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CIALENTE NON TESTIMONIA IL VERO, TANCREDI C’E’ STATO SIN DALL’INIZIO
stampa pagina 2 novembre 2015
Il giorno 22 settembre 2015, alle ore 9, presso gli uffici del Comune di L’Aquila, il sindaco Massimo Cialente ha verbalizzato le informazioni testimoniali richieste; ed avvisato che “qualora renda false dichiarazioni al difensore, potrà essere punito ai sensi dell’art. 371 ter c.p., con la pena della reclusione fino a quattro anni”. L’avv. Maurizio Dionisio, difensore di Pierluigi Tancredi, Il sottoscritto dott. Massimo Cialente, Sindaco del Comune di L’Aquila, prend atto degli avvertimenti preliminarmente formulati dall’Avv. Maurizio Dionisio, e dichiara di voler rispondere.
L’Avv. Maurizio Dionisio, difensore di Pierluigi Tancredi, chiede al Dott. Massimo Cialente, Sindaco dell’Aquila: “Sindaco, può riferirci in ordine alla natura dell’incarico che fu conferito al consigliere comunale Tancredi di delegato per l’attivitià di recupero dei Beni Culturali, incarico conferito da lei nel post terremoto”.
Dott. Massimo Cialente: “Erano giorni frenetici, i consiglieri comunali erano sfollati, eravamo con pochi assessori ed eravamo assolutamente oberati. L’assessora Riga allora credo fosse vice sindaco – non ricordo se era lui vice sindaco in quei giorni o lo fosse Giampaolo Arduini – Riga mi disse che c’era bisogno di qualcuno che affiancasse nell’opera di intervento sui nostri beni culturali, Marchetti, che allora il Commissario. Noi non avevamo nessuno allora, specie in quelle ore. Quindi, Riga mi propose Tancredi. Tacredi, che era stato Presidente del Consorzio dei Beni Culturali, interpellato si era reso disponibile; aveva esperienza amministrativa in questo settore dei beni culturali e cosiì via. Io, all’inizio, fui un po’ riluttante per una valutazione politica, perché Tancredi era il capogruppo di Forza Italia, forza di opposizione. Però, alla fine, mi ricordo che una mattina le cose stavando andanto avanti ed io firmai addirittura sulla porta della scuola elementare di San Francesco perché stavo uscendo in quei giorni ed io scappavo a destra e a sinistra veramente come una trottola e firmai.
E credo che siano passati ma veramente pochissimi giorni e una notte mi dicono siano stati il consigliere Perilli e Bernardi Giuseppe, ma non so se è vero – queste sono quelle leggende metropolitane – che dettero il mio numero di cellulare e cominciò il tam tam. Mi arrivarono, credo, un migliaio di messaggi e così via, per cui credo che il 22 di Giugno – una di queste cose, comunque c’è una rassegna stampa di tutto quanto – Tancredi rimise il mandato. Girava voce che Tancredi doveva essere l’addetto alla ricostruzione del centro storico: una cosa assolutamente falsa! Lui doveva affiancare, diciamo così, esclusivamente Marchetti per alcuni edifici nostri storici, vale a dire la Chiesa di Collemaggio, Santa Maria dei Raccomandati e cosiì via; perché questo era il ruolo di Marchetti, il quale non aveva nulla a che fare con i puntellamenti privati, così come Tancredi. Dopodiché. Ci fu solo un giorno in cui nessuno di noi poteva andare a fare una riunione sciocchissima e pressoché molto formale con chi ha seguito tutta la vicenda dei puntellamenti, Franco Gabrielli, il quale – passo indietro: Franco Gabrielli per i puntellamenti coordinò una fase di assoluta emergenza; disse di farla noi, alloa si disse che si dovevano fare a chiamata diretta. Allora vennero chiamate tutte le associazioni degli imprenditori della Provincia che dovettero dare un elenco delle imprese che si dicevano pronte a fare puntellamenti sulla base della SOA e l’ANCE l’elenco lo portò. Poi, erano rimaste indietro, credo, o la Confartigianato o la CNA, non mi ricordo, e ci fu una di quelle riunioni che era del tutto gratuita. Bisognava solo prendere atto di questa cosa, insomma, una riunione di scarsissimo valore e non c’era nessuno di noi che ci potesse andare; così dissi a Tancredi: arrivaci tu. E firmò questo protocollo.”
