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Provincia

COSPA, RICORSO CONTRO IL PIGNORAMENTO DELL’AZIENDA AGRICOLA ROSSI DINO


stampa pagina 4 agosto 2014

È stato presentato il ricorso per il pignoramento del conto corrente dell’azienda agricola Rossi Dino, assistito dall’avv. Davide Tagliente tributarista foro di Pescara. Il pignoramento, com’è stato esposto al Prefetto dell’Aquila alcuni giorni, fa’, induce l’azienda a violare la Legge antiriciclaggio oltre ad essere dannoso per le aziende colpite dal virus EQUITALIA. In Italia ci sono circa 700 mila aziende agricole con i pignoramenti in corso, attanagliati dalla crisi ora, ma dovuto anche all’abbandono da parte della politica italiana prima. I fattori che hanno portato le aziende sull’orlo del fallimento sono tanti, tante piccole che cose che messe insieme è diventata un macigno per il settore agricolo: da anni danneggiati dai cinghiali e lupi, indennizzi di facciata che non ripagano certo il danno fatto, la vaccinazione della lingua blu, che invece di guarire diffondevano la malattia, ancora oggi ci sono strascichi degli effetti causati da questa profilassi imposta e forzata dallo Stato. In effetti, in Abruzzo c’è il blocco della movimentazione degli animali, non posso essere macellati, né tanto meno venduti da vita, fuori regione. Questo comporta il controllo del prezzo della carne, perché gli allevatori costretti a macellare in loco. La mucca pazza, ha rovinato il mercato della carne bovina, anche la ristorazione ne ha risentito come pure il turismo, (Vedesi Fiorentina). Per non parlare delle quote latte, mucche fatte vivere sulla carta 83 anni, per dare modo alle catene di trasformazione e distribuzione di importare latte dai paesi dell’est e venderlo come latte prodotto in Italia, facendo scendere il prezzo del latte alla stalla. Quando non c’erano le quote, il latte costava 850 Lire litro, il gasolio agricolo 600 lire, oggi il latte costa 0,42 centesimi ed il gasolio agricolo 1 euro, in più dobbiamo riversare allo stato 1% dell’iva, quando prima la incassavamo tutta. Tutte scelte politiche a vantaggio di altre realtà, ma di conseguenza hanno affossato l’agricoltura, quel settore che muove il volano dell’economia. Adesso arriva equitlia, che con i suoi strapoteri concessi dalla politica corrotta li usa per finire di distruggere l’economia, interessi che superano il 70%, percentuale da far invidia ai cravattari, modi di riscossioni inaccettabili, come il pignoramento del conto corrente. Il conto corrente per un’azienda agricola è uno strumento di lavoro, le aziende lo usano per tirare avanti, facendo assegni post datati, in attesa di raccolti e vendita di prodotti, in questo modo il creditore li porta allo sconto assegni per avere liquidità. Ma che ne sanno i burocrati, o meglio cosa ne può fregare alle istituzioni, di quello che accade nel mondo del lavoro, loro hanno lo stipendio assicurato da EQUITALIA con interessi a strozzo, tanto è vero che le risposte avute via telefono con il vicario della Prefettura sono state deludenti. La delusione è cresciuta ancora di più quando si è appurato che il Prefetto dell’Aquila è andato in ferie lasciando sul tavolo la lettera inviata qualche giorno fa, dove si chiedeva un intervento per le problematiche legate al pignoramento del conto corrente. Non ho parole, ma non ci fermeremo qui!


Il Cospa
Abruzzo
Dino Rossi




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