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CANTIERI CEDUTI ALLA CAMORRA, ALLE IMPRESE AQUILANE IL 30%
stampa pagina 25 giugno 2014
Stavolta, se l’impianto accusatorio fosse confermato c’entrerebbero pure gli aquilani. Gli imprenditori Serpetti Dino e Marino ed Elio Gizzi, dalla scorsa notte sono ai domiciliari per aver favorito l’estorsione di denaro agli operai nei propri cantieri, gestiti completamente dai Di Tella, in carcere anche loro, Alfonso, Domenico e Cipriano, del casertano ma residenti all’Aquila, almeno Alfonso, e vicini al clan degli Zagaria, con Bianchini Michele, sempre in carcere. Un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza con l’antimafia nazionale a svelare le mani della camorra sui cantieri privati, affidati dai proprietari direttamente alle imprese, senza gara e senza controllo. Cantieri gestiti completamente dai Di Tella, che reclutavano gli operai esclusivamente nel casertano, per non avere problemi, lamentele o vertenze, ed è drammatico leggere come in alcuni stralci delle intercettazioni, Alfonso Di Tella, sia letteralmente pregato, da alcuni disperati, di offrire loro un lavoro all’Aquila. A qualsiasi condizione, lo sapevano. In questo modo vengono arruolate le maestranze in Campania, alloggiate in dormitori e in condizioni igienico sanitarie precarie, e trasportati tra la Campania e l’Abruzzo ogni fine ed inizio settimana, a lavorare dalle 7 alle 18, sulla carta risulta dalle 8 alle 17 ed un percentuale fissa da girare ai Di Tella, sui compensi percepiti. Nessuna lamentela, nessuna assenza, neanche le ferie, pena il licenziamento. A gestire i cantieri Bianchini, con gli operai, i materiali e la direzione dei lavori tutto Bianchini, dalle indagini risulta che né Gizzi, né i Serpetti si interessassero ad altro: solo prendere i lavori migliori, per garantirsi un percentuale, dai Di Tella, del 30%. Una mafia ribaltata, se fosse vero quanto riportato dalla pubblica accusa. Bianchini avrebbe giustificato la propria presenza nei cantieri, con un contratto di subappalto ed una contabilità ineccepibile, portata avanti con una parallela contabilità occulta tenuta dai Di Tella, con la quale la dicitura “avere”, riportava sempre l’ammontare del pizzo che gli operai, dovevano ai Di Tella, ritenuti da più filoni d’indagine fiancheggiatori dei Casalesi. Dovevano pagare. La rabbia emersa in alcuni passaggi intercettati, dai Di Tella, quando il lavoratore non aveva potuto prelevare le somme, ben evidenzia il clima intimidatorio, prendere o lasciare, con questa crisi non potevano che prendere. Con gli imprenditori aquilani a voler reperire continuamente manodopera al minor costo possibile, così da massimizzare i guadagni, senza prendersi alcuna responsabilità verso i condomini sulla qualità e la sicurezza dei lavori. L’autorità giudiziaria vuole approfondire il ruolo delle imprese aquilane e le finte fatturazioni ad una società fittizia, la GES TEC srl, i cui grossi introiti, senza affidamenti e dipendenti, sarebbero stati poi riciclati in casinò e giochi d’azzardo. Un sistema radicato negli affidamenti diretti della ricostruzione per i quali, sembra che la comunità aquilana abbia vissuto in un’altra città. In questi cinque anni i controlli nei cantieri sono stati sempre perfetti ed ogni associazione di categoria se n’è fatta un vanto, ed il fatto che al contrario, la disoccupazione delle maestranze edili locali e regionali sia stata sempre stranamente altissima è passato comunque in secondo piano, come pure i continui accenni del sindaco Cialente al fatto che il malaffare, si annidasse nella ricostruzione privata, anziché in quella pubblica. L’indennizzo al privato è passato come diritto pieno del proprietario a scegliere la propria ditta per fare lavori, ma è diventato un sistema di favori, tangenti e mazzette ormai radicato. Oggi c’è l’aggravante dell’infiltrazione mafiosa, un capo d’accusa che potrebbe falcidiare, se dimostrato, gli imprenditori coinvolti, la città, quella vera, è meglio che alzi la guardia verso questa città parallela, strisciante e contro legge che continua a crescere da cinque anni ormai.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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