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A PALAZZO MARGHERITA HANNO GIA’ SBAGLIATO
stampa pagina 18 dicembre 2015
Sembrerà assurdo ma il progetto dei sottoservizi per la città dell’Aquila, il Comune non lo ha mai visto e approvato. L’amministrazione non sa bene quando e dove scavano e non coordina questi lavori con il rifacimento dei palazzi nel centro storico, il che, creerà molti problemi per varie ragioni. Intanto il tratto di cantiere avviato da pochi giorni su Via XX Settembre è già bloccato, hanno trovato con gli scavi una tubazione del gas che attraversa la strada longitudinalmente, dovranno ora tirarlo fuori, fare gli scavi per i tunnel intelligenti e poi interrarlo di nuovo. Non si sa con quali tempi, intanto la città aspetta e Via XX Settembre è chiusa al traffico a scendere. Diverse case intorno alla Villa comunale, e quelle poche recuperate dietro campo di Fossa non hanno gli scarichi, non hanno nulla non possono rientrare, qualcuno già sta pensando di attrezzarsi con i boiler e per gli scarichi chi lo sa. Non dimentichiamo che Cialente ha scelto di andare con gli uffici comunali all’ex Standa, con i fitti passivi saltano da un imprenditore all’altro, in pieno cantiere della ricostruzione e dei sottoservizi e senza parcheggi, tant’è che gli uffici stanno tentando una corsa contro il tempo e di rallentare il trasferimento perché per i dipendenti e per l’utenza sarebbe un vero disastro. La mano destra non sa cosa fa la mano sinistra, progetti per i tunnel non ne hanno chiesti, peraltro non avendo le mappe del sistema fognario e delle altre reti, parecchie restano abbandonate da sette anni nei seminterrati del Palazzo delle Opere Pubbliche a via Sassa e chi sa se li recupereranno mai, intanto si scava e non si sa che si trova. E fosse solo questo. Perché oltre la logistica e l’ignoto, quando si sventra una strada non ci si raccorda con i lavori della ricostruzione, esempio principe di come le cose non vanno è il palazzo di città. Intorno a Palazzo Margherita, per il quale uno studio dell’università dell’Aquila aveva previsto dei tiranti per la torre, che avrebbe seri problemi di staticità, hanno già finito i tunnel, a questo punto non si potranno più impiantare tiranti, se non dall’interno, con procedure delicate e non è detto che si possa fare, dunque è a rischio anche la sicurezza sismica della riqualificazione mentre i tempi s’allungano. La gran parte dei palazzi antichi del centro non ha le fondamenta, là dove è deciso di fare delle sottofondazioni, se arrivassero prima i tunnel intelligenti, sarà impossibile rinforzare le fondamenta perché non si potrà più scavare. L’Ufficio speciale non ha promosso un coordinamento, il Comune lascia fare al tempo per cui ognuno scava come gli pare e si blocca sine die se trova un ostacolo, i palazzi vanno come vogliono e alla fine della fiera, sempre per non smentirsi mai, non hanno neanche deciso la futura pavimentazione pubblica, una volta ultimati questi tunnel.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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