. Stiamo facendo una ricerca sugli altri membri del clan Ussorio. Sono gradite notizie.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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