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PIANO ANTICORRUZIONE, IL SEGRETARIO MACRI’ FACCIA IL SEGRETARIO


stampa pagina 17 maggio 2018

Il segretario Macrì e il presidente Di Benedetto Il segretario Macrì e il presidente Di Benedetto

Alessandra Macrì, è il segretario generale del Comune dell’Aquila, garante della legittimità ed è indipendente dalla politica. La sua nomina è fiduciaria, è del sindaco, e la sua figura resta assolutamente indipendente dalla politica. Ma è davvero così nella realtà?
Stamattina di nuovo una commissione di garanzia sulla nomina del dirigente de Nardis a “commissario” del Centro turistico del Gran Sasso. E’ passato un anno, non è un incarico compatibile con la sua carica da dirigente, ma la Macrì fatica a contestarlo. Anac non Anac, l’Autorità Anticorruzione, la Macrì è a capo dell’Anticorruzione dell’ente e vigila a che il Piano Triennale, aggiornato lo scorso febbraio, sia attuato. In quel Piano è espressamente scritto che “è tenuta a contestare l’incompatibilità all’interessato il quale deve scegliere a pena di decadenza entro il termine perentorio di 15 giorni”. Invece prende tempo.
Doveva studiare la pratica qualche mese fa, ha preso tempo anche stamattina, intrecciata e appesa all’inconferibilità o incompatibilità non interessa, può e deve scegliere subito, non vorremmo fosse un esagerato ossequio alla politica, cioè a Biondi, il quale ha voluto entrare nella società partecipata con una nomina fuori norma che va contestata subito dalla Macrì.
Può permettersi un Comune tanta vaghezza? E senza che le opposizioni si facciano sentire più di tanto?
Il presidente Americo Di Benedetto (Pd) è stato incalzato da Masciocco (Mdp-Art.1), “sta reggendo il moccolo a Biondi?”, sui doveri della quinta come da Regolamento e da Statuto, e sollecitato ad approfondire tra l’altro i ritardi nei pagamenti dei Sal all’Urbanistica; i termini della concessione alla M&P del megaparcheggio e relativo stato dei pagamenti, sottoservizi e Progetto case, come quel famoso bando, su cui è tornato anche Mancini, che Biondi ancora non revoca e in questo caso Di Benedetto ha assicurato che ha già girato i verbali alle Procure generale della Repubblica e della Corte dei Conti perché se ne occupino, anticipando che è pronto per la relazione semestrale, il suo compito è anche vigilare che la Giunta esegua gli indirizzi consiliari, e poi controllerà, ha assicurato, che ordini del giorno, interpellanze, interrogazioni e mozioni abbiano il seguito che deve essere garantito ai rappresentanti del cittadino. Proprio un’interpellanza del capogruppo Mdp, sull’utilizzo politico dei pensionati in un settore dell’ente, da tre mesi aspetta una risposta scritta.
Il punto è uno solo, la politica non può fare come crede, deve esserci un garante delle regole che è la Macrì, che sta evitando di esporsi.
L’opposizione prova a farsi più granitica e Di Benedetto, è passato un anno e non vuole più aspettare, si è detto pronto ad un’azione collegiale, a decidere gli argomenti più stringenti da trattare con i colleghi e a fare, nel caso, anche una commissione a settimana.
Dal canto suo la maggioranza, mal messa e litigiosa, è piuttosto fortunata a non aver avuto, finora, un minimo di aggressività se non negli interventi di qualche consigliere. Il che non fa bene alla città, ad una sana dialettica democratica e agli amministratori attivi che devono scuotersi dal loro torpore, che quando non è tale, come nel caso del bando sugli alloggi del Progetto case e della nomina al Centro turistico, diventano illegittimità.
La Macrì faccia quindi il suo lavoro da segretario e capo dell'Anticorruzione subito e senza indugi.

 



Alessandra Cococcetta




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