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MARTINO (FI): "SUL CONTRATTO DI GOVERNO NON C'È RICOSTRUZIONE"
stampa pagina 18 maggio 2018
"Dispiace dirlo ma denunciamo il fatto che tra i punti inseriti nel contratto di governo tra Lega e Movimento cinque stelle non figura nessun impegno sulla ricostruzione e sul rilancio delle zone terremotate".
Così il deputato abruzzese di Forza Italia Antonio Martino, eletto nel collegio dell'Aquila, dopo la riunione che si è svolta a Roma tra il commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli, ed i parlamentari delle quattro regioni del centro Italia, oltre all'Abruzzo, il Lazio, le Marche e l'Umbria, colpite dal sisma.
"Abbiamo capito attraverso il commissario De Micheli, peraltro molto disponibile, che Il governo uscente non può essere interlocutore con la Commissione europea, soprattutto ora che si sta per formare il nuovo. Nonostante non ci sia menzione nel contratto, non abbasseremo la guardia e ci batteremo ancora - continua Martino -. Sicuramente saremo pronti a presentare problematiche e relative istanze al nuovo esecutivo - continua il parlamentare azzurro -. Intanto, l'elemento sul quale si può lavorare subito è l'innalzamento del de minimis a 500mila euro che farebbe uscire tante imprese dall'incubo della restituzione, ma anche in questo caso serve un contatto ufficiale con l'Europa, quindi, il nuovo governo".
Sull'esito dell'incontro Martino sottolinea quindi che “Sulle problematiche legate alla ricostruzione, dobbiamo aspettare il nuovo governo. Speriamo che non ci siano più lungaggini, i territori colpiti a partire dall'Aquila hanno bisogno di velocità".
Nella riunione si è parlato della questione della unificazione delle norme sui terremoti, dell'Aquila del 2009, e del centro Italia del 2016 e 2017, e di quella legata alle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere aquilano.
Sono circa 350 le imprese ed i professionisti nei confronti dei quali con la notifica di cartelle esattoriali è stato avviato il recupero delle tasse sospese per 18 mesi nel cratere del sisma, su richiesta della Commissione europea che considera la sospensione aiuto di stato. Il governo uscente ha prorogato i termini per 120 giorni, fatto questo che ha portato il Tar a non concedere la sospensiva. La questione ha portato il territorio alla mobilitazione, in particolare il 16 aprile scorso c'è stato un corteo per le vie del centro dell'Aquila a cui hanno partecipato 5mila persone.
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