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EDIFICI INCONGRUI, LO STUDIO DEL CNR ESISTE MA E’ STATO IGNORATO
stampa pagina 13 gennaio 2016
Ci eravamo chiesti come mai lo studio sugli edifici incongrui del centro storico dell’Aquila commissionato al Cnr non fosse mai stato illustrato pubblicamente, mettendo in dubbio perfino che il documento esistesse, considerato che l’assessorato alla ricostruzione, retto da Pietro Di Stefano, non ne ha mai parlato. In realtà lo studio esiste, eccome se esiste, lo utilizza perfino la commissione pareri dell’Ufficio speciale per gli esami delle pratiche, ma la città non ne ha più saputo nulla. E mentre Cialente fa la ruota davanti allo specchio, godendo dell’ampio consenso avuto su IlSole24ore dai suoi concittadini (quali?), la città rinasce più brutta di prima, perché è esattamente com’era prima e agli aquilani, tutto sommato, sta bene così. Nel 2014, il Consiglio comunale prese atto della convenzione che l’Usra aveva stretto col Cnr ed entro tre mesi avrebbe avuto la fotografia del centro storico dell’Aquila, con le brutture edilizie da eliminare, per poi scegliere come e se ricostruirle, in altre parole la mappa degli edifici incongrui, stimati inizialmente in una cinquantina, che addirittura Aielli avrebbe reso pubblica appena terminata. Ma non è mai stato fatto. In realtà dagli atti dell’ultimo convegno Anidis, l’Associazione nazionale italiana d’ingegneria sismica nel settembre scorso, i tecnici dell’Itc-Cnr, Giovanni Cialone, Aurelio Petracca e Gabriele Petrucci, hanno illustrato i risultati di quel lavoro proprio all’Aquila, uno studio “da utilizzare nella valutazione degli interventi progettuali post sisma”, si legge in uno stralcio di quel documento che approfondiremo nei prossimi giorni. Hanno individuato gli edifici incongrui del centro, cioè quelli “che non colloquiano con l’intorno per dimensione planivolumetrica, caratteristiche tipologiche, caratteristiche dimensionali dei manufatti e superfetazioni”. E la domanda da porre a questo punto è solo politica: come mai non hanno mai aperto un ragionamento pubblico su questo studio? Come mai Di Stefano e Cialente non ne hanno mai parlato? Perché stanno consentendo la stessa ricostruzione di prima, lasciandola nelle mani del privato, senza riqualificare nulla. Nei prossimi giorni parleremo dello studio fatto sui quarti divisi in 286 isolati, gli edifici incongrui ed il caso di via Sallustio, sul quale non hanno voluto aprire un confronto aperto. Tutto come prima, peggio di prima ed è una vera vergogna.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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