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IL PONTE DI BELVEDERE È ANCORA CHIUSO
stampa pagina 5 novembre 2015
Siamo ormai al settimo anno post sisma, finalmente la ciurma guidata dal sindaco Cialente, avrebbe deciso di mettere mano al consolidamento del Ponte di Belvedere. Il condizionale è d’obbligo in quanto quando c’è di mezzo il Sindaco Pinocchio, non si è mai sicuri che le decisioni prendano forma. Ed ha ragione l’assessore Lelio De Santis, quando dice che sarebbe ora di smetterla con le chiacchiere per passare ad una fase operativa. Caro gli è costato: il sindaco podestà lo ha immediatamente licenziato, e meno male che nella riunione di maggioranza, nella quale sarebbe (condizionale) stata presa la decisione, il notissimo urbanista assessore Pietro Di Stefano, perito agrario di Cagnano, era assente; altrimenti avrebbe continuato a portare avanti la sua tesi illuminata della demolizione e ricostruzione.
Si è tornati alla prima ipotesi del 2010, quando l’allora assessore Vladimiro Placidi, propose di incaricare l’Università dell’Aquila per controllare la stabilità della struttura. Gli studi, seguiti dal Prof. Dante Galeota, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo aquilano, dimostrarono che le strutture non erano state minimamente compromesse dal sisma, e che sarebbe stato necessario cambiare soltanto gli appoggi, ma il prof. Di Stefano (l’assessore “capiscotuttoio”) era di un avviso diverso (inopinatamente) ed aveva deciso di demolirlo “non perché instabile ma perché…antiestetico”. In appoggio alla sua tesi, asserì con forza: “Siamo tutti architetti di un pensiero nuovo. Spendiamoci per l’ampiezza e la profondità dei programmi perché questo ci viene chiesto oggi, per porre fine alla transazione iniziata in Italia nei primi anni ’90 e non ancora conclusa negli approdi definitivi consoni ad un paese moderno”. Insomma, il Di Stefano pensiero predilige la forma estetica alla sostanza anche secondo le sue esperienze e studi maturati dalla ricerca effettuata nei corsi serali, tenuti nel Comune di Cagnano, nell’epoca in cui lui era sindaco. Per fortuna dicevo, che Di Stefano era assente alla riunione di maggioranza ed il ponte sarà semplicemente “revisionato”, con una modica somma. Non servono quelle somme da capogiro, ipotizzate da Di Stefano, che spesso costituiscono uno scandaloso sperpero di denaro pubblico, destinato spesso ad ingrossare ed ingrassare i portafogli dei soliti noti, gli amici degli amici e i compagni di merende.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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