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SENZA GARGARISMI, IL MASTERPLAN E’ PRATICAMENTE GIA’ FIRMATO


stampa pagina 11 aprile 2016

L'Abruzzo Regione Facile, vale

Tra qualche giorno D’Alfonso firmerà il masterplan per l’Abruzzo con Renzi. Avrebbe voluto andare in Consiglio dopo la firma, è andato invece prima, a sentire i gargarismi, il termine è suo, dei consiglieri comunali dell’Aquila. Ai quali ha dato una bella lezione di abruzzesità. Lui ha programmato le scelte con chi rappresenta l’ordinamento, cioè Massimo Cialente. E infatti il problema non è di D’Alfonso con la città dell’Aquila, ma di un Consiglio comunale intero, maggioranza ed opposizione, con un sindaco che fa sempre a cavolo e male, senza mai consultare gli eletti ai quali, il Testo unico, affida il compito di indirizzare le scelte civiche per poi controllare che siano portate a termine. Ma siccome nessuno riesce a destrutturare un sindaco che probabilmente tiene tutti per il collo, i nemici diventano altri. D’Alfonso firmerà così com’è il masterplan, è pronto poi a pianificare la spesa di competenza dei prossimi anni anche con i consiglieri, purché abbiano da proporre pianificazioni all’altezza, e questo è. Con l’amico Renzi ha concordato che gli interventi del primo biennio dovranno finire entro dicembre del 2017, sfidando di fatto alla concretezza, quelli che ha definito parlamentari aquilani, quasi a volergli concedere quel titolo politicamente nobile, che gli eletti rivendicherebbero come capoluogo di Regione. L’Aquila per D’Alfonso è perfino al centro della strategia della macroregione adriatica ed ha fatto bene, il governatore, a girare l’attenzione dei parlamentari alle belle fonti di finanziamento europee alle quali la città non riesce mai ad approdare con progetti strategici, se non con le briciole di qualche assessorato, che nulla daranno alla strategia di ripresa di un capoluogo di regione terremotato. Ha infastidito la lectio del presidente nella misura in cui non sa, quanti cittadini vorrebbero vedere anziché gargarismi, il ruggito di un Consiglio che oggi ha preteso l’illusione di partecipare ad un momento strategico della pianificazione abruzzese, in realtà già concordata con Cialente e in partenza per Roma nelle prossime ore. D’Alfonso è perfino pronto a dare di più, di quei 10milioni di euro inseriti per Collemaggio, se solo partisse il progetto, a suo dire, peccato non ci sia proprio un progetto ma è stato finanziato ugualmente. Ci rifarà il casello autostradale, tiè, definito pozzanghera in una grande confusione urbanistica che non può certo ambire alla grande viabilità strategica che vorrebbe L’Aquila, dando così una bella sonata anche a chi gli sedeva a fianco, e somministrando alla città l’ultima delle lezioni. Non siete capaci nemmeno di pianificare urbanisticamente la città, oltre la cui “fascia esterna, quella che chiamate cintura” basterebbe leggergli nel pensiero, “non sapete andare”. Dovendo fare i conti anche con il fatto che pensa troppo ad essere capoluogo di regione e poco capoluogo di provincia, visto che gli interventi da fare nelle aree interne, sono di fatto anche per noi. L’Aquila che pensa è costretta ad ingoiare anche questo rospo, oltre a quelli quotidiani che gli rifila Cialente, siamo messi malissimo, e a parte qualche voce istituzionale fuori dal coro, il fatto che ce lo debba ricordare D’Alfonso è davvero umiliante, per chi ancora ci crede.

 

Alessandra Cococcetta




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