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CRISI ISTITUZIONALE? LA VOLATA IN SOLITARIA DI MATTEO SALVINI PREMIER


stampa pagina 28 maggio 2018

Matteo Salvini Matteo Salvini

Se Silvio vota Cottarelli addio alleanze.
Così oggi Matteo Salvini, così prosegue la scalata in solitaria al Governo del Paese, forse con Fd’I della Meloni, pronta almeno ieri sera a votare l’impeachment con il M5S al capo dello Stato. Sguardo sviato sull’interpretazione dell’articolo 92 della Carta fondante ed un Pd che avrebbe voluto scendere in piazza fin dal 2 giugno, anzi proprio il 2 giugno, a difesa del presidente della Repubblica e della Costituzione. Ma ieri il quadro non era chiaro perché Salvini ha continuato a fare i suoi giochi, intuibili già da giorni, chiarissimi stamattina, quando ha dichiarato che Giancarlo Giorgetti della Lega al Mef, al posto di Paolo Savona, unico veto posto da Mattarella, non poteva andar bene perché poco noto in Europa.
Di Maio non ha capito, in pochi hanno capito subito, in molti da oggi, basti vedere il cambio di rotta dei tweet ma questi giochetti finiranno col farci molto male.
Il presidente, criticabile da un certo punto di vista, si è fatto garante dell’interesse degli italiani, dei loro mutui, dei loro risparmi, gli speculatori scommettono sul nostro default e nel discorso che ha tenuto ieri, per spiegare le ragioni del suo veto subito dopo la rinuncia ufficiale di Giuseppe Conte alla formazione di un Governo, ha chiarito che probabilmente andremo ad elezioni anticipate. Lo aveva detto che non avrebbe fatto il notaio e comunque l’uscita dall’euro non era nei programmi elettorali del costituendo governo penta leghista, e in effetti così è, dunque, per Mattarella, servirà spiegare per filo e per segno, alle persone, cosa rischiamo. Grecia, fallimento, tagli netti agli stipendi e alle pensioni, alla sanità, al welfare a tutto, oppure, ma lo dovranno garantire, rinascita vera, nessun richiedente asilo e nessuna svalutazione della moneta nazionale.
Questo ha chiarito ieri Mattarella e non è detto che con la sua mossa abbia agevolato la vittoria assoluta dei penta leghisti, anzi dei leghisti, perché il M5S rischia l’isolamento e dovrà forse riconsiderare un’alleanza col Pd che ancora non capisce dov’è, come e perché. A parte Renzi che già da ieri, a caldo, aveva dichiarato che Salvini non ha mai avuto alcuna intenzione di bruciarsi con un patto di Governo così mediato. Anche Forza Italia, rischia l’isolamento. La sinistra, lasciamo perdere. Salvini conta sul 40% netto, è da giorni che chiude le dichiarazioni pubbliche dicendo agli elettori dateci la maggioranza e ci pensiamo noi.
Intanto un Paese traballa, la Grecia è stata fatta a fettine, all’apertura stamattina, i mercati hanno dimostrato di gradire le certezze assicurate dal capo dello Stato, non s’intravedono giochi massonici e poteri forti, se non la mano ferma di un garante della Costituzione.
Siamo in campagna elettorale, Carlo Cottarelli incontrerà oggi Mattarella, si cominci a stanare davvero chiunque giochi sulla pelle della gente, soprattutto cercando di far capire cosa accadrà nel nostro quotidiano e nelle nostre tasche, tornando ad esempio alla lira, prendendosene ogni responsabilità e poi spiegare con quali passaggi tecnici uscire o modificare la Convenzione di Dublino per i richiedenti asilo.
Ed ancora far capire con quale autorevolezza, il Paese più indebitato Ue, solo la Grecia sta peggio di noi, possa prendere le mazze e tornare alla piena sovranità nazionale senza conseguenza alcuna.

 



Alessandra Cococcetta




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