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PASSANO SEI MILIONI E MEZZO DI EURO DI DEBITI, OLTRE LA META’ ALL’ASM
stampa pagina 28 dicembre 2015
Sei milioni e mezzo di euro di debiti al voto del Consiglio comunale. Derivanti da sentenze giudiziarie e pignoramenti già avvenuti in Tesoreria, sono passati oggi in Aula, tra questi, 3milioni e mezzo per l’Asm spa come transazione sul dovuto alla società comunale per coprire le spese fatte fino alla sottoscrizione nel 2008 del contratto di servizio, per cui la somma che il Comune gira alla partecipata, da allora, è sempre fissa. Intanto i debiti. Debiti vecchissimi anche di trent’anni, come il progetto, dato per gratuito, per il costituendo Museo di Santa Maria dei Raccomandati, ed invece costato 206mila euro già pignorati anche se la sentenza non ancora passata in giudicato sarà appellata, intanto però, mirano a riallineare le disponibilità finanziarie effettive dell’ente, eliminando le somme che non ci sono più perché pignorate. Su questi debiti spiccano clamorosamente gli interessi e le spese legali che gli aquilani pagheranno per forza. Per esempio sulla Waterplane, che sotto Tempesta avrebbe dovuto realizzare impianti di depurazione, che non abbiamo, ma pagheremo 1milione ed 800mila euro, più mezzo milione di euro d’interessi e quasi 200mila euro di spese legali. Dirigenti assenti, carte che passano da un settore all’altro e spese legali alle stelle, come ha notato il presidente Benedetti, che schizzano da 2mila euro più oneri a 185mila e 217 euro e non paga mai nessuno, mai una responsabilità dirigenziale o politica, e i revisori firmano sempre che va tutto bene. I consiglieri sono costretti a votare per legge, la parola passerà però alla Corte dei conti che dovrà stabilire un eventuale danno erariale, sperando di rintracciare anche sicure responsabilità interne all’ente. Di sicuro una dirigenza che se la prende comoda da decenni, perché poi tanto non paga mai. Intanto oggi gli aquilani, hanno scelto con i loro amministratori di sborsare almeno un milione di euro d’interessi, stando alla ricostruzione di Raffaele Daniele. La storia è sempre la stessa, beni e servizi acquisiti senza copertura finanziaria, parcelle per progetti su opere mai viste, come gli incarichi per il Contratto di quartiere II del 2004, per 41mila euro e via discorrendo, prosciugando malamente, le casse dell’ente. Non oggi, perché il Consiglio non poteva fare diversamente se non votare, lo impone la legge perché sono debiti legati a sentenze, suona però strano che la gran parte dell’opposizione che amministrava in quegli anni, abbia votato contro, suona peggio l’impotenza con cui i rappresentanti della città non riescono mai a sapere se la dirigenza e l’Avvocatura abbiano fatto il massimo, per evitare esborsi milionari, la Waterplane aveva citato l’ente per 6milioni di euro, il dirigente avrebbe firmato un transazione a tre e mezzo mentre il tribunale ha condannato l’amministrazione ad un milione e sei, lievitato ad uno e otto. Con cifre a chi le spara più alte e noi paghiamo. Sul fronte Asm spa, la transazione di 3milioni e mezzo di euro consentirà alla società di entrare nell’Agir, l’Autorità di gestione integrata dei rifiuti, senza troppe pezze sul fondoschiena, per quel che riguarda competitività futura e nuova gestione, non so fino a che punto l’Asm, possa reggere mercati nazionali ed europei.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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