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SILVERI SI…SILVERI NO QUESTO È IL DILEMMA DI D’ALFONSO
stampa pagina 19 giugno 2014
Ma più che di D’Alfonso “il dilemma” è di coloro che vorrebbero sedere sulla sua poltrona o che vogliono farci sedere “l’amico dell’amico” che all’occorrenza può ripagare con un assunzione, con un appalto a qualche compagno di merende, oppure più semplicemente con una serie di favori da tradurre in voti.
Con la vittoria di Luciano D’Alfonso alla Presidenza della Regione Abruzzo, c’è più d’uno che vorrebbe rimettere in auge le epurazioni di staliniana memoria o le purghe del ventennio (che poi è la stessa cosa). Memore della “Scuola delle Frattocchie”, per esempio, i nemici politici vanno eliminati; o meglio, come ama dire la Papessa Stefania: vanno asfaltati. Così… “sic et simpliciter”, non perché siano degli incapaci, ma sol perché non sono della “loro” parte. È mio parere, ma anche delle persone perbene ed intelligenti, che “il dilemma”, se dilemma deve essere, va visto onestamente tenendo presente solo il bene dell’Ente e l’interesse del cittadino fruitore del servizio. Perché di servizio si tratta e non di “parrocchia di appartenenza”. Così come intelligentemente ha detto il Direttore del quotidiano “Il Centro”, Mauro Tedeschini: “Spero che non si attui quel tutti a casa auspicato da un incauto(a) esponente del centrosinistra. Bisogna mandare a casa gli incapaci, non quelli che, pur essendo in gamba, simpatizzano per l’altra parte”.
Perché se si parla di persone e di manager capaci, bisogna eventualmente motivare le decisioni. Ed infatti, la legge che regola le ASL è legge dello Stato che stabilisce una durata della nomina in tre o cinque anni, con una “verifica” entro i 18 mesi, per motivarne l’eventuale sfiducia prima della scadenza.
I motivi di sfiducia non sono quindi, come vorrebbe la senatrice Pezzopane, in base alla tessera di partito, ma per “fatti penalmente rilevanti, bilancio negativo e verifica di adeguatezza su modelli effettivi”.
Si metta l’anima in pace, la Papessa, e stia serena; perché sono convinto che D’Alfonso non farà il tagliatore di teste di persone capaci e le stesse, non saranno colpite per appartenenza politica ma solo per demerito.
Si continua a parlare dei famosi 47,5 milioni di euro versati alla ASL, per l’assicurazione dell’Ospedale San Salvatore, ed impiegati invece per il ripiano dei costi dell’Asl dell’Aquila. Se ciò non fosse stato fatto, non si sarebbero ottenuti i 34milioni di euro di finanziamento dallo Stato. Affermato anche dalla Procura aquilana. Con detti fondi l’Ospedale San Salvatore è stato ricostruito per buona parte e tutto si avvierebbe alla normalizzazione: è stato rescisso l’appalto per il Delta Chirurgico, ma i lavori continueranno; è stato appaltato il Delta Medico che sarà ultimato al più presto; è in itinere un accordo con l’Ex Onpi per inserire nella struttura il servizio “hospice”, il consultorio e la guardia medica. Sono state acquistate nuove attrezzature ed altre sono in arrivo; la mobilità extraregionale, prima volta nella storia del San Salvatore, è positiva per oltre 10milioni di euro, nel mentre il passivo di quella intra regionale è passato da 13 a 8milioni di euro, dovuto agli sfollati sulla costa.
Ed allora cara senatrice Pezzopane, cara Papessa, cara somministratrice di purghe e di epurazioni di “vecchi democristiani”, per estromettere un manager, il parametro non può essere quello della tessera di partito, ma quello dei meriti conquistati sul campo. Quanto poi ai “vecchi democristiani” la senatrice dimentica, quando le fa comodo, che anche Luciano D’Alfonso è “un vecchio democristiano”… che ha fatto vincere le elezioni al Pd.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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