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CORTE DEI CONTI. CHIODI, NON HA MAI PAGATO PER GLI ABUSI POST SISMA


stampa pagina 3 febbraio 2014

Gianni Chiodi e Giorgio De Matteis

Si torna sui centri antiviolenza scippati all’Aquila, prima il milione e mezzo bocciato dalla Corte dei Conti, perché il commissario Chiodi lo attribuì con suo decreto ad un progetto della Curia, per speculazioni immobiliari a Pescara e all’Aquila, poi l’altra metà, data in gestione alle Pari opportunità regionali, senza concretizzare niente, e se ne torna a parlare perché del progetto se ne sarebbe occupata quella stessa donna, con cui Chiodi passò una notte a Roma. Ecco lo scandalo che esplode sul Corriere, ecco gli echi che arrivano fino all’Aquila: ma che gente siamo diventata?
Quando scoprimmo l’ennesimo scippo ai danni del capoluogo, fu il gruppo di Sel, l’unico, a proporre un ordine del giorno per recuperare i fondi, nel frattempo tornati al Ministero, che al contrario spettavano al capoluogo, ma la cosa morì lì. Gianni Chiodi non s’è mai assunto la responsabilità di questo sfregio, né la comunità aquilana e la politica che la guida, ha fatto di più e di meglio per rivendicare i propri diritti.
Delle barricate che avremmo voluto vedere, non se ne parlò proprio. E’ sfumata senza troppi scossoni, anche la questione dei fondi sottratti alle ricostruzione delle scuole, e distribuiti sull’intera Regione, anche per lo scientifico di Avezzano,la Cortedei Conti bocciò il decreto con cui Chiodi avrebbe finanziato una demolizione e ricostruzione con otto aule in più contro la norma, la questione è andata come doveva andare, perchéla Provinciaè andata comunque per la sua strada, e infatti, c’è un’inchiesta in corso.
Uno Stato che si rispetti avrebbe dovuto prevedere conseguenze pesanti, perché Chiodi ci ha provato, ci ha provato con i centri antiviolenza, per favorirela Curia, ci ha provato con le scuole,  a distogliere i fondi del terremoto per il suo prestigio da governatore, e non ha mai pagato tali abusi.
Né L’Aquila, sempre più apatica, gli ha rifatto faccia a dovere. Chiodi s’è distinto malamente anche con Formigoni, quando ci donò i fondi per una residenza universitaria, la SanCarloBorromeo che non è mai andata in gestione alla Regione Abruzzo, visto che i soldi erano pubblici, ma è rimasta nelle mani della Curia, con la benedizione di Chiodi, che fa anche il bello e il cattivo tempo delle graduatorie per assegnare i posti letto. Il capoluogo non ha mai fatto battaglie di principio, gli stessi consiglieri regionali aquilani ed il vice presidente De Matteis, non hanno alzato un dito per i diritti della loro città, come l’assicurazione di 47milioni di euro sull’ospedale San Salvatore, incassata dalla Asl aquilana, che aveva accorpato dopo il sisma anche Sulmona ed Avezzano, e che ripianò i debiti della Marsica. Come può oggi Chiodi, dire che ha ripianato con la sua politica,  i debiti della sanità in Abruzzo? E’ solo campagna elettorale. Ha imparato anche la pappardella per cui dice che quei milioni comunque dovevano transitare nel bilancio dell’azienda, fatto sta, che ancora non li vediamo, per la ricostruzione dell’ospedale.
Ancor più di Chiodi meraviglia la gente di questa città, tra amministratori, cittadini e politici incapaci a rifiatare per un diritto calpestato, per qualche parlamentare o per lo stesso Sindaco, vuol dire spesso una ventina di righe da mandare alla stampa, e lì costruire la polemica per guadagnare visibilità, ma di fatto L’Aquila, resta un territorio di conquista per chiunque voglia fare affari.
Sono cinque anni chela RegioneAbruzzolatita, non ha fatto una legge, non una presa di posizione per i diritti del capoluogo, addirittura all’inizio venne fuori che risultavano maggiormente danneggiati beni e chiese sulla costa, piuttosto che nelle zone terremotate, Francavilla al mare, prese perfino i fondi per le scuole, il tribunale di Chieti, ha avuto 6milioni e 700mila euro, per i danni post sisma, quando quelle stesse zone, ospitarono i terremotati nell’aprile del 2009, proprio perché non avevano avuto danni. Della serie, chi ha polvere spara.

 

Alessandra Cococcetta




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