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AGRICOLTURA, COSPA CONTRO LA COLDIRETTI
stampa pagina 11 novembre 2015
Tutti in piazza, tutti vestiti di giallo con bandierine e cappellini, comprati con i soldi degli agricoltori iscritti alla Coldiretti che pagano fior di migliaia di euro per la contabilità ed altri servizi: o di altri lauti compensi per il lavoro svolto!! Gli stessi iscritti della fascia allevamento, che per anni sono stati abbandonati, anzi dimenticati da chi li avrebbe dovuti rappresentare. Dimenticati quando ci hanno imposto le quote latte, dimenticati quando ci hanno ammazzato le mucche e le pecore con la vaccinazione blue tongue, dimenticati soprattutto quando per tutti questi anni, dall’attuazione delle quote latte il prezzo del latte è sceso ai minimi storici che ha determinato la chiusura di migliaia di aziende zootecniche. La cosa più scabrosa e ci fa incazzare, è che oggi occupano piazze e testate di quotidiani ignari questi gialloni che dicono di rappresentarci, ma in realtà rappresentano solo gli impiegati della coldiretti. E’ doveroso informare . per chi non lo sapesse, che le organizzazione professionali agricole, come gli altri sindacati siedono intorno allo stesso tavolo con i nostri governanti, dove si decide come metterlo in quel posto ai lavoratori, in questo caso agli allevatori. Pensate che l’Assolate ( un carrozzone che costa salato), è composto da un consiglio di amministrazione dove ci sono tutte le rappresentanze, comprese la rappresentanza dei produttori di latte in questo caso dagli stessi gialloni che oggi affittano le mucche per portarle in piazza, visto che gli allevamenti hanno chiuso i battenti. In questo grande carrozzone viene stabilito il prezzo del latte da pagare agli allevatori. In pratica i poveri allevatori si trovano un prezzo imposto, al quale fanno riferimento tutte le industrie di trasformazione. La vera crisi economica italiana è stata determinata proprio dalla chiusura delle aziende zootecniche, ma non frega niente a nessuno. Per tutto questo tempo si è taciuto, si è dato la possibilità alle aziende di trasformazione di far produrre prodotti italiani con il latte estero e le catene di distribuzione hanno fatto il resto. Pur di affossare la nostra zootecnia e favorendo altri si sono inventati di tutto, anche di camuffare a livello ministeriale l’età delle mucche fino a farle vivere 82 anni per italianizzare il latte estero, facendo così crollare il prezzo del latte negli allevamenti italiani, tanto da determinare la chiusura delle aziende. Abbiamo avuto sullo scaffale dei supermercati latte con il loro marchio, confezionato dalla grande distribuzione e venduto a costi inferiori dal prezzo pagati alla stalla, ma si è preferito tacere per paura o per favoritismi!! Ormai di latte italiano nei prodotti c’è ne pochissimo, come un goccia di acqua dolce in mezzo all’oceano, ma sugli scaffali ci sono i prodotti a marchio italiano.
Oggi che le stalle sono chiuse e i consumatori raggirati, si scende in piazza a tutela di chi, ancora lo dobbiamo capire!!
Il cospa
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Dino Rossi
Il pungiglione
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