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MEDIATORI LINGUISTICI, I NUMERI DELLA SPERIMENTAZIONE ALLA ASL DELL'AQUILA
stampa pagina 15 dicembre 2015
Un totale di 324 ore di servizio mediazione linguistico-culturali in arabo, rumeno, francese, albanese, inglese, urdu e russo prestata a quasi 314 migrante e inoltre circa 800 ore per la redazione di un vademecum tipo( la cui copertina è riprodotta in appresso ) di servizi sanitari per stranieri tradotto in 6 lingue. Supporto linguistico ma anche sostegno umano e personale, e burocratico, agli stranieri che si approcciano per la prima volta alle strutture sanitarie del nostro Paese, al fine di aiutargli a superare inevitabili disagi, ritrosie, timori che la circostanza comporta.
La Asl L’Aquila/Avezzano/Sulmona ha affidato tramite bando pubblico, per il periodo Dicembre 2014 – Dicembre 2015, il servizio di mediazione linguistico - culturale all’Associazione Femminile Immigrate per le Pari Opportunità. I collaboratori dell’associazione hanno prestato e dato servizio presso vari dipartimenti aziendali soprattutto dell’ospedale San Salvatore e al Dipartimento di prevenzione, al Servizio igiene, epidemiologia e sanità pubblica, al Dipartimento di salute mentale, ed altri dipartimenti...
“Un supporto utile e apprezzato”, dice Olena Yakymets, presidente dell’associazione. “L’importanza si è percepita soprattutto nella fase della emergenza Ebola prima e poi nel periodo in cui era più massiccio l’afflusso profughi e richiedenti asilo”. Questi sono stati accompagnati da mediatori messi a disposizione dalla Asl in tutta la fase di approccio alle strutture mediche. L’affiancamento è continuato anche nelle visite specialistiche dopo quella iniziale, obbligatoria per legge.
Gamal Bouchaib, consigliere straniero del Comune dell’Aquila che ha sostenuto il progetto, ritiene che “quella del mediatore linguistico – culturale sia una figura di cui avremo sempre più bisogno, tenuto conto del fatto che è crescente l’incidenza della popolazione straniera nel nostro Paese. Per rimanere all’Aquila, gli stranieri rappresentano circa l’otto per cento della popolazione, il quindici per cento dei nuovi nati e il 28 per cento degli iscritti nelle strutture scolastiche. Sono numeri che parlano da soli, e che evidenziano quanto sia tanto più utile e lungimirante lavorare per un confronto e un’integrazione di una parte della popolazione che è crescente e che dovrà essere sempre meno ‘parte separata’ e sempre più parte integrante e coesa con la società. La mediazione linguistico – culturale è uno strumento per facilitare questo processo, e quando si svolge in un settore tanto sensibile come quello della salute – tutti, italiani e stranieri, ne abbiamo diritto e bisogno - rivela tutte le sue potenzialità”.
L’auspicio di Yakymets e Bouchaib è che L’Asl 1 continui in questa strada tracciata con intelligenza e coraggio dal direttore generale Dott. Giancarlo Silveri al quale vanno i nostri ringraziamenti e che questo progetto possa rappresentare un esempio da estendere anche in altre strutture e realtà del territorio abruzzese.
Il pungiglione
Taccuino
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