All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
MODELLO ABRUZZO: PRIMA LE CASE, POI LE CASE E INFINE LE CASE
stampa pagina 13 giugno 2014
A leggere tutto il lavoro svolto dalla Struttura d’Alta consulenza del Comune, quella con a capo Daniele Iacovone, poi passata con Aielli, e poi sdoppiata in doppi incarichi di consulenza all’interno dell’Ufficio speciale, non riusciamo a stringere molto su quanto concretamente fatto. Il Piano di ricostruzione è un copia incolla del Piano strategico, tra le cose fatte, ma non per la ricostruzione figura anche la delibera sulle aree bianche, roba più che altro da far quadrare con le ragioni della politica, per cui il bilancio di quanto prodotto resta piuttosto magro. Secondo la relazione pubblicata sul sito dell’Ufficio speciale, così da giustificare le ragioni dei rinnovi dei contratti dentro l’Usra, l’unica legge sul sisma sarebbe quella di Barca mentre la dritta prodotta dall’esperienza d’Abruzzo sarebbe la scheda parametrica, come a dire siamo pronti a dare il nostro contributo, come alti consulenti, in future catastrofi. Altro giro, altri milioni, peccato la trasparenza. Gli esperti hanno fatto in modo di quantificare subito la spesa con parametri stabiliti, ma non riusciamo ancora a capire a che punto siamo. Lo vorremmo sapere agevolmente ogni giorno ma è impossibile, lanci politici e conferenze stampa per dire ecco i cantieri, ma il punto non si coglie mai. Se volessimo sapere quante imprese lavorano all’Aquila, dove, con quanti dipendenti e con quali progettisti e quanti studi professionali hanno preso quanti lavori, è impossibile. Se volessimo sapere quanti amministratori di condominio e chi, ha preso quanto su quali lavori, e quanti presidenti di consorzio stanno facendo altrettanto, è altrettanto ignoto. Sappiamo che sull’asse centrale sono partiti tutti i cantieri della Sovrintendenza, ma poca roba è stata licenziata dal Comune: finché correva buon sangue con Aielli i cantieri aperti erano migliaia, Cialente sbuffava alle interviste insinuanti della stampa nazionale al 6 aprile scorso, sulla lentezza di questa ricostruzione. Sono passati poco più di due mesi e s’è rimangiato tutto, le schede vanno avanti oggi con lentezza e le istruttorie non si chiudono, Aielli non è più gradito e se ne deve andare. Le istruttorie non si chiudono anche perché i progetti arrivano all’ultimo momento, manca sempre qualcosa, i progettisti ne hanno troppi, non guardano al capello, intanto consegnano, poi le rettifiche e le integrazioni e intanto passa altro tempo. Tra le colpe di Aielli di oggi e quelle di Barca di ieri, mentre l’altro ieri c’era Fontana, ad avere tutte le colpe di un Piano di ricostruzione inutile, che pure per redigerlo, ed è tutto discorsivo, tale e quale al Piano strategico pagato almeno un paio di volte, c’è voluta una Struttura d’alta Consulenza. E ovunque sia Cialente o Di Stefano, alle loro spalle non manca uno dei magnifici 13, i superconsulenti costati, solo per cominciare, 900mila euro, Cialente ha una certa simpatia anche per Pasanisi, il luminare dei Piani strategici di tutt’Italia e chi sa, viste le sue competenze, che non riesca ad avere altro intorno alla progettazione della sede unica comunale all’Autoparco, tra i 35milioni di euro disponibili, non mancherà certo il modo di elargire una consulenza in più. Intanto gli anni passano e la città ha in mano poco, si continua a parlare solo di case, gli alti consulenti, nel loro resoconto, hanno praticamente documentato che la ricostruzione in Abruzzo è prima le case, poi le case e infine le case. Il modello che pensavamo di seguire era quello ancora buono del Friuli, prima il lavoro, poi le case e infine le chiese, di lavoro proprio non se ne parla, giusto l’operazione Accord Phoenix nel polo elettronico, per una società strana nata nel 2012 con 2.500 euro di capitale sociale, lanciata (da chi?) per prendere decine di milioni di euro pubblici solo per partire, dopodiché le chiese, imbalsamate nel braccio di ferro tra Curia e Stato, quindi le case, talmente poco garantite nella sicurezza post sisma che la gran parte è già in vendita. Il modello Abruzzo è nato male e malamente cresce, nonostante gli alti consulenti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
News
- Suore Celestine, dai Lions un pianoforte per le Filippine
- Delegazione Amica, sportello tributi a Sassa e a Paganica
- Adesione e condivisione dati con lo Sportello InformaGiovani
- Domani quarta commissione su revisione Statuto comunale
- Pullman da "Il Globo" per mons. Giuseppe Petrocchi cardinale
- Notte Bianca dello Sport e Internazionali Tennis, le modifiche alla viabilità
- Da lunedì, trasferimento distretto sanitario Paganica a Bazzano




.gif)
