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LA GIUNTA BIONDI PORTI I PROPRI ATTI MA E’ ORA DI FARE ORDINE IN CASA PD
stampa pagina 27 settembre 2017
La Giunta Biondi cominci a fare proposte e a portare atti perché l’opposizione non farà più sconti.
Stamattina nel corso di una conferenza stampa il messaggio è arrivato chiaro, basta con gli insulti “non possono tenerci per ore in Aula sul nulla, con un sindaco che ci insulta, perché è un cafone, in maniera premeditata” ha detto Masciocco di Mdp-Articolo uno, pare infatti che Biondi sia comparso ieri a fine seduta per risolvere il litigio tra Tinari e Daniele su una questione urbanistica, per cui è mancato il numero legale a fine seduta “solo per regolare le loro cose come accadeva con il decennio Tempesta” ha aggiunto il capogruppo.
In Aula è arrivato finora poco o nulla dalla Giunta Biondi e molto del lavoro imbastito da Cialente, “la città è anestetizzata” per Mancini di Sicurezza e Lavoro “la nostra interrogazione sulla sicurezza delle scuole è depositata da 27 giorni”, “hanno un atteggiamento approssimativo e vuoto di contenuti” per Palumbo capogruppo Pd, che ha accusato la maggioranza di “fare propaganda politica svilendo il ruolo istituzionale del Consiglio”.
Non si scappa, è arrivato il momento di parlare di cose importanti, di “confrontarsi su temi come l’occupazione” per Serpetti del Passo Possibile, di cose che interessano le persone ma di cui ancora non c’è traccia in Consiglio.
L’opposizione vuole un segnale: sono pronti Biondi e la sua Giunta? E la maggioranza?
D’altra parte la minoranza in particolar modo in casa Pd, fatica a fare squadra.
Americo Di Benedetto ha richiamato tutti ad “un maggior garbo istituzionale” e la stampa a verificare il rispetto delle promesse di Biondi, non mancheremo, ma vorrei invitare Di Benedetto ad esaminare invece il proprio ruolo assunto finora.
Un ruolo da ingenuo che non ha mai masticato strategie amministrative? Possibile come il passo che ha immaginato, fatto sta che Palumbo, capogruppo Pd, ha presentato una pregiudiziale al programma di mandato di Biondi perché lo ritirasse e Di Benedetto ha preso invece per la tangente con un emendamento che di fatto lo avallava.
Ha poi voluto la leadership della quinta commissione, di Garanzia e Controllo, ma ha convocato la prima seduta sulla vicenda dell’Infopoint a metà ottobre, due mesi dopo l’accaduto che per la politica vuol dire un’era geologica ed il passo che cadenza la sua azione è come dire, impossibile, per l’attività amministrativa che deve correre, l’ultima oggi in seconda commissione, quando D’Eramo, assessore alla pianificazione, l’ha buttata lì per dire di lasciare solo agli uffici la firma dei permessi in deroga a demolire e ricostruire nei centri storici, evitando così le lentezze consiliari, solo che Palumbo lo ha stoppato prima che proseguisse, perché un passaggio consiliare alla luce del sole, che pure D’Eramo di fatto avallò al recepimento della legge regionale in materia nella passata consiliatura, garantisce trasparenza, immunizza da sveltine gelatinose, evita corruzioni ed ombre negli uffici e strapotere ai tecnici, blinda un percorso così come lo blindarono appunto proprio Palumbo ma anche Masciocco nel 2014 al recepimento di quella legge, e che fa Di Benedetto?
Va in tandem con D’Eramo per dire acceleriamo pure e lasciamo la palla agli uffici.
Vogliamo sperare, anzi no, siamo certissimi che Di Benedetto sia talmente onesto da sembrare un ingenuo, purtroppo questa sua purezza non aiuta l’opposizione a farsi garante dell’attività di chi ha il potere in mano così da denunciare ogni eventuale stortura messa in piedi, perché purtroppo la storia di questa città ha ben insegnato quanto sia facile scivolare con le dita nella marmellata. Ed allora la stampa faccia il suo mestiere, la maggioranza facesse il suo con atti e provvedimenti propri e l’opposizione cominciasse a fare il cane da guardia, va benissimo il garbo, di un processo democratico.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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