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TASSE, IN MIGLIAIA IN PIAZZA: “NON CHIEDIAMO CONDONI TORNEREMO A ROMA”
stampa pagina 16 aprile 2018
No al terremoto fiscale. Reduci dal terremoto, vittime dello Stato.
Così L’Aquila si è ritrovata comunità ed ha marciato compatta per dire a Roma che non ci sta, che non avremo trattamenti differenti dalle altre catastrofi dunque, se il Governo non darà ascolto alle istanze del territorio torneremo a Roma. Così Giovanni Lolli, promotore della protesta con il sindaco Pierluigi Biondi, compatti con le associazioni di categoria ed i sindaci del cratere per difendere una terra allo stremo. Una bella manifestazione, in cinquemila, con i parlamentari, mancava D’Alfonso, il presidente del Consiglio comunale Tinari e regionale Di Pangrazio, il consigliere Pietrucci, la Giunta comunale, il presidente Ance Barattelli e tutte le rappresentanze produttive, c’era la Cgil provinciale e regionale per difendere un sistema che prova a riprendersi dopo il sisma.
Correttissima la presenza di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, unica big nazionale ad abbracciare L’Aquila che ha lasciato spazio alla Villa comunale alle istituzioni locali. Nessuna strumentalizzazione, nessun personalismo, solo Lolli e Biondi a dar voce alla collettività.
“E’ una manifestazione per la legalità” ha chiarito il vice presidente della Regione “non chiediamo condoni, paghiamo le tasse più alte perché oltre quelle ordinarie abbiamo cominciato a restituirle dal 2012, vogliamo continuare a farlo in dieci anni e con l’abbattimento del 60% come previsto dalla legge, chiediamo all’attuale Governo diritti ed un decreto che alzi la soglia del de minimis a 500mila euro. Si può fare. Non siamo degli ingrati, se nessuno ci ascolterà torneremo a Roma dove qualche anno fa prendemmo anche le botte”.
75milioni di euro da restituire subito, se fosse applicata la procedura d’infrazione attivata dall’Unione Europea, 320 aziende e persone fisiche colpite solo per un errore di notifica, dei sostegni, da parte dei Governi italiani degli ultimi anni.
“Molte aziende non sono in grado di pagare” ha proseguito Lolli “quelle più solide avranno un buco nero e dovranno portare i libri in tribunale, tra queste anche le cinque spa comunali e le due regionali, una catena che farà perdere centinaia di posti di lavoro”.
Una partecipazione “ben oltre le aspettative” per il sindaco Biondi “siamo un popolo che sa lottare e non ci siamo stancati – ha detto alla Villa comunale - nonostante le botte, le manganellate e le denunce. Siamo qui tutti insieme o quasi tutti” riferendosi all’assenza del senatore D’Alfonso “per reclamare il diritto alle agevolazioni che forse hanno salvato un territorio dell’estinzione e dallo spopolamento”.
Il segnale è arrivato fortissimo, Roma non potrà non tenerne conto e probabilmente anche il Tar, che si pronuncerà sulla sospensiva nei prossimi giorni, non potrà ignorare le legittime istanze di una comunità territorio che reclama solo gli stessi diritti concessi in altre calamità.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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