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L’AQUILA ASSUME CON I FONDI CIPE PER L’ASSISTENZA QUALIFICATA
stampa pagina 9 novembre 2015
La Giunta Cialente ha deliberato di assumere 22 lavoratori per l’attività dell’ente, sfruttando le risorse che la delibera Cipe del 19 giugno scorso ha destinato esclusivamente a “servizi di natura tecnica ed assistenza qualificata”. Al voto mancava l’ex magistrato Nicola Trifuoggi, l’ennesima forzatura sulla quale la Procura della Corte dei Conti dovrà fare chiarezza, perché le cose che questo ente non riesce a fare secondo la norma, come il rinnovo dei contratti ai precari se non esponendo l’amministrazione ad un danno erariale, le forza ugualmente aggirando la legge. Non si capisce come può passare per assistenza qualificata, quella di dipendenti da destinare alle attività produttive, all’avvocatura, al Centro servizi anziani, alle politiche sociali e cultura o alla centrale unica di committenza, tutto quanto lo Stato ha destinato alle attività per la ricostruzione s’è esaurito con i contratti in essere, non ultimi quelli del concorsone, col quale sono state assunte oltre cento persone. Far scorrere quella graduatoria attingendo da risorse che dovrebbero servire a riqualificare la città, a progetti con grandi architetti, tecnici ed urbanisti che possano migliorare questa ricostruzione fatta solo di cementi, è ancora una volta contro la norma. Il Cipe accantona circa 7milioni di euro da cui pilucca chiunque, dalla Presidenza del Consiglio con un milione di euro l’anno, agli Uffici speciali, fino alle amministrazioni terremotate per una super assistenza che invece continua ad essere negata, in nome di una non meglio specificata emergenza amministrativa, mai basata su obiettivi da raggiungere, bilanci e previsioni, ma solo come un pozzo senza fondo da cui prendere e fare clientele. La Struttura di Missione di Palazzo Chigi, dovrebbe incassare circa 40mila euro, per fare uno studio sul fabbisogno di questa “assistenza qualificata” fino al 2020, ma ancora non fa nulla. Il Comune dell’Aquila avrebbe prorogato i precari con fondi del proprio bilancio, non è stato possibile, fa quindi scorrere le graduatorie Ripam pagando con i primi 400mila euro destinati ad altro. Con il ministro Barca avevano trovato la quadra, avrebbero fatto il concorsone dell’anno, la panacea a tutti mali del post terremoto, 128 unità lavorative fresche, per dare quello slancio atteso alle attività per la ricostruzione ma non è cambiato granché, si cerca quindi altro personale. L’Usra promette di istruire le pratiche entro il 2019, quando i risultati raggiunti smentiscono le previsioni, ci vorranno decenni solo per i progetti ed è un totale fallimento, vedremo i nomi dei precari da novanta usciti dalla porta che rientreranno dalla finestra della politica e tireremo le somme, la Procura della corte dei conti faccia i necessari rilievi ed il magistrato Trifuoggi, se resterà in Giunta, cominci pure a metterci la faccia.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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