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PRECARI DEL COMUNE, ESUBERI ALL’AMA, LSU DELLA SCUOLA, COMMERCIANTI.. TUTTI PROTESTANO, MA DI SVILUPPO NEANCHE SI PARLA
stampa pagina 24 febbraio 2014
I timidi segnali di ripresa economica del paese, più volte segnalati dalla politica nazionale, non sembrano ancora aver effetti positivi nella città dell’Aquila, che anzi è avvinghiata in un ginepraio di difficili vertenze inserite in un territorio in cui non si scorgono strategie di sviluppo credibili e condivise sulle quali puntare.
A sperare in un rinnovo contrattuale, oggi, sono i dipendenti di Abruzzo Engineering, che lavorano grazie ad una convenzione con il Comune dell’Aquila, e i precari del Comune stesso che sperano in una proroga in extremis. Soprattutto di questi ultimi si è discusso stamattina nella Commissione Garanzia e Controllo dell’Ente, presieduta dal Presidente Daniele Raffaele che l’ha convocata sollecitato dal collega Ferella.
In Commissione sono state ascoltate l’assessore al personale, Elisabetta Leone, e la dirigente al personale, Ilda Coluzzi, che hanno spiegato la situazione dei precari dell’ente.
A rischiare di più sono i tempi determinati: diciotto operai, quattro puericultrici più tredici persone assunte come staff. Per loro, pur essendoci i soldi in bilancio, le speranze di rinnovo sono appese a un disegno di legge, da approvare a Roma, con il quale autorizzare il Comune dell’Aquila a non tenere conto delle sanzioni previste dal Patto di stabilità interno. Il Comune ha infatti sforato il Patto di stabilità relativamente allo scorso esercizio finanziario. Tra le sanzioni c’è appunto il blocco delle assunzioni. Secondo Masciocco lo sforamento è dovuto ad un errore del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativamente ad alcune spese che il Comune ha sostenuto a causa del sisma. Qualche mese fa un emendamento a riguardo venne ritenuto inammissibile, in Senato, dal Presidente Grasso. In questi giorni è stato ripresentato nel Dl Enti Locali dell’onorevole Zanda.
Qualche certezza in più per il personale assunto con le diverse Opcm post sisma, una parte del quale selezionato con procedure ad evidenza pubblica, per un totale di 54 dipendenti, 3 dirigenti e 18 assunti negli asili. Per loro le somme furono previste in un altro comma della Legge di Stabilità, e se ne attende il trasferimento.
Giovedì prossimo, intanto, in consiglio comunale, è prevista un’interrogazione del consigliere Di Cesare sul destino dell'Aeroporto dei Parchi "Giuliana Tamburro" dell'Aquila. Al gestore, che aveva assunto diverse decine di persone, sarebbe stato revocato il finanziamento di 880mila euro ottenuto con il bando “Lavorare in Abruzzo 3” della Regione.
Brutte notizie anche dall’Ama spa, la partecipata del Comune che si occupa del Trasporto pubblico. L’azienda ha annunciato la soppressione di 140 corse per far fronte a un disavanzo finanziario. A denunciarlo Angelo De Angelis, segretario della Fit-Cisl. “Un taglio che preoccupa – ha dichiarato - anche sotto il profilo occupazionale e che potrebbe preludere all'apertura di una vertenza sindacale”.
Nel frattempo, in Via Aldo Moro, questa mattina, protesta di un centinaio di Lsu della scuola sotto gli uffici della Direzione Regionale del Lavoro. A causa della spending review in Abruzzo sono più di 800 a rischiare il licenziamento o una drastica riduzione delle ore di lavoro nelle ditte di pulizie nelle quali prestano servizio. Anche per loro emendamento nel Dl Enti Locali, con il quale si chiede che la scadenza degli appalti delle ditte venga prorogata di un mese per dar modo al Governo appena insediato di trovare delle soluzioni.
Tempi bui anche per il commercio. E’ di questi giorni, infatti, la richiesta di Confcommercio di “un urgentissimo incontro” al Sindaco e all’assessore De Santis per le tariffe della Tares. Una “delicatissima materia che riguarda migliaia di imprese localizzate nel territorio comunale che già vivono una fase di notevolissima difficoltà” ha ricordato il direttore Cioni.
Insomma, tra un emendamento e una proroga, un cavillo e un altro, centinaia di persone che lottano per tenersi il posto di lavoro e tante altre che lo reclamano, ciò che emerge è il drammatico vuoto di idee del territorio.
A cinque anni dal sisma, non si è ancora riusciti a spiegare al paese cosa questa città vuole essere da grande: città universitaria o turistica, industriale o impiegatizia e così via. Si continua a galleggiare in balia delle vertenze, che si moltiplicano, e dell’esasperazione popolare.
Alessio Ludovici
Il pungiglione
Taccuino
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