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LOTTA ALLE ECOMAFIE, ALL'AQUILA IL PRIMO NUCLEO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
stampa pagina 5 maggio 2014
"La grande difficolta' delle aziende ad accedere al credito rappresenta un'opportunita' enorme per la criminalita' organizzata. Attraverso i prestiti alle aziende in difficolta' le mafie possono riciclare il denaro sporco. Per questo dico che e' importante intervenire per favorire la crescita e lo sviluppo, e' un'azione diretta contro la criminalita' organizzata". Lo ha detto all'Aquila, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, a margine della conferenza indetta per presentare ufficialmente nella sede della Direzione distrettuale dell'Abruzzo, il primo nucleo in Italia del Corpo forestale dello Stato che sara' impegnato nel contrasto all'ecomafia.
"I reati contro l'ambiente spesso sono reati d'impresa, di imprenditori disonesti che vogliono risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti, soprattutto prodotti da attivita' in nero. Partono, dunque, da singole iniziative imprenditoriali, ma possono incontrare l'attivita' della criminalita' organizzata se essa controlla il territorio". "Sui reati legati alla cosiddetta ecomafia - ha aggiunto - c'e' una intensa attivita' che si sta svolgendo a livello nazionale, la procura antimafia abruzzese ha voluto per prima adottare questo modello investigativo. C'e' una forte vicinanza della Procura nazionale antimafia nei confronti della sezione distrettuale dell'Aquila che merita un'attenzione particolare perche' avamposto di contrasto alla criminalita' organizzata, anche alla luce degli appalti sulla ricostruzione post terremoto. Nelle indagini in materia di rifiuti ci sono reati spia di presenza della criminalita' organizzata, tra cui corruzione e sversamenti non autorizzati, che non sono spesso episodi isolati. Grazie al nuovo nucleo investigativo, - ha concluso Roberti - incrociando queste informazioni con i nostri database, si potranno ottenere risultati sorprendenti"
"Il territorio abruzzese e' altamente a rischio, il rischio e' quello dell'infiltrazione di capitali e imprese della criminalita' organizzata nelle attivita' di ricostruzione. Ma come avviene in altre zone, la Procura nazionale antimafia si pone come organismo che raccoglie informazioni e se non c'e' il segreto d'indagine, le mette a disposizione dei prefetti per le attivita' interdittive". Lo ha detto all'Aquila, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
"In questo territorio - ha aggiunto - si sta lavorando molto bene, la magistratura e le forze dell'ordine sono molto attive, e hanno il sostegno della popolazione". Il sostituto De Martino membro del Comitato di sorveglianza delle grandi opere ha aggiunto che: "e' un dato giudizialmente accertato che la mafia si infiltra anche nel sistema degli appalti pubblici. Proprio per questo motivo esiste questo organismo che e' appunto il Comitato di alta sorveglianza delle opere pubbliche che si occupa di arginare, adottare delle linee guida soprattutto a disposizione dei prefetti che hanno lo strumento dell'interdittiva antimafia per evidenziare quando imprese sono gestite da prestanomi mafiosi e quindi bloccare i rapporti di queste imprese con la pubblica amministrazione In particolare il territorio dell'Abruzzo - ha aggiunto - e' oggetto di un'attenzione molto particolare perche' abbiamo una sezione specializzata per la ricostruzione del post terremoto dell'Aquila, esiste un comitato ristretto che ha sede proprio all'Aquila che e' riunito periodicamente dal Prefetto che si occupa proprio di arginare le infiltrazioni sul tema della ricostruzione. Infiltrazioni che sono state gia' evidenziate in passato dalla Procura aquilana e dalle interdittive emesse dalla Prefettura. Il nostro ruolo e' quello di interfacciarci tra le Prefetture e le direzioni distrettuali antimafia per fare in modo che le informazioni vengano veicolate alle Prefetture quando non recano pregiudizio alle indagini".
"Va rivista l'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, e la gestione dei beni stessi. E' necessario ridurre i tempi che vanno dal sequestro all'affidamento dei beni per usi sociali come prevede la legge". Lo ha detto all'Aquila, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
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