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Primo piano

SESSO, AFFARI&POLITICA: I VIZI CAPITALI


stampa pagina 3 febbraio 2014

Chiodi, Letizia Marinelli, Luigi De Fanis e Lucia Zingariello

Dal Parlamento agli uffici del potere: è una lunga catena di scandali, spesso montati ad arte al fine di stroncare le carriere politiche. Squillo, pornostar, top model, hostess, escort, ma…anche giornaliste e donne di bella presenza, che vanno alla ricerca di una carriera facile; belle, sculettanti, sorridenti, disponibili; tutte che ruotano attorno ai politici emergenti. Persino Giorgio De Matteis, pretigno, bacchettone e baciapile ci è cascato…alla ricerca del nuovo amore della sua vita.
Ma questa è un’altra storia.
Una volta si diceva: “I politici americani finiscono nei guai per le donne, i politici italiani per i soldi”. Come dire: gli americani scopano, gli italiani rubano.
Moltissimi sono stati i casi scandalistici scoppiati in America. Abbiamo visto candidati cadere sul terreno dell’amore carnale. Oggi uno come John Kennedy non potrebbe mai diventare presidente degli USA. Una nota giornalista americana afferma: “Mentre all’opinione pubblica italiana non interessa cosa facciano i propri politici nelle segrete stanze, gli americani proprio non riescono a perdonare i politici che cornificano le proprie mogli”.
Non è più così. I politici italiani hanno dimostrato che oltre a rubare sanno anche…scopare. A dimostrarlo sono i fatti accaduti in questi giorni con la rimborsopoli abruzzese che è subito diventato uno scandalo nazionale, l’ennesimo a sfondo sessuale, che rischia di bruciare la carriera politica di Gianni Chiodi e del centrodestra in Abruzzo. Anche perché, gli abruzzesi, ancora guardano ai loro politici come modello di vita, ed è quello che loro, i politici, vogliono far credere. Proprio lui, Gianni Chiodi, faceva del tutto per apparire un santarellino, mettendosi in posa con figli e consorte.
E poiché nel loro armadio, molti politici abruzzesi hanno una loro lunghissima collezione di scheletri femminili, altri scandali potrebbero essere in arrivo e, con essi la fine politica di Gianni Chiodi.
Insomma, ultimamente, i politici di centrodestra in Regione non sanno proprio tenersi i calzoni abbottonati, facendo così sfumare la vittoria elettorale, non riuscendo proprio a rinunciare ai loro piaceri sessuali.
È nato quasi un decalogo che elenca le abitudini sessuali dei politici abruzzesi a seconda dei partiti. Ai democratici piace l’amore tradizionale, ma fanno in fretta; quelli di sinistra, che sotto sotto sono i più repressi, optano per tutto quello che è strano…ed anche innaturale; comunque, a sentire quelle che se ne intendono, quello che spopola veramente, è il sesso orale…indipendentemente se si è di destra, di centro o di sinistra.
Certamente i pettegolezzi non mancano, ma a tacitarli è bastata una battuta buttata lì. La signora di De Fanis si sarebbe così espressa: “La moglie di un politico non può permettersi il lusso di essere gelosa”. Per fortuna che ancora non decidono di violare la propria vita privata al punto di correre in televisione per denunciare le scappatelle del marito, come fece la signora di Bill Clinton. A tal proposito sembrerebbe che la signora Chiodi abbia risposto ad un giornalista più petulante: “Se da noi ogni moglie di politico tradita dovesse fare così, fuori dalla Rai ci sarebbe la fila delle mogli tradite".
Ora, scherzi a parte, non sono belle storie. Le vicende dell’ex assessore De Fanis, di Gianni Chiodi ed altri, mi fanno venire in mente un film del 1972 che, seppur ritirato e tagliato, uscì successivamente, con il divieto ai minori di 18 anni, dal titolo: “Nonostante le apparenze…e purché la nazione non lo sappia…all’onorevole piacciono le donne”. All’epoca il film fece veramente scandalo. Oggi, queste vicende non scandalizzano più di tanto.
Ma se poi al sesso fa seguito lo sperpero di denaro pubblico e i concorsi truccati, con conseguente assunzione in un posto pubblico, la cosa cambia e non può restare nella sfera del privato, come alcuni “benpensanti di parte” vorrebbero metterci a credere.
Ora Chiodi, senza vergogna, al di là della decisione della Procura di Pescara, insiste nell’essere candidato. Sbaglia. Se gli resta un minimo di decoro, dovrebbe chiedere scusa (prima che alla moglie e alla figlia) a tutti gli abruzzesi per poi mettersi da parte.


Peppe Vespa




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