Avv. Maurizio Dionisio: “Sindaco, conferma che l’incarico durò quindi solo 48 ore?”
Dott. Massimo Cialente: “No, forse qualche giorno di più ma sarà stato, boh, perché non si ritrova neanche.. perché in quei giorni…non stavamo neanche … non ci avevamo anche noi, stavamo in una scuola elementare, stavamo seduti sui banchetti, noi con le sedioline basse per capire, insomma, e non c’era manco… non non l’abbiamo ritrovata quella lettera di incarico neanche protocollata. Ma in quei giorni che volevi protocollare? Mentre risulta protocollata, comunque risulta agli atti la mia segreteria, quella sua. Saranno stati boh otto giorni… sette giorni”.
Avv. Maurizio Dionisio: “Comunque sindaco può confermarci che i primi lavori di puntellamento vennero affidati molto tempo dopo questo limitato incarico del Tancredi?”
Dott. Massimo Cialente: Mah, visto che sono stato al centro di pesanti attacchi politici per questa vicenda, e anche adesso, mi sono fatto dare l’elenco di quando sono stati conferiti gli incarichi di puntellamenti e, dalla mia lettura, perché mi è stata inviata via email dall’ing. Galassi, mi risulta che gli incarichi dei puntellamenti sono partiti successivamente al 21-22 giugno, anche perché on c’erano i tempi e, anche perché, si stava ancora in quei giorni determinando questa white list, questa lista delle imprese, perché addirittura credo che l’ultima riunione, per l’ultima azienda ritardataria, l’ultima associazione ritardataria è stata successiva alle dimissioni di Pierluigi Tancredi.”
Avv. Maurizio Dionisio: “Sindaco, un’ultima domanda: poteva Tancredi, nel ruolo di consigliere di minoranza, dopo poco tempo dalla sua vittoria, tra l’altro chiara e definitiva per l’ammontare dei voti, poteva avere un potere politica tale da indurre un dirigente del Comune dell’Aquila, legittimato da una coppia OPCM, aveva potere di indurlo a fare o ad omettere qualcosa, a suo avviso?”
Dott. Massimo Cialente: “Mah, non ce l’avevo io! Nel senso che, con la nuova legge sugli enti locali, noi possiamo indicare dei percorsi, dopodiché i dirigenti ti dicono anche no o si; perché adesso la separazione è molto netta. Stamattina io c’ho sotto i precari e io ho dato indicazioni di trovare tutti i modi, di trovare tutte le possibilità di prorogarli interpretando la legge in un certo modo: tre dirigenti mi hanno detto che non lo faranno mai. Quindi sto aspettando addirittura il parere del Ministero. Quindi Tancredi non lo poteva fare da un punto di vista istituzionale, nel senso che un consigliere comunale, ma anche un assessore può dare un indirizzo. Il Sindaco può dare un insidirzzo, nel senso che io dissi, sui puntellamenti, la Protezioni Civile mi disse dovete fare così, io dissi va bene, andiamo avanti così. Tanto è vero che Di Gregorio non voleva, questo me lo ricordo benissimo. Di Gregorio diceva: Sindaco, guarda così ci ammazzano ecc ecc.. Però io detti indicazione di farlo. Dopodiché, se poi risulta che qualche consigliere comunale è andata, ha presentato qualcuno, l’ha fatto più su… come dire… per un fatto “perché conosco”. Tancredi non aveva alcun ruolo, in particolare come consigliere comunale di opposizione”.
Avv. Maurizio Dionisio: “Bene. Grazie, Sindaco. Si interrompe qui la verbalizzazione delle informazioni testimoniali richieste”.
Cialente è il solito bugiardo e se del caso, risponderà penalmente per aver reso testimonianze non vere e comunque tali, da fuorviare le indagini in corso sull’inchiesta Do ut des, che coinvolgono anche Pierluigi Tancredi. Perché “ufficiale o non ufficiale”, Tancredi già dal 26 maggio 2009 “era operativo” tanto che, assieme all’allora dirigente ing. Mario Di Gregorio, firmava la corrispondenza con il vice commissario Ing. Luciano Marchetti, avente ad oggetto: “Procedura per la messa in sicurezza di manufatti edilizi (opere provvisionali o demolizioni”) in emergenza sismica”. E non solo Marchetti, comunicava con Tancredi.
In data 2 giugno 2009, il vice commissario delegato alla messa in sicurezza, verifica dell’agibilità e demolizione degli edifici pubblici e privati, ing. Sergio Basti, scriveva una lettera indirizzata, tra gli altri, al referente Centri storici (del Consiglio comunale) dott. Tancredi avente ad oggetto: “Procedura per la messa in sicurezza di manufatti edilizi (opere provvisionali e demolizioni) in emergenza sismica”.
In data 5 giugno 2009, Tancredi firmava, insieme all’ing. Di Gregorio, una comunicazione indirizzata al vice commissario Luciano Marchetti, al coordinatore Di.Coma.C. ing. Bernardo De Bernardinis e al sindaco On.le Massimo Cialente, avente ad oggetto: “Messa in sicurezza di manufatti edilizi in emergenza sismica: puntellamenti e demolizioni”.
Se ciò non bastasse, nella seduta del 12 giugno 2009, nell’ambito della riunione della V^ Commissione Consiliare “Garanzia e Controllo”, “prende la parola il comm. Tancredi per informare i Commissari presenti che a seguito dell’approvazione del documento della V Commissione, contenente l’invito rivolto al Sindaco di riferire puntualmente al Consiglio Comunale lo stato della messa in sicurezza dei centri storici, il sig. Sindaco lo ha formalmente incaricato di assolvere detto compito attraverso il conferimento di una specifica delega. ………Riferisce infine (Tancredi), di aver contattato l’Università di Ingegneria dell’Aquila la quale ha chiesto, per supportare il Comune nell’attività di messa in sicurezza dei centri storici, un compenso di 3mila euro/ingegnere al mese”.
Non è vero quindi che Tancredi sia stato nominato dopo l’avvio dei puntellamenti, ma molto prima che gli stessi fossero decisi, non è vero che Tancredi fosse stato nominato “solo” nell’ambito di azioni tese al recupero e salvaguardia dei beni artistici ed “in quanto esperto, essendo stato presidente del Consorzio Provinciale dei Beni Culturali” (Tancredi è stato presidente dell’Assemblea dei soci del Consorzio, che aveva puri compiti amministrativi e non artistico/culturali); non è vero infine che il suo incarico avesse avuto la durata di “appena 48 ore….anzi sette giorni prima delle sue dimissioni” che sarebbero state date il giorno 22 giugno 2009. (In altra occasione aveva detto il 20 giugno). Per tutto il resto, il Sindaco, spesso non ricorda. “La nomina? È stata fatta intorno al 14 o al 15 giugno, se non il 16….sai, con quella confusione!”
Ebbene in quello stato confusionale di Cialente, furono affidati ad imprese locali, a chiamata diretta e spesso senza i requisiti richiesti dal codice degli appalti, circa 220milioni di euro di lavori di puntellamenti, senza progetto e senza relativo computo metrico. Ed il grosso della torta, fu spartito in poche settimane, praticamente non più tardi del luglio 2009. Checché ne dica Cialente, Tancredi era lì, presente, a che andasse tutto bene fin dall’inizio.
Cialente con le informazioni testimoniali rese sarà sicuramente un testimone a discolpa di Tancredi. Questo che significa? Che ha ragione Tancredi quando dice “Non ho parlato perché non volevo far cadere l’Amministrazione e perché me lo volevo riservare come testimone” quella del sindaco? Cosa significano le parole di Tancredi “Stavolta non tampono niente, stavolta scrocchio a quattro mani, altro che tamponare”?
Ed ancora cosa stanno a significare le parole di Tancredi: “Se parlo sarà l’ira di Dio”? Ecco…allora, facciamolo parlare Tancredi, sicuramente ne sentiremmo delle belle su Cialente, come ne sentiremmo di belle, se fossero rese pubbliche le intercettazioni telefoniche dei colloqui fra Cialente e Di Gregorio e non solo semplici stralci, dove le parole di Massimo Cialente risultano sempre secretate.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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