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CONFRONTO ANCE SUL FUTURO, E’ IMPOSSIBILE SENZA AUTOCRITICA
stampa pagina 27 febbraio 2014
Doveva essere un momento di confronto sul futuro del cratere, del post sisma e della ricostruzione ma non c’è stato verso. Promosso dall’Ance Abruzzo e provinciale e dall’associazione Abruzzo Moderno, c’erano i presidenti Enrico Ricci e Gianni Frattale, i due responsabili degli Uffici speciali Aielli ed Esposito, la presidente dell’associazione Alessandra Rossi, e i giornalisti Primo Di Nicola dell’Espresso e Mariano Maugeri del Sole24ore, con il direttore del Centro Tedeschini, c’era Gherardo Colombo e Rodolfo De Laurentiis, ha moderato i lavori il ministeriale Aldo Mancurti.
Non c’è stato verso perché Massimo Cialente, coinvolto nella tavola rotonda, è incapace di fare i conti con lo spirito critico. Per lui e per il suo assessore Di Stefano, che dal pubblico ha urlato che il Piano regolatore è vigente, dimentico del suo ruolo istituzionale che avrebbe voluto ben altro garbo e del fatto che il Prg, è vecchio di 40 anni e non può reggere ad un sisma, le cose stanno andando benissimo, mostrando il volto di una comunità, la loro, chiusa, e impermeabile alla critica esterna.
Come da programma, Aielli ed Esposito hanno sciorinato numeri riguardanti case e risorse, quindi le aspettative, Frattale aveva introdotto difendendo l’onestà delle imprese locali, visti gli interventi della stampa nazionale che a ragione racconta delle cronache giudiziarie oltre le quali, L’Aquila, non riesce a far capire che c’è anche del buono.
E’ un dato reale, inutile quindi l’isteria istituzionale di Cialente, che ha tentato di buttarla in caciara tornando indietro, ai commissari, a quello che ci hanno fatto, dimenticando il futuro. “E’ un modello di ricostruzione non azzeccato”, per Di Nicola “manca totalmente il metodo, con un Piano regolatore pronto tra un paio d’anni, cioé a babbo morto” ha sottolineato Maugeri, rimarcando ancora una volta gli oltre 2mila manufatti abusivi, una ricostruzione antisismica al 75%, e non al 100% e l’ammissione di Basti, direttore regionale dei Vigili del Fuoco, che la prevenzione, all’Aquila, rispetto ad un Piano di Protezione civile, è ferma all’aprile del 2009. Per Cialente nulla di grave, e con la sua solita aggressività, non ha risposto ad una sola questione, per Tedeschini, resta quindi il messaggio “di una città chiusa” per la quale “la ricostruzione è affar suo”. In un tale clima è risultato impossibile parlare di prospettive, dare un senso politico alle cifre e ai numeri degli Uffici speciali, dire se le cose stanno andando bene, c’era anche Nusca, a portare la voce del cratere, è intervenuto Vincenzo Vittorini a ricordare a Cialente quanto sia indietro con la sicurezza e la prevenzione in città, ma il Sindaco dell’Aquila, lontano anni luce dall’apertura mentale che il suo ruolo imporrebbe, è rimasto blindato nel passato, col suo fedele apparato, a lanciare evidenti pizzini a qualcuno, contro perfino i propri uffici, su una demolizione che non ha visto di buon grado. La solita visione parziale di un uomo per il quale, oltre 20mila persone ancora fuori casa dopo cinque anni, è un successo, lo dirà in conferenza stampa a Roma, sperando in cronisti più vicini.
“Lei è un divagatore ed i suoi assessori sono inadeguati” ha concluso Maugeri “guardi avanti” ha aggiunto Tedeschini, con il futuro del territorio rimandato ad altro incontro da destinarsi.
Ha chiuso Gherardo Colombo, notando una comunità spaccata in corporazioni e come gli abusi degli oltre 2mila manufatti temporanei, siano passati in sala del tutto inosservati, ha parlato di regole, della corruzione e delle tangenti che negli anni novanta si misuravano sui lavori, fino a toccare l’11% per quelli più complessi, parecchi processi sono stati prescritti, se all’Aquila le cose vanno bene, per Colombo siamo fortunati, sarebbe un’isola felice e lo spera per il territorio, ma si è anche chiesto, visto che la Corte dei Conti valuta in 60miliardi, il costo della corruzione, perché mai in questo cantiere enorme, le cose, così rosee e perfette come descritte da Cialente, dovrebbero andare diversamente dal resto del Paese.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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