L'Editoriale

L'Editoriale

Periodico indipendente a distribuzione gratuita
ti trovi in: home » articoli » Politica » ART. UNO SI SMARCA DA…
 

All'interno

  • Archivio Numeri
    • In Copertina
    • Primo piano
    • Comune
    • Provincia
    • Regione
    • Attualità
    • Ambiente
    • Cronaca
    • Sport
    • Economia
    • Politica
    • Cultura
    • Edizione Straordinaria
tutti gli articoli

Cultura e Turismo

  • Promozione turistica pubblico-privato, destinazione "Terre del Cerrano"
  • Il Castello segreto tra storia e leggenda. La vita delle guarnigioni...
  • Il progetto Ue I-Archeo.S è entrato nella fase operativa a Pescara
tutti gli articoli

A ruota libera...

Sede unica, la cittadinanza va consultata.... Conservazione del territorio. Con questo impegno sonoro in campagna elettorale, Cialente promise…
archivio

Segnala!

Se vuoi segnalare notizie scrivici all'indirizzo e-mail
[email protected]
Politica

ART. UNO SI SMARCA DA MAZZOCCA, RANIERI: "APRIREMO AI CIVICO PROGRESSISTI"


stampa pagina 24 maggio 2018

Art 1 Mdp

Chi ritiene che con le ultime nomine in Regione siano risolti i problemi del centrosinistra credo non abbia compreso ciò che è successo il 4 marzo, a livello nazionale ed in maniera persino più accentuata in Abruzzo.
Gli elettori hanno punito pesantemente le forze del centrosinistra sulla base di un giudizio netto sulle azioni di governo, sulla visione e la lettura del Paese e della Regione che le hanno determinate, su una cultura di governo spesso costruita sulla sufficienza e, a volte sull'arroganza, verso chiunque dissentisse, fossero essi esponenti politici, sindacati, associazioni e anche semplici cittadini.
Il dato elettorale è stato impietoso soprattutto tra gli elettori a cui dovremmo naturalmente rivolgerci, tra i più deboli ed i più fragili, le persone, i ceti sociali e i territori più in difficoltà e in sofferenza.
Il rischio concreto che oggi si vada consolidando un nuovo bipolarismo, o peggio un asse, tra Movimento 5 Stelle e Lega non lo si combatte facendo finta che nulla sia accaduto, chiudendosi in un fortino insieme ai propri fedelissimi, rivendicando acriticamente tutto ciò che è stato fatto e pensando che siano gli elettori a non aver capito e ad aver sbagliato.
A sbagliare è piuttosto chi nel centrosinistra spera, in Italia, nello sfascio per ricostruirsi una propria verginità politica e in Abruzzo chi crede nella possibilità di superare la “nottata” continuando esattamente come prima, con qualche operazione basata su riconoscimenti individuali, a questo o quell’esponente politico, che finisce per dividere e frazionare ulteriormente lo scenario politico.
La "nottata" si supera soltanto se di decide di guardare in faccia la realtà, insieme; l'alternativa, a prescindere dal fatto che le elezioni siano tra 4 o 8 mesi, sarà altrimenti la catastrofe, come dimostrano i risultati in Molise, Friuli o Val d'Aosta.
Questo avevamo provato a dire come Art. 1 dopo le elezioni politiche, confrontandoci con le altre forze di maggioranza e con il Pd in particolare: per ricostruire una sintonia con gli abruzzesi senza negare quel che di buono era stato fatto, avevamo chiesto di dimostrare insieme di aver capito il segnale arrivato dalle urne; avevamo chiesto una maggiore attenzione sui temi fondamentali della sanità, del lavoro, dei servizi; avevamo chiesto una discontinuità nei metodi e nella comunicazione, per costruire una nuova collegialità da assumere come valore, in una fase cosi complessa.
Come Movimento sapevamo che sarebbe stata un’operazione difficile, che ci avrebbe procurato una buona dose di critiche per non aver staccato la spina ad un governo in evidente difficoltà, ma eravamo tuttavia convinti che la ricostruzione di un nuovo largo campo progressista non si potesse fare sulle macerie ma su una profonda e visibile discontinuità.
Il problema era, ed è, la presa di coscienza che una stagione sia finita e che quindi sia necessario, con umiltà, aprirne una nuova.
Il risultato dopo due mesi è invece il contrario di ciò per cui abbiamo lavorato: la chiusura senza alcun confronto di una nuova Giunta regionale, anche con l'ingresso di altre forze politiche, per reggere una maggioranza sempre più risicata, la rottura con le esperienze civiche nel Consiglio, nessun programma di fine legislatura, nessuna idea di come costruire per le prossime elezioni un'ipotesi nuova e larga che permetta una scelta su un Presidente di qualità e realmente competitivo.
Sono stati due mesi in cui ha brillato il silenzio assordante del Pd e di qualsiasi suo esponente ad ogni livello in questa regione, benché anche al suo interno molti pensino che così si stia andando contro un muro.
Ma evidentemente la loro silenziosa presenza non basta per provare ad aprire una nuova prospettiva alla luce del sole, insieme, senza abiure e senza personalismi.
Prevale con tutta evidenza altro, e nessuna parola e nessun atto politico è arrivato, se non un tentativo di lavorare come coalizione almeno su alcune priorità di merito; tentativo che grazie alla nostra spinta qualche risultato anche importante lo sta producendo su sanità, trasporto pubblico, sociale e politiche attive sul lavoro. Bene per gli abruzzesi, che ne vedranno presto i risultati.
Complessivamente però l'idea che nulla debba cambiare, e che anzi in prospettiva anche la prossima proposta elettorale dovrà essere in assoluta continuità con il presente è purtroppo oggi l'unica idea realmente in campo.
Anche in Art. 1 sono emerse diverse sensibilità e approcci. Lunedì scorso - quinta direzione regionale sul tema- si è però deciso, tutti, di continuare a porre la necessità di recuperare il senso di un'azione di governo, di fare un patto di fine legislatura condiviso, di mostrare agli abruzzesi di aver capito il significato del voto; lo dovremo ribadire anche nelle dichiarazioni di voto sulla mozione di sfiducia presentata in Consiglio Regionale dalle opposizioni.
Ma in queste ore, come già detto, si è provato invece a chiudere, in tutta fretta, il quadro politico pensando evidentemente che vada tutto bene e che i problemi siano risolti. Non è così e temo che ciò che appare ingiustamente e ingenerosamente all'esterno, all’opinione pubblica, sia che ci si stia dividendo gli ultimi bicchieri di champagne a bordo del Titanic che affonda. Lo dico senza davvero voler mancare di rispetto a nessuno ma convinto che questa sia una strada senza uscita.
Per questo credo che Art.1 debba aprire una nuova fase. Ora occorre più politica e più decisioni chiare. Nella prossima assemblea regionale apriremo con Tommaso Di Febbo, la nostra fase congressuale per provare a costruire un pezzo di quel nuovo campo progressista, di centrosinistra, di cui sono convinto necessiti l'Italia e la nostra regione. Qui in particolare il congresso servirà anche per provare a dare al nostro progetto più forza, meno ambiguità sul presente e soprattutto sul suo futuro, un raccordo reale con gli eletti , più radicalità e coerenza.
E sarà l'occasione per incontrare in Abruzzo chi nel centrosinistra, nell'associazionismo, nei movimenti o tra gli amministratori, abbia voglia di costruire una larga esperienza civico-progressista che cerchi di vincere le prossime elezioni, insieme, e non invece di perderle perché in fondo per alcuni è più importante mantenere una propria leadership, anche sulle macerie, che il risultato finale.

