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LA GIUNTA S’E’ DESTA SULL’ASSISTENZA SOCIALE, MANCANO VITA E RILANCIO
stampa pagina 3 novembre 2015
Massimo Cialente continua a parlare a sproposito di ricostruzione sociale dopo il sisma del 2009, che altro non è, nelle sue politiche allucinanti, che assistenza sociale a nuclei in difficoltà. Trecentomila euro, è il sostegno totale per affitti e spese varie che destina ai redditi fino a 3mila euro, c’è tutto un comunicato di una Giunta improvvisamente desta, a spiegarne le ragioni, in realtà ordinaria amministrazione in qualsiasi Comune se non fosse che la scambiano per ricostruzione sociale. Che dovrebbe invece voler dire lavorare in emergenza e 24 ore al giorno per rigenerare dei contesti, dove la comunità torni a riunirsi, a confrontarsi e a vivere in particolar modo nel centro storico. E in tal senso non c’è una sola idea, portata avanti da quest’amministrazione. Per combattere il 27% della disoccupazione aquilana, Cialente, riferendo i dati dei Centri per l’Impiego, dovrebbe rilanciare ben altre politiche. Non c’è una sola politica occupazionale impostata, neanche sostegni per far ripartire le tante attività commerciali che non hanno riaperto o sistemi correttivi che colmino le differenze sociali che il sisma ha generato, arricchendo pochi e impoverendo i molti. E parliamo di un'amministrazione che si professa di centro sinistra e che ha lasciato mano libera al libero mercato, che s’è aggiustato sugli interessi delle imprese collimati con quelli della politica. Il bisogno sociale esisterebbe solo nei Progetti case e map, come dire che solo in quegli alloggi, ci sono nuclei in difficoltà, mentre nelle case agibili navigherebbero tutti nell’oro. Gestire un Comune terremotato con queste vedute, non ci porterà lontano e lo vediamo ogni giorno che passa. Vita e rilancio non sono contemplate in nessun ordine del giorno di questo governo civico. Sabato scorso D’Alfonso, ha illustrato a Pescara le linee di programmazione della prossima spesa europea, 231 milioni di euro per i prossimi sei anni, L’Aquila non c’era, chi la rappresenta non riesce nemmeno a chiedere qualche attribuzione straordinaria, da rendicontare entro l’anno, per il non speso della programmazione precedente. Arabo, per loro. Lolli, se non altro, è riuscito a dirottare su L’Aquila proprio per il non speso, un buon gruzzolo sul turismo, mentre qui si tira a campare. I negozi dovrebbero poter rientrare in centro a prezzi stracciati, regalati, visto che palazzi ammuffiti sono tornati nuovi di zecca coi soldi pubblici, ma le politiche di sostegno che impiega la Giunta per favorire ciò, si spingono sempre fino al punto di non urtare la sensibilità della rendita immobiliare. Intanto hanno deciso di assumere 22 persone, alcune dalle graduatorie Ripam, altre da non meglio specificate graduatorie. Per lo meno la trasparenza su questo, credo sia il minimo sindacale e il rispetto dovuto proprio a quella gran parte di disoccupati aquilani, il 27%, che non ha santi in paradiso. Il capitolo sulla protezione civile nelle scuole, di una Giunta scatenata, lo tratteremo in modo approfondito perché merita ampia riflessione.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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