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PROGETTO CASE: A CHI SONO ANDATI GLI ALLOGGI CON ORDINANZA SINDACALE?
stampa pagina 7 maggio 2018
Che sta succedendo nell’assegnazione degli alloggi del Progetto case e Map? Perché è tutto bloccato e perché al bando di Cialente del 2016, nonostante avessero i requisiti 993 nuclei, non è seguita regolare assegnazione?
La questione è stata posta dal consigliere Masciocco (Mdp-Art.1) con un’interpellanza che non ha trovato risposta, se non nell’avvio del riesame di tutti gli atti che si sono susseguiti nel tempo, che dovrebbero tener presente una nuova volontà politica che il sindaco Biondi vorrebbe impostare.
Benissimo: perché allora quel bando non è stato ancora revocato? Stiamo generando un danno erariale che pagheranno gli aquilani? Restano vuoti circa 600 alloggi su cui paghiamo le spese in quota parte, come mai?
D’altra parte Biondi ha assegnato almeno 40 case ma non si sa a chi e sulla base di quale urgenza che lui, discrezionalmente, ha deciso. In questi anni abbiamo fatto battaglie su battaglie su temi come la trasparenza, regolarità degli atti e percorsi legittimi in ordinaria amministrazione e quella è l’unica via maestra. Con Cialente come con Biondi.
Chi ha accompagnato queste fragilità al suo Ufficio di Gabinetto? Chi ha avuto questa corsia preferenziale rispetto ad altre fragilità e perché?
Masciocco nell’ultima seduta ha detto che Biondi sta proseguendo sulla stessa via discrezionale di Cialente, se così fosse perché la sceneggiata di dire che dal suo censimento è risultato che oltre 400 assegnatari non hanno i requisiti? Probabilmente domani, tra qualche anno, ce ne saranno altrettanti di cui avrà responsabilità piena Biondi: dove sono finite le regole?
Fabrizio Giannangeli, dirigente responsabile del sociale, si è sperticato in una relazione che guarda al capello degli atti dei suoi colleghi, minando il suo stesso operato quando allude ad “ipotesi di violazioni di legge”, ed affila una serie di incongruenze che vanno a colpire la macchina e comunque i suoi colleghi quando scrive che le delibere tra Cialente e Biondi, e tra Cialente e Cialente, cioè tra la sua Giunta e il Consiglio di allora, vanno riesaminate perché presupporrebbero “illogicità e contraddittorietà del bando”, “ipotesi di violazioni di legge” per il debito generato ed il disavanzo di cassa, eppure quando Giannangeli presiedeva le finanze dell’ente non ha mai messo nero su bianco questa ipotesi.
E a seguire “contraddittorietà tra Giunta e Consiglio”, “disparità di trattamento”, “sopravvenuti motivi di interesse pubblico”, “mutamento della situazione di fatto” ed “ulteriori elementi di criticità del bando”. Tutta una serie di considerazioni e nessuna responsabilità da parte di Giannangeli sul ritiro o meno del bando, se non la futura “necessità” di dover semplificare “le fattispecie di accoglienza”, cosa che dovrà fare il Consiglio comunale. Il bando di Cialente è ad oggi in vigore e resta lo spettro del danno erariale, Masciocco porterà i verbali della seduta alla Procura della Corte dei Conti, non possiamo restare appesi a vita e soprattutto appesi alle ordinanze di emergenza che lasciano troppo spazio alla discrezionalità di un Sindaco, e quelle sì, a disparità di trattamento. Sono fragilità? Se così fosse sarebbe una gran presa in giro tra fragilità e fragilità.
Ale.c.
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