 

Fabio Ranieri
Coordinatore Regionale Art.1




  • Tweet

Il pungiglione

Che fine hanno fatto gli archivi della città dopo il sisma? I documenti storici della città dell'Aquila, atti pubblici, delibere di Consiglio e di Giunta, concessioni edilizie ed urbanistiche sono ancora abbandonati a Palazzo Margherita e…

Taccuino

  • 30 Fondazione Carispaq, riedizione del romanzo di Mario Pomilio
  • 27 'Cantine Aperte', 26ma edizione tra degustazioni e visite guidate
  • 25 Chiesa San Silvestro e della Misericordia aperte per Officina L'Aquila
  • 25 Commissioni consiliari, le prossime riunioni
tutti gli appuntamenti

News

  • Corsi di Yoga al Munda con Casa Museum. 29 e 30 maggio, 5 e 6 giugno
  • Concerto tributo a Pierangelo Bertoli a sostegno di Autismo Abruzzo onlus
  • Officina L'Aquila, dal 23 al 25 maggio all'Auditorium del Parco del Castello
  • Festa e notte europea dei musei 19 e 20 maggio, aperture straordinarie
  • La salute mentale nei giovani 2.0, convegno all'Aquila il 18 ed il 19 maggio
  • Al GSSI, il meeting tra ricerca ed aziende come Coop Liguria e Fincantieri
  • Urban Center, due assemblee pubbliche per rinnovare Comitato scientifico
tutte le news

I nostri video

  • play Le modalità di voto
  • play Lavori a Murata Gigotti
tutti i video
Direttore Responsabile: Giuseppe Vespa
Autorizzazione Tribunale di L'Aquila del 13/8/92, reg. giornali n°293
Direzione e amministrazione: 67100 L'Aquila, via del Malepasso 10/A.
Tel. e Fax 0862 405082 - Cell. 3476588525
E-mail [email protected]
credits