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“SIMILIS CUM SIMILIBUS”….
stampa pagina 11 giugno 2014
Gongolante come non mai, il 5 marzo scorso, il sindaco Massimo Cialente, con circa cinque anni di ritardo, rendeva noto “urbi et orbi” di aver insediato la commissione di gara per l'affidamento dei lavori di recupero di Palazzo Margherita, sede della municipalità aquilana, profondamente legato alla storia del Capoluogo d'Abruzzo. Oltre all'ing. Vittorio Fabrizi, direttore del Dipartimento Ricostruzione del Comune dell'Aquila, la commissione è composta dall'ing. Tullio Russo del Consiglio Nazionale dei lavori pubblici (in qualità di presidente), dall'onnipresente ing. Mario Centofanti (docente alla facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila) e dall'arch. Claudio Finarelli.
Solo per la cronaca, è giusto ricordare che il restauro dell'edificio è stato finanziato grazie alla donazione di 5milioni di euro da parte del gruppo Federcasse Bcc; ai 6milioni e 700mila euro provenienti dal decreto commissariale 24 del 2010 e dalla delibera Cipe 43 dello stesso anno. É da dire, sempre per la cronaca, che la “pratica” ha avuto momenti di illegittimità sin dall'inizio, quando il progetto preliminare è stato realizzato dai tecnici del settore ricostruzione del Comune “sulla base delle analisi e degli studi condotti dalla facoltà di Ingegneria dell'Ateneo aquilano”, relativamente allo stato del danno subito dal sisma del 6 aprile 2009, senza concorso. Dicemmo subito che, sarà anche una coincidenza, ma quando Cialente (o chi per lui) cerca un consulente “di spessore”, sceglie sempre professionisti non proprio immacolati, di specchiata moralità e senza precedenti o carichi pendenti che possano dare adito a cattivi pensieri; anche perché, come soleva dire il “divino Giulio”: “pensare male è peccato ma...ci si azzecca quasi sempre”. E così è stato.
“Similis cum similibus” dicevano i latini. Gli inquisiti con gli inquisiti…gli arrestati con i propri simili. E viceversa. Mio nonno che era più casareccio, diceva più semplicemente: “Sputa pe’ l'aria che...te recasca 'nfaccia”. Ed aveva ragione da vendere.
Ricorderete senz'altro l'articolo pubblicato da questo giornale sul fatto che fosse quantomeno “inopportuno” nominare l’ing. Tullio Russo, quale presidente della commissione “per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Margherita”. La Guardia di Finanza a suo tempo, in un’informativa trasmessa al sostituto procuratore Paola Calleri, accusava il Russo di associazione a delinquere, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. E lo indica come uno dei pezzi da novanta della cricca che avrebbero pilotato svariati appalti. È capitato così anche all’Aquila?
L'esperto nominato dal Comune, per l'aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento sismico della sede storica del Comune, simbolo della municipalità aquilana, fu proprio l'ing. Tullio Russo. É stato attento ed esperto, ma nonostante la sua lunghissima esperienza da ex Provveditore alle OO.PP., si è lasciato sfuggire alcuni “piccoli particolari”. Di cosa si tratta? Semplicissimo!
La “Samoa Restauri” di Salerno, aggiudicataria dei lavori di Palazzo Margherita, è posseduta al 99% dalla “Caccamo srl” di Anna Maria Caccamo, per il resto da altri Caccamo.
L'impresa Caccamo è ritenuta camorrista come da provvedimento del Gip di Torre Annunziata, per i lavori di Pompei (L'Unità del 13.09.2013, Metropolis 3 luglio 2013, La Stampa 5.02.2013), nel sito archeologico campano, ha ceduto il “ramo d'azienda” alla “Samoa Restauri srl” con l'evidente intenzione di “ripulirsi”. Come se l'aggiudicazione, fosse stata fatta alla “Caccamo srl”.
É da aggiungere che Anna Maria Caccamo, già destinataria di altre misure interdittive antimafia, con divieto di poter contrarre contratti con la Pubblica Amministrazione, sottoposta a sequestro preventivo di beni, è stata rinviata a giudizio per “concorso in abuso d'ufficio, concussione di persone incaricate di pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato”.
L'ing. Tullio Russo, purtroppo, non ha fatto tesoro dei provvedimenti a suo carico, forse l'intimidazione dell'esperto è scaturita da conoscenze pregresse per essere stato esso stesso Provveditore alle OO.PP. d'Abruzzo, presso il quale presta servizio a tutt'oggi il Perito Agrario (entrato con la legge 285) evidentemente richiamato dal fascino dell'opulenza della “Costiera Amalfitana”. Ci auspichiamo che prima della stipula del contratto si sia diligenti a richiedere l'informativa antimafia sui collegamenti parentali.
É possibile che all'Aquila, dovunque si mettano le mani, succedano problemi nell'affidamento degli appalti? Fateci caso. É stato così con l'appalto del Teatro Comunale, è stato così con la demolizione e ricostruzione della sede della Provincia...è stato così per la ristrutturazione della sede comunale. Sono semplici circostanze, oppure...! Ed è possibile che quando si debba affidare la ricostruzione delle sedi istituzionali, le imprese debbono essere sempre di fuori?Cosa aspetta la Procura ad intervenire?
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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