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NUOVE TANGENTI RICOSTRUZIONE: SE NON ESISTE IL “SISTEMA” L’AQUILA, ESISTE IL PAESE DEI BALOCCHI..
stampa pagina 17 giugno 2014
Mazzette, favori, scambio di tangenti in uno dei tanti copioni post- terremoto, dove pagare per lavorare a L'Aquila, sembrerebbe una costante fissa. L'operazione è stata coordinata dal procuratore della Repubblica Fausto Cardella e dai sostituti Antonietta Picardi e David Mancini, congiuntamente, dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile della Questura di L'Aquila. Le indagini, tra il 2012 e il 2013, hanno portato alla luce una serie di condotte illecite di imprenditori, faccendieri, liberi professionisti e pubblici funzionari tutti a vario titolo coinvolti nella ricostruzione del patrimonio della Curia Aquilana, riferita principalmente a due importanti chiese distrutte dal terremoto, quella delle Anime Sante e Santa Maria Paganica. Una prima fase dell'inchiesta, in realtà, si era già mossa nei mesi scorsi con l’iscrizione sul registro degli indagati di alcuni imprenditori, professionisti e funzionari pubblici. In questa circostanza, sono state emesse quattro ordinanze di custodia cautelare, di cui 2 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, nei confronti dell'ex Vicecommissario ai Beni Culturali alla Ricostruzione Luciano Marchetti, della funzionaria del Mibac Abruzzo, Alessandra Mancinelli e nei confronti degli imprenditori Nunzio Vinci, Patrizio Cricchi.
Per Marchetti e Cricchi, gli inquirenti hanno disposto gli arresti domiciliari, gli altri sono stati destinatari di misure cautelari in carcere. Il Procuratore Cardella, nel corso della conferenza stampa, insieme al Questore Vittorio Rizzi e al Comandante Regionale della Guardia di Finanza Francesco Attardi hanno sottolineato, che, nonostante gli episodi di corruzione non esiste un "sistema" L'Aquila del malaffare. Gli inquirenti hanno contestualizzato immagini che filmano una tangente dell'1% sui 19 milioni necessari per la ricostruzione, un passaggio di denaro con 10 mila euro dentro un'automobile, un'altra invece è avvenuta in un ristorante di Carsoli. Secondo gli investigatori, al momento, sarebbero esclusi dalle indagini esponenti del Clero aquilano. Tutto nasce dal fatto che la Curia, mesi fa, ha chiesto esplicitamente di ottenere un decreto per diventare soggetto attuatore della ricostruzione accaparrandosi oneri e onori per appaltare finanziamenti pubblici per la mole del patrimonio ecclesiastico ( come normali aggregati). Motivo per cui, il Sindaco Cialente, nel dicembre 2013, con l'inchiesta "Do ut Des" sotto la sedia , scrisse al Presidente della Repubblica queste parole: "...A L'Aquila siamo convinti che il dott. Magani venga rimosso in quanto ostacolo di un disegno che si è tentato e si sta tentando di inserire come norma di legge che vedrebbe la Curia, la più grande immobiliarista della città, diventare soggetto attuatore per la ricostruzione di tutti i suoi..". Lodi e plausi del Procuratore Cardella al Comune dell'Aquila definito un avamposto per la difesa della legalità. Tutto, però, rimane ancora tra il massimo riserbo, ma con prossimi sviluppi. Ci sono state 20 perquisizioni tra Roma, Bologna, Rieti, Pescara e un nuovo blitz anche negli uffici della Direzione dei Beni Culturali dell'Aquila. Le interviste al Procuratore Cardella e al Capo della Squadra Mobile Grasso...
Servizio e testo di Matilde Albani, riprese di Elisabetta Di Giorgio
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