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ELEZIONI, SEMESTRE EUROPEO E FONDI 2014-2020: UN'AGENDA EUROPEA PER IL CRATERE?
stampa pagina 14 marzo 2014
Un dossier, da presentare al Governo e all’Europa, con un chiaro pacchetto di proposte per il cratere in vista delle prossime elezioni europee, della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 e del semestre europeo, con la presidenza del consiglio che, dal 1° luglio, toccherà a Matteo Renzi.
Questa la proposta che Andrea Cozzolino, vice capo delegazione del Pd al Parlamento Europeo, ha presentato stamani all'Aquila in un incontro con le forze produttive e sociali della città.
Tanti i temi sul tappeto, alcuni li hanno ricordati Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli, presenti all'incontro insieme al segretario Albano e ad amministratori e rappresentanti del territorio. Primo fra tutti la “storica” vertenza sulla restituzione delle tasse sulla quale pendono, ha ricordato Lolli, da un lato il ricorso al Consiglio di Stato di Inps e Inail che hanno impugnato la sentenza con la quale il Tar aveva dato ragione alle imprese aquilane, e dall'altro lato la procedura d'infrazione dell'Ue contro il Governo italiano.
Poi c'è la questione della Cassa Depositi e Prestiti, attraverso la quale si pensava, attraverso un mutuo, di poter finanziare la ricostruzione, ma i dinieghi di Bruxelles fecero saltare tutto.
Cozzolino, che ha già pronta una bozza di dossier che nelle prossime settimane verrà integrata con i contributi del territorio, immagina una “road map” rispetto a tre importanti appuntamenti: elezioni, semestre italiano di presidenza e nuova programmazione dei fondi.
Secondo l'europdeputato campano, infatti, il semestre italiano cade in un momento strategico perché, con la presidenza della Commissione vacante, Renzi e l'Italia avranno un ruolo cruciale nel dettare l'agenda dei prossimi mesi a livello continentale, a patto, ovviamente, che a vincere sia il candidato del Pse, Schultz.
Quest'ultimo è più sensibile alle proposte italiane di revisione di alcuni dei vincoli europei, soprattutto per situazioni particolari come quella aquilana. “Chiediamo quello che la Germania chiese ed ottenne nel 2003, per l'alluvione del Reno, ovverosia di sforare il 3% di rapporto deficit/Pil” ha dichiarato il deputato.
Ed è proprio sulla questione del Patto di Stabilità che Cozzolino ha articolato il grosso della sua proposta e sulla quale ha trovato la disponibilità a lavorare di Cialente, del Pd locale, ma anche dei rappresentanti di Confindustria, Apindustria, Cna e degli ordini professionali, presenti all’incontro. Questi hanno ribadito di “avere le idee ben chiare – così Mari Fiamma – su quello che serve al cratere”. Una delle ipotesi di Cozzolino prevede, ad esempio, di allentare il vincolo del 3% spalmando l'incidenza dei finanziamenti su più annualità ma garantendo allo Stato membro l'immediata disponibilità della somma, o ancora, una revisione generale dei regolamenti. Ma su queste proposte, ad oggi non ci sono consensi, soprattutto tra gli stati del Nord europa e nelle attuali maggioranze a Bruxelles.
L'altro pilastro attorno al quale il dossier sarà poi articolato, ha spiegato il deputato, riguarderà la nuova programmazione dei fondi europei, 2014-2020.
Sul tema la Regione Abruzzo rischia grosso, secondo Cozzolino. Dei 632 milioni di cui la Regione disponeva dalla vecchia programmazione, vanno ancora spesi 250 milioni, e di questi circa 160 non sono neanche stati programmati. Su queste ultime risorse il rischio che l'Europa se le riprenda è molto alto. La proposta di Cozzolino a riguardo è di sospendere la formazione professionale per tre anni e mettere queste risorse sulla sperimentazione di un contratto unico d'inserimento per i giovani abruzzesi, “una formazione in azienda”.
Sui nuovi programmi invece, alla nostra regione dovrebbero spettare all'incirca 600/630 milioni di euro ma se ne potrebbero avere di più accedendo ad altri canali, in tutto quasi un miliardo di euro, ad esempio puntando sulle risorse della programmazione per le aree interne e l'agenda urbana, circa 400 milioni in tre anni, sui quali sta lavorando Fabrizio Barca. L'importante, secondo Cozzolino, è evitare il proliferare di interventi, concentrare le risorse su pochi progetti, ma soprattutto recuperare il tempo perduto. Anche sulla programmazione dei fondi 2014-2020 la Regione è in forte ritardo e su questo il nuovo governo regionale dovrà dare una svolta.
Alessio Ludovici
Il pungiglione
Taccuino